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Le sfide delle Superiori di Fermo: classi pollaio, studenti in classe e supporto psicologico

8 Aprile 2021

di Raffaele Vitali

FERMO – Dad, presenza, di nuovo in Dad e poi il ritorno in classe a metà. Questo da mesi vivono i dirigenti scolastici della provincia di Fermo. Tutti collegati con la presidente della Provincia di Fermo Moira Canigola e il vice Stefano Pompozzi. Un primo pensiero comune su quello che si sta vivendo, poi nel dettaglio di alcuni punti. Voi – sottolinea Pompozzi in apertura – siete il volto della capacità di adattamento della scuola. Che si modifica e mantiene la qualità”.

MONTANI - IPSSAR Stefania Scatasta

Quando abbiamo sperimentato la Dad, stato di emergenza iniziale. L’evoluzione della situazione pandemica è stata seguita da una didattica e amministrativa. Alla fine, il bilancio è stato positivo. La speranza era di abbinare con la presenza il nuovo anno scolastico. Avevamo un potenziale di 1700 studenti a scuola con il rispetto delle norme Covid. E ora siamo di nuovo a pianificare orari, a confrontarci con le famiglie, a gestire l’emergenza continua. Consigli di classe continui per rifare il punto dentro le diverse classi, un problem solving in movimento.

SCIENTIFICO Marzia Ripari

Il primo compito è quello di conoscere la normativa vigente e rispettarla. Il decreto legge 44, seguito dalla nota dell’Usr e noi abbiamo agito di conseguenza. La didattica a distanza non è un obiettivo, è una metodologia. L’obiettivo è garantire il percorso formativo e gli ultimi esami di maturità lo hanno dimostrato. Scuola è quando docenti e professori sono in sede.

ITET CARDUCCI Cristina Corradini

Normative da rispettare, ma il compito del dirigente è raccordare le normative con l’efficienza del servizio. E questo può essere articolato in modo diverso. Avendo il corso serale e le attività del centro provinciale per adulti ci sono azioni differenti da attuare. Le criticità sono state superate attraverso tavoli comuni con Regione, Provincia e Steat. La pandemia è in piena emergenza, non si può fare tutto quello che vorremmo.

IPSIA RICCI Anna Maria Bernardini

L’Ipsia non è mai stato interrotto, i laboratori hanno sempre lavorato. Diverso per l’Artistico, dove si è scelto di programmare ogni attività a distanza. La scuola continua a dimostrare una elevata resilienza e capacità di adattamento.

LICEO CLASSICO Piero Ferracuti

Noi abbiamo fatto fronte ai problemi. Mentre un anno fa si pensava al ‘sarebbe durato poco’, oggi quello che è scattato sembra assuefazione, ma è un errore ragionare così. È l’affrontare l’imprevedibile in maniera adulta. So quali sono le mie possibilità di raggiungere i ragazzi in questo momento, seguendo le norme. La Dad è l’unica possibile, basta fare polemiche, e ha dimostrato che il modello vincente è quello del maestro, l’insegnante ha riscoperto il suo essere, che non è quello del facilitatore. Abbiamo saputo vedere il bene che c’era nella difficoltà.

I MACRO TEMI

I problemi che tutti dovranno affrontare sono quelli relativi alle classi pollaio. “Ci sono situazioni che emergono in vista del nuovo anno scolastico. Le abbiamo ben presenti e già segnalate. Il punto, però, è che deve esserci da parte dell’Usr, l’ufficio scolastico regionale, la sensibilità necessaria. Perché l’organico di diritto delle scuole non è legato alla pandemia, per cui ora per affrontare un problema di didattica ce si somma a quello sanitario, per sdoppiare le classi servono risorse umane e nuovi piani a livello regionale” commentano compatti i dirigenti. Che intanto incassano i lavori della Provincia: “Oltre un milione di euro investiti per ampliare spazi, riadattare luoghi, migliorare la fruizione degli Istituti” aggiunge la presidente Moira Canigola.

Problemi che per ora vengono aggirati dal 50% di alunni in presenza. Qui le scuole si differenziano: chi ha scelto una turnazione settimanale, chi di tre giorni in tre giorni e chi, come l’Ipsia in base al giorno specifico di laboratorio. Per tutti, però, la consapevolezza “che ogni piano può cambiare da un momento all’altro, per cui abbiamo il cassetto pronto con le carte necessarie”.

I dirigenti, infine, ammettono le difficoltò umane che hanno dovuto affrontare:” “Abbiamo chiesto aiuto allo psicologo per i ragazzi, ma anche per famiglie e docenti. Ritrovare la capacità di ascoltare è fondamentale e i giovani dietro a un monitor rischiavano di perderla”.

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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