
FERMO – La strada è quella giusta? Se uno legge i social, il NO è scritto. Ma se si seguono i dati ufficiali, quelli di Agenas, c’è un miglioramento nelle Marche peer quanto riguarda le liste di attesa.
In generale in Italia c’è un miglioramento nel primo quadrimestre del 2026: l’incremento della percentuale di rispetto dei tempi di garanzia che per le visite specialistiche passa dal 76,1% all'78,7% e per gli esami diagnostici dall'83% all'84,7%.
Complessivamente, 16 Regioni su 21 mostrano buoni risultati per le visite specialistiche e 15 Regioni su 21 buoni risultati per gli esami quali Tac, risonanze ed ecografie. Ma Abruzzo, Pa di Trento, Sicilia e Valle d'Aosta presentano segni negativi in entrambi i casi. Questi i dati forniti dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, basati su 65 milioni di prenotazioni relative a tutte le strutture del settore pubblico e del privato accreditato.
Guardando alle Marche, nel report si specifica come le Marche siano tra le 16 regioni che nei primi mesi del 2026 presentano dati migliorativi sul rispetto dei tempi rispetto all'anno precedente. Per quanto riguarda il rispetto dei tempi sulle prime visite, infatti, si passa dal 93% del 2025 al 94,7%, con quelle identificate come urgenti che raggiungono la soglia del 97,3%.
Da gennaio ad aprile del 2025 le prime visite prenotate sono state 206.981, mentre nello stesso periodo del 2026 sono state 217.838. Sul fronte degli esami diagnostici, invece, il dato passa dall'89,5% dei primi quattro mesi del 2025 al 92,4% dello stesso periodo del 2026.
In questo caso il miglior rispetto dei tempi spetta alla spirometria (97,6%) mentre più in difficoltà le risonanze magnetiche osteomuscolari (80,1%). Gli esami diagnostici prenotati da gennaio ad aprile del 2025 sono stati 163.108, mentre nello stesso periodo del 2026 sono 175.464.
I dati confortano l'assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, ma “evitiamo toni enfatici, perché c'è un lavoro ampio da fare. È chiaro però che quest'ultimo mese e mezzo ci abbiamo lavorato, con l'ottimizzazione fatta che è stata decisiva. C'è una serietà di lavoro che significa che siamo in un percorso di crescita riconosciuto a livello nazionale. - aggiunge Calcinaro - Paragonando i dati anche a quelli di altre territori, i marchigiani possono vedere che la propria regione non offre un servizio degradato”.
Per quanto riguarda il rischio che un aumento delle prestazioni offerte generi un aumento della domanda e quindi una minore appropriatezza, l'assessore ha concluso sostenendo che non si può agire ‘in modo coercitivo’, ma che la Regione è al lavoro per creare degli “alert legati all'inappropriatezza”.
Soddisfatto il governatore Acquaroli: “I risultati ci confermano che siamo sulla strada giusta. Questo non significa che non esistono criticità né che non si possa fare meglio, ma che grazie soprattutto al lavoro di chi ogni giorno opera negli ospedali e nei territori - si possono dare risposte concrete ai cittadini”.
Un segnale che fa bene. “Sono segnali importanti di conferma della validità della riforma della sanità regionale avviata in questi anni e delle azioni abbiamo messo in campo per migliorare le liste d'attesa. - ha aggiunto - Un lavoro che va di pari passo con quello del governo nazionale, che mai come in questi anni ha investito risorse nella sanità pubblica”.
Plauso anche dalla senatrice Elena Leonardi: “Le Marche, infatti, sono seconde a livello nazionale per le prenotazioni delle visite con una percentuale del 94,7% e sono quarte per gli esami diagnostici, con una percentuale di prenotazione del 92,4%. La strada che ha intrapreso il governo Meloni è la risposta a un problema cronico che impatta fortemente sul bisogno di salute dei cittadini. Un'azione che sta dando i primi dati positivi”. Nel decreto liste d'attesa, oltre alla piattaforma, era prevista la questione legata alla intensificazione della possibilità di fare visite nel fine settimana e misure a tutela e vicinanza del personale sanitario.
“Come ad esempio la flat tax per gli straordinari, che sono tassati al 15%, e un incentivo a valorizzare anche la componente stipendiale con incrementi per gli straordinari, previsto sia per i medici che per gli infermieri. Una tassazione che dà più soldi in busta paga per la colonna portante del nostro sistema sanitario" conclude Leonardi.
r.vit.
