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L'intervista. Scarfini: "Essere sindaco è responsabilità. Stiamo cambiando la città: sono uno che prende le decisioni. E che dà tempo alla famiglia"

6 Novembre 2026

di Raffaele Vitali

FERMO – Sono passati sei mesi dal voto e dalla vittoria delle elezioni comunali. Alberto Maria Scarfini, che effetto fa sentirsi chiamare sindaco di Fermo?

"Sento la responsabilità verso i concittadini. Siamo liberi di candidarci, ma poi la responsabilità è il multiplo della realtà. Mi dà un'ansia positiva, una soddisfazione. Mi sono abituato a sentirmelo dire".

Qualcuno la chiama ancora Alberto?

"A chi mi chiede come chiamarmi, dico sempre Alberto. Però mi fa molto piacere quando i ragazzi mi dicono: 'Che possiamo fare?'. Chiaramente, quando i coetanei mi chiamano ancora Alberto, li sento vicini. È la vicinanza di chi mi conosce, sa come vivo le cose e vuole camminare con me. Poi non posso piacere a tutti".

Quanto pesa il ruolo di sindaco?

"Pesa perché ogni giornata è un giorno in cui puoi fare qualcosa di buono, ma sei anche oberato dal quotidiano. L'organizzazione della quotidianità deve essere inserita in un progetto, nella capacità di portare a casa situazioni di prospettiva e di respiro per la città. Per esempio, mi ero dato come obiettivo, fino a dicembre, quello di seguire al meglio il Pnrr. Lo stiamo facendo e ringrazio gli uffici e la squadra. Ma serve anche il tempo per pensare al futuro. Ci sono tematiche importanti che vanno affrontate insieme alla maggioranza, per studiare soluzioni. Una volta che le soluzioni sono sul tavolo, però, bisogna decidere. Solgas ne è un esempio evidente: c'è stata la volontà di assumersi le proprie responsabilità".

Qual è la difficoltà principale che affronta come Alberto, prima ancora che come sindaco?

"La tutela dei rapporti umani è una sfida, soprattutto quelli familiari. Sto cercando di costruire un'organizzazione che è diventata una necessità. Ci sto lavorando. All'inizio ho fatto più fatica: la passione ti spinge a stare 18 ore in Comune. Invece bisogna riuscire a inserire nell'organizzazione anche la vita privata".

Esiste il weekend per il sindaco?

"In parte sono avvantaggiato: quando ero assessore allo Sport, alle 14 del sabato scomparivo fino alla domenica sera. Ora, però, mi occupo anche di altre materie. Il weekend esiste poco, ma nell'agenda c'è sempre un'ora in cui posso vedere allenarsi un figlio o una figlia. È un momento che mi ricarica. Anche perché il weekend è fondamentale per ascoltare le problematiche. Devo però capire che non tutto si può risolvere".

L'assessore in più è un aiuto concreto per migliorare il lavoro?

"In questo modo abbiamo compiti più distinti e siamo facilitati nel garantire una presenza sul territorio. Su questo stiamo facendo squadra anche con i consiglieri. A volte ci troviamo in più persone nello stesso luogo: è un modo per fare gruppo. È una scelta funzionale, che tra l'altro ricalca quella di altri capoluoghi di provincia. Ci aiuta anche a dare maggiore attenzione a materie assessorili che magari prima potevano essere seguite meno. Penso allo stesso patrimonio, che ora è particolarmente attenzionato. È stata una scelta giusta".

Scarfini, il suo inizio non è stato facile, anche per l’opposizione. Se la immaginava così presente?

(Si ferma a riflettere). "Come presenza me l'aspettavo, anche in termini di costanza. A volte mi è dispiaciuta qualche strumentalizzazione, ma l'ho detto con correttezza e trasparenza. Alcune forzature non me le aspettavo. Abbiamo tre identità, che a volte si uniscono, anche su più punti e tematiche. Potrebbero ripetere meno certi argomenti, ma per il resto ci sta. In ogni caso cerco, dove possibile, di trovare punti di apertura e di percorrere insieme il cammino. Penso alla rotonda di San Michele, alla delegazione di Capodarco, alla mozione sullo stadio e anche al Girfalco, dove non ci siamo certo chiusi in noi stessi".

Sta già incidendo sulla città o siamo ancora nella Fermo di Calcinaro?

