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L'inclusione non si ferma: a Fermo l'associazione nazionale sordi. "Non un contenitore, ma un motore culturale"

30 Aprile 2026

FERMO – La nuova sede marchigiana dell’Associazione Nazionale Sordi nasce a Fermo, ma soprattutto nasce dentro un progetto culturale e scientifico che ha il suo baricentro nell’Università San Domenico e nella visione portata avanti da Carlo Nofri, presidente dell’Osservatorio permanente sulla mediazione linguistica e culturale, Ossmed.

Non una semplice inaugurazione, ma un tassello ulteriore di un percorso che fa di Fermo un laboratorio nazionale sull’inclusione. È proprio Onofri a legare questa nuova apertura alla traiettoria di Fermo città Unesco dell’apprendimento, ricordando come non si possa pensare al futuro amministrativo e sociale della città senza mettere al centro la formazione permanente e l’accessibilità.

“Una delle gambe su cui poggia il futuro di questa città è l’essere Learning City”, è il concetto ribadito, richiamando i principi dell’Agenda Onu e una visione in cui apprendimento e diritti si tengono insieme.

Dentro questo disegno si colloca il ruolo dell’Istituto San Domenico, che negli anni ha costruito una propria identità sui temi della mediazione linguistica, dell’inclusione e della lingua dei segni. Un impegno che trova espressione nel corso di laurea per interpreti internazionali delle lingue dei segni, nel progetto Fermo Deaf Friendly City e nell’attività dell’Ossmed.

Ed è proprio per questo che la scelta dell’Ans di insediarsi all’interno dell’ateneo viene letta come un approdo naturale. Tre le ragioni che hanno portato al taglio del nastro, come spiega Nofri: “L’approccio a 360 gradi dell’associazione sul tema della sordità, capace di superare contrapposizioni tra oralisti e segnanti; il rigore scientifico che accomuna il lavoro dell’Ans e quello sviluppato a Fermo; e la battaglia comune per arrivare a un Osservatorio nazionale sulla sordità”.

Su questo ultimo punto Nofri insiste particolarmente: “Abbiamo bisogno di un censimento nazionale delle persone sorde, di conoscerne numeri e caratteristiche. È un passaggio indispensabile per costruire politiche serie”.

Una visione che si intreccia con il sostegno della Regione Marche, attraverso progetti come Marche for All, e con un sistema di relazioni che lega università, istituzioni e associazionismo. Non a caso, nel corso dell’inaugurazione è stato ribadito che la nuova sede non rappresenta solo l’apertura di uno spazio fisico, ma l’ingresso dell’Ans “in un ecosistema culturale, accademico e istituzionale tra i più avanzati del Paese”.

Una novità che piace al mondo della politica. Dal consigliere regionale Andrea Putzu all’onorevole Elena Murelli. “Come sempre Nofri ha intuizioni importanti. L’inaugurazione di questa sede significa diventare un punto di riferimento e di radicamento di una realtà. E così continuiamo a parlare di linguaggio inclusivo. La lingua dei segni è un perno, ma non è l’unica strada. Noi lavoriamo per supportare i giovani, servono progetti che parlano a ogni età".

L’associazione non è rappresentanza, è un percorso di crescita. "Questo – prosegue Putzu - magari è un settore che non porta voti, ma è sui questi temi che dobbiamo concentrarci. Bisogna parlare con chi vive le situazioni. Qui non supportiamo un’associazione, ma famiglie, bambini, anziani, chiunque ha diritto a migliorare la propria condizione di vita”.

Concetto che ha richiamato l’onorevole Murelli: “Questo è un passo concreto verso una società più inclusiva, emerge la percezione di Fermo come luogo capace di fare scuola”. Fermo è stata scelta per i suoi percorsi avviati. L’ha voluta con forza il presidente nazionale di Ans, Luca Iacovino. “Dal 2013 l’associazione è cresciuta fino a diventare realtà nazionale con otto sedi regionali, un comitato scientifico e una presenza nei tavoli istituzionali. Ma a Fermo trova qualcosa di più: una comunità accademica che da anni lavora sul rapporto tra linguaggio, accessibilità e diritti”.

In questo senso il ruolo dell’Università San Domenico appare il vero centro dell’operazione. “Non semplice contenitore, ma motore culturale. L’inclusione non si improvvisa, si studia. E a Fermo, nel progetto guidato da Carlo Nofri, questo studio si è trasformato in politica pubblica, ricerca e modello replicabile”. Una traiettoria che oggi, con l’arrivo dell’Ans, trova un ulteriore riconoscimento nazionale.

La chiosa è di Elisabetta Patanowska, neo presidente della sezione ANS: “Non siamo dei ‘poverini’, ma persone capaci di fare qualsiasi cosa e di vivere la quotidianità. Siamo orgogliosi di essere sordi. Il mondo non è pronto per accogliere le persone sorde, ci sono tante associazioni e federazioni ma ognuna si limita a tutelare una parte della popolazione sorda: i sordi oralisti oppure i sordi segnanti. Finalmente ANS include tutti i sordi e si impegna concretamente per garantire un futuro”.

r.vit.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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