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L'Istat fotografa le Marche: più anziani e meno abitanti. Pil inferiore, ma più qualità della vita. E il lavoro non manca

2 Novembre 2026

FERMO – Non è solo questione di giovani che se ne vanno, i numeri dicono altro: le Marche perdono abitanti e invecchiano più in fretta del resto d'Italia. Non solo, senza gli immigrati il calo sarebbe più marcato.

I numeri sono del rapporto dell'Istat sulle trasformazioni della regione. Dopo aver superato 1,54 milioni di residenti nel 2011, nel 2024 la popolazione è scesa sotto 1,5 milioni. Il saldo naturale è negativo dall'inizio degli anni Ottanta, circa quindici anni prima della media nazionale. Fino agli anni Sessanta la regione si caratterizzava invece di terra di emigrazione.

Nel 2024 si contano 235 ultrasessantacinquenni ogni 100 giovani sotto i 15 anni, contro i 208 della media nazionale. Pesano i pochi figli e un aumento della sopravvivenza: nel 2025 la speranza di vita alla nascita è di 84,4 anni, tra le più alte del Paese.

Vita lunga, ma Pil pro capite inferiore di otto punti percentuali alla media nazionale, come già nel 1980. Tra il 1994 e il 2008 la crescita era stata più veloce che in Italia, ma la Grande recessione ha colpito di più: nel 2024 il Pil è ancora il 7% sotto il livello del 2008. “A livello imprenditoriale, le Marche si collocano comodamente fra le regioni del centro e, per alcuni parametri, anche fra le regioni del nord-est. Questo - ha spiegato Roberta Palmieri, dirigente dell'ufficio territoriale Istat dell'area nord-est – perché ha costruito la sua fortuna su una grande vocazione manifatturiera e artigianale e su un'occupazione femminile che, 50 anni fa come oggi, era molto più elevata che nel resto del Paese".

A questo si aggiunge un Pil inferiore, "ma le Marche hanno un patrimonio di qualità della vita non comune, cioè si tratta di una regione con i livelli più elevati di longevità, con i comuni che sono tutti quanti in una fascia di buona qualità della vita e quindi questo è un patrimonio tanto quanto il Pil”.

Un dato su cui sorridere è quello del lavoro: il tasso di occupazione tra 15 e 64 anni è al 67,5%, sopra la media italiana. Anche l'istruzione è leggermente sopra la media, con più laureati e diplomati. Oggi nell'industria lavora quasi un terzo degli attivi, sette punti più del dato nazionale, e ci sono 96 imprese ogni mille abitanti. Pesa la manifattura a bassa e medio-bassa tecnologia, mentre i servizi sono meno diffusi.

Raffaele Vitali - Viale della Carriera 109 - 63900 Fermo (FM) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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