"Deve essere, ed è, ancora la città del civismo. Questo porta buoni risultati e non stiamo cercando un'altra strada. Chiaramente c'è una continuità, perché era necessario portare a termine il lavoro avviato da Calcinaro e poi dal reggente Torresi, anche considerando le risorse che stanno arrivando in città. Questa è una precisa volontà. Ma c'è anche Alberto in questo percorso: su alcune direttrici stiamo già impostando e progettando la Fermo dei prossimi anni".

Un esempio?

"Penso all'ampliamento della prospettiva turistica, alla possibilità di valorizzare anche la ricchezza che la nostra Curia ha a disposizione. Poi c'è il tema della ricettività. È chiaro che serve una rete capace di coinvolgere più soggetti".

Il Comune pensa anche a un punto di accoglienza turistica?

"Stiamo lavorando per realizzare un punto di accoglienza al piano terra del palazzo comunale, con affaccio su Largo Fogliani. È un tassello importante per migliorare i servizi ai turisti e ampliare la capacità di accoglienza della città".

Grandi progetti. Il biodigestore è un problema?

"Non è un problema, è una risorsa. Una volta completato, porterà dei vantaggi. Stiamo lavorando alla proroga con il Masaf e ad accelerare i lavori. Speriamo di chiudere nei tempi giusti. Dobbiamo creare il flusso necessario. Siamo di fronte a una difficoltà che stiamo monitorando e stiamo ragionando anche sul futuro e sulla gestione. Voglio che sia la nostra Solgas. Non deve essere un problema, ma diventare una risorsa. Rientra in quelle questioni che hanno radici profonde e sulle quali bisogna decidere se investire per farle crescere oppure tagliare".

Biometano e campi da tennis: come si conciliano gli interessi?

"L'interesse pubblico deve essere il faro. Sul biometano c'è una sentenza. Stiamo valutando anche se ricorrere in appello e quali eventuali percorsi legali intraprendere. Di certo non si cerca il baratto, nel caso qualcuno vedesse un legame con la zona dei campi da tennis, ma soluzioni funzionali. Ricordiamoci sempre che i privati non sono il demonio".

Mercato coperto, a che punto siamo?

"La situazione è articolata su tre fronti. La sala Pertini è molto utilizzata ed è diventata un riferimento per la convegnistica. FermoTech ha un collegamento continuo tra giovani e imprese. Abbiamo intercettato anche un nuovo bando per le start-up. La sfida è il piano terra, che dovrà essere velocizzato nei lavori per far partire i corsi dell'Its in centro storico. L'obiettivo è essere operativi con il nuovo biennio Its da settembre e completare i laaboratori”.

Quanto fa male a un fermano, ancor prima che sindaco, vedere le vetrine del centro storico che si spengono?

"Non è facile rispondere. Ci sono due aspetti. Vedo locali del food & beverage che lavorano e questo fa piacere. Anche i musei, nei numeri, sono frequentati. È chiaro, però, che tutto il resto del commercio fa fatica. E questo fa male. È vero che stanno cambiando le abitudini nei centri storici e non è un problema soltanto di Fermo. ma dobbiamo agire. Il supermercato è una questione importante: ci stiamo lavorando perché risponde a un'esigenza che rientra nella volontà di tutelare i residenti del centro storico e la vivibilità".

Inchiesta sulla ricostruzione: che idea si è fatto? Teme ripercussioni sul cantiere?

"C'è stata una gara, gli uffici l'hanno seguita al meglio e la ditta ha vinto. In questo momento il cantiere va avanti, noi lo monitoriamo e abbiamo mandato anche una nota per avere garanzie. Sull'inchiesta, il garantismo è un valore. La giustizia deve fare il suo corso. È chiaro che provo un forte dispiacere, da marchigiano e da sindaco, nel vedere la nostra terra segnata da infiltrazioni e problemi".

Cosa mette sotto l'albero di Natale dei fermani?

"Tanta gente. Proseguiamo una tradizione che caratterizza la nostra città e, soprattutto, voglio che sia un Natale sicuro oltre che, di certo, sui pattini. Importante è la collaborazione con le forze dell'ordine, un rapporto che mi piace e che considero importante. Per il futuro della città mi auguro che i tanti progetti che abbiamo in testa diventino realtà quanto prima. Tutto con passione: promuoveremo Fermo ovunque e continueremo a puntare sull'arte”.

Raffaele Vitali - Viale della Carriera 109 - 63900 Fermo (FM) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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