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Lido Tre Archi, assemblea pubblica con i residenti: rifiuti, liquami nel fiume, nomadi. "Sindaco, basta promesse, stessi problemi da anni"

27 Luglio 2026

FERMO – Un confronto lungo, a tratti teso, ma senza scontri. Lido Tre Archi torna a chiedere risposte all'amministrazione comunale e lo fa davanti al sindaco Alberto Maria Scarfini, al vicesindaco Mauro Torresi e a buona parte della giunta. Dall'altra parte, un centro sociale gremito di residenti che, più che nuove promesse, chiedono tempi certi.

L'assemblea, promossa dal presidente del Comitato Corta, Gabriele Voltattorni, mette sul tavolo una lista di problemi che il quartiere denuncia da anni: nomadi, sicurezza, degrado, scarichi fognari, viabilità, manutenzione e decoro urbano.

«I nomadi continuano a tornare»

Il primo tema è quello della presenza dei nomadi in un'area privata. «Nel 2024 il Comune aveva emesso una diffida, ma da allora non è successo nulla. Li vediamo tornare continuamente, anche in piazza. Abbiamo raccolto firme, presentato una petizione, ma il problema resta».

Scarfini ricorda gli interventi già messi in campo, dai pilomat agli archetti davanti alla palestra, fino alla nuova ordinanza che vieta la sosta in alcune zone del quartiere. «Ma è evidente – ammette – che il problema si sposta soltanto. Per questo stiamo lavorando insieme alla Prefettura e alle forze dell'ordine. Vi chiedo di continuare a segnalarci ogni situazione».

Il vicesindaco Torresi annuncia invece un intervento immediato. «I cartelli sono stati installati questa mattina. Tra 48 ore potremo intervenire. Se non basterà, troveremo altre soluzioni».

L'accusa: «Tutti sapevano»

Ma è soprattutto sui tempi delle risposte che la sala si infiamma. Un residente ricorda mesi di segnalazioni, esposti, telefonate e messaggi. «Da gennaio avevo segnalato il problema dello spaccio nel campetto da basket e avevo chiesto di rimuovere il telone che lo nascondeva. È stato tolto solo dopo un gravissimo episodio di violenza. Tutti sapevano tutto. Noi non vogliamo finire sui giornali, vogliamo soltanto che i problemi vengano affrontati prima che degenerino». Un concetto che torna più volte nel corso della serata: non basta intervenire, bisogna farlo in tempi rapidi.

«Sono sindaco da quaranta giorni»

Scarfini prova a riportare il confronto su toni più distesi. Lui è per il conciliante ‘sono qui per ascoltarvi’. «Sono sindaco da quaranta giorni. Oggi sono qui per ascoltare e capire meglio alcune criticità. Tornerò con i dirigenti e con risposte più precise».

Una spiegazione che convince solo in parte i presenti. «I problemi del quartiere li conoscevate già» replica una residente, ricordando che Scarfini ha fatto parte dell'amministrazione negli ultimi dieci anni. Il sindaco incassa la critica e non si sottrae al confronto. «Possiamo sbagliare, ma continueremo a metterci la faccia».

Fogne, degrado e cattivi odori

Tra i temi più sentiti anche quello degli scarichi fognari. Voltattorni parla di fotografie satellitari che documenterebbero sversamenti provenienti dalla zona del depuratore di Porto Sant'Elpidio e denuncia il forte odore che, soprattutto nelle ore serali, invade la zona. «Ho presentato un esposto in Procura e scritto ai sindaci interessati» ribadisce Voltattorni.

Scarfini assicura verifiche. «Controlleremo la situazione e, se emergeranno responsabilità che riguardano il Comune di Fermo, interverremo».

Rifiuti, portici e manutenzione

I residenti elencano poi una lunga serie di problemi quotidiani: cestini pieni, verde poco curato, impianti di irrigazione fuori uso, il degrado del portico di via Aldo Moro, marciapiedi mancanti e il passaggio pedonale della R4, chiuso e mai sostituito con un percorso sicuro. «Così siamo costretti a camminare sulla strada, anche chi ha disabilità».

Sul passaggio il sindaco prende tempo. «Ci informeremo». Una risposta che provoca l'immediata replica di una residente: «Almeno fateci i marciapiedi, altrimenti il primo che ci lascia la pelle ve lo portiamo in Comune». E pi altri aggiungono: “Se non conoscete le carte, ve le mandiamo”

L'area ecologica e le telecamere

Nel mirino finisce anche l'area ecologica di via Pietro Nenni, descritta come una discarica a cielo aperto. L'assessore all’Ambiente Gallucci spiega che il Comune sta monitorando la situazione con telecamere e presto  con fototrappole e che è previsto un incontro con Asite per rafforzare il servizio.

Torresi ricorda invece che a Lido Tre Archi sono installate 65 telecamere. Dalla sala, però, la replica è immediata: «Se ci sono, allora fatele funzionare, altrimenti che raccontate».

«Non fateci sentire soli»

Il confronto si chiude senza contestazioni plateali ma con una richiesta precisa. «Noi continueremo a fare la nostra parte – dice Voltattorni – ma non fateci sentire abbandonati. Abbiamo bisogno di un Comune che ascolti e intervenga con tempestività».

Scarfini raccoglie l'invito e promette un nuovo incontro dopo gli approfondimenti tecnici. Ma quando ribadisce di avere bisogno di tempo perché «sono sindaco da quaranta giorni», dal fondo della sala arriva l'ultima stoccata: «Qui doveva esserci il prefetto. Il resto sono tutte comparse».

Un applauso chiude l'assemblea, ma anche la sensazione che, a Lido Tre Archi, la vera partita inizi adesso: quella delle risposte concrete. Vigilerà anche la minoranza consigliare, presente in massa: Malvatani, Pascucci, DI Ruscio, Girotti, Tosoni, Romagnoli e altri. “E’ dal 1984 che ci raccontano favole” la chiosa malinconica di una arzilla residente, una di quelle che ha investito in Tre Archi.

La mediazione

Si alza uno dei mediatori della cooperativa On the Road: “Mi dispiace che qui è stato invitato solo un pezzo di quartiere. Noi siamo un presidio reale di integrazione. Noi abbiamo parlato con i rom, serve un percorso di dialogo. Con loro e con il quartiere, altrimenti il problema lo nascondiamo e lo rinviamo”.

Ma le parole di apertura del mediatore non convincono i residenti, per loro c’è una sola soluzione: “Via da qui, senza se e senza ma”. Mediare non sarà facile, a Scarfini l’ardua missione. Con il supporto dell’assessora Maria Antonietta Di Felice che parla del 2001, quando non c’era quasi nulla “e che oggi vogliamo proseguire senza mai dimenticare che abbiamo investito, e tanto”.

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