
FERMO - Angelica Malvatani, tanti numeri sul tavolo dopo le elezioni. Uno però spicca nella sconfitta: lei ha preso meno voti delle liste, 3843 contro 3966?
«E’ un dato. Molte persone si sono fatte condizionare dagli attacchi personali e credo che la sinistra, alla fine, non sia stata davvero unita sui progetti. Eppure proprio su quello abbiamo lavorato. Ma ci sono molte anime sparse».
Crede che il centrosinistra possa migliorare?
«C’è molto da lavorare, ma abbiamo messo un primo mattone. Per diventare forza di governo dobbiamo crescere. Spero resti l’entusiasmo».
Lei ha visto davvero entusiasmo nei suoi compagni di viaggio?
«Ho rivisto il valore delle campagne elettorali di una volta. Anche il Pd si è rimesso in moto, al netto di problemi che si trascinano da anni. È stato un primo tentativo di ricostruzione».
Malvatani leader?
«Non ho tessere di partito. Non sono io a poter prendere in carico il Pd o Avs, ma darò il mio contributo. Voglio lavorare per il futuro: ambiente, giovani, Fermo al centro sono temi che non posso dimenticare».
Fermo ha bisogno di entusiasmo nuovo, secondo lei, ma il voto…
«In giro si respira la necessità di collegare le periferie al centro. Servono nuove tipologie di feste. I cittadini hanno scelto il sicuro, ma io avevo percepito un bisogno di cambiamento, di vicinanza e attenzione alle periferie, alla manutenzione di base, ai marciapiedi».
Ha raccontato per anni la politica, viverla in prima linea?
«È stato diverso. È come se fosse un’altra città, credo di non aver mai percepito davvero il peso delle cose. È vero che ogni quartiere è una piccola città e si arrangia come può. E questo porta rassegnazione. Non può esistere che conti chi ha contatti in giunta. La rassegnazione va superata. Il centro storico si sente sotto assedio: manca la cura, mancano i bagni, manca una cerniera. Però alla fine i risultati dicono che qualcosa di buono c’è e ora tocca a loro».
E adesso?
«I contenitori ci sono, ma mancano le risorse per gestirli. E dovrà Scarfini lavorare davvero sui giovani. Poi bisogna parlare al tessuto economico: tutti hanno bisogno di sentirsi presi in carico, a partire dalla Cavalcata che ci ha fatto “feriti” tutti e che abbiamo ascoltato molto. Spero che il bisogno di qualcosa di diverso emerga e che la città cresca. Adesso ci saranno temi importanti e rapidi da affrontare, da via Crollalanza alla Cops».
Chi è Scarfini per lei?
«Un bravo ragazzo, lui stesso si definisce così. Ci mette cuore, è generoso e gentile. Ha fatto l’assessore al Bilancio, confido che sappia far quadrare i conti».
Ai suoi vuol dire qualcosa?
«Stamattina ho detto loro che non ci perderemo. Ci ritroveremo a cena, perché anche la sconfitta deve unire. Siamo uniti, hanno lavorato tanto».
Cosa le resta?
«Un’esperienza bella, umana e forte, di persone che non mi hanno lasciata sola. Mi sono misurata con me stessa e ho capito ancora di più che mi piace la politica vera, tra le persone. Ma resta la sofferenza patita».
Un messaggio a chi l’ha attaccata sui social?
«Vorrei dire di fare più attenzione. Per interessi non chiari si è fatto male a me e a una coalizione che con generosità e fatica si era messa in piedi. Abbiamo ponderato ogni parola del programma e mi dispiace, perché vi assicuro che la realtà è diversa. E verrà tutto chiarito, anche in tribunale. Non era Facebook il modo e il luogo dove affrontare le questioni. Mi dispiace che non sia stata minimamente valutata la mia storia. Non credo ci fosse motivo per attaccarmi in quella maniera. Si è parlato di questioni disciplinari come fossero penali e di fatti accaduti vent’anni fa come se fossero di oggi. Non ho fatto niente di male nella mia vita e sono stata descritta in modo vergognoso».
Nonostante questo…
«Vado avanti e mi impegno per Fermo, che merita il meglio. Sono convinta di aver dato tutto e non ho intenzione di smettere ora che ho capito quanto sia bello poter incidere sulla vita delel persone con scelte che non si possono continuare a sbagliare».
Raffaele Vitali
