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Le sfide dei calzaturieri: digitale, export e formazione. Fenni: "Crediamo nel 2021, il vaccino darà forza al commercio"

12 Gennaio 2021

MONTEGRANARO – Inutile ripartire dai numeri. Son tutti negativi. Certo, ci son aziende che vendono, che mantengono i conti in ordine, che se no pareggiano nel 20220 ci vanno vicino, ma la realtà del distratto calzaturiero è data di cassa integrazione, di manovie ferme, di speranza nel vaccino.

“Dobbiamo vivere in maniera positiva, sapendo che nel giro di qualche mese saremo tutti vaccinati contro il Covid 19. Come imprenditori, e cittadini, dobbiamo sostenere la campagna di vaccinazione di massa, unica strada per debellare il virus e far ripartire l’economia” sottolinea Valentino Fenni, presidente della sezione calzature di Confindustria centro Adriatico. Un messaggio importante anche per evitare ogni possibile dubbio nel mondo del lavoro verso vaccinazioni e controlli.

“In attesa di questo, però, dobbiamo affrontare una situazione economica molto grave, causata dal rallentamento delle vendite che il settore calzaturiero vive da un anno. Negozi chiusi e mercati privi di fiducia hanno due conseguenze: la riduzione degli incassi e il rallentamento delle nuove produzioni”.

Si è aperto Pitti Connect, una versione digitale del salone più fashion, in attesa dell’edizione fisica. Che nessuno oggi può giurare se ci sarà o meno. come altre fiere, visto che il Micam Assocalzaturifici lo vuole confermare, ma si è in attesa di indicazioni dal governo.

LE RICHIESTE

Sappiamo di poter contare sul sostegno della Camera di Commercio delle Marche. Numerose le azioni messe in campo grazie al supporto della Regione. Speriamo, ma vogliamo essere certi, che le ‘best practice’ verranno finanziate anche dal nuovo governo delle Marche. Dal bando fiere al sostegno al credito, la Regione può fare molto”.

Su una cosa Fenni è chiaro: “Dobbiamo investire nel futuro. A livello nazionale, invece, insieme con Assocalzaturifici e Confindustria Moda, stiamo potando avanti battaglie macro per ottenere sostegno e supporto al sistema calzature”

Politiche di sviluppo significa ottenere fondi, e quindi azioni, per l’internazionalizzazione. “Non possiamo prescindere dai mercati internazionali, visto che l’Italia si conferma poco propensa all’acquisto di calzature made in Italy. Dobbiamo puntare sulla formazione del personale, in modo da intercettare davvero i vantaggi che la tecnologia ci offre”. Infine, l’immancabile defiscalizzazione per il rilancio sulla competitività del costo del lavoro. “Che arrivi con una Zes, zona economica speciale, o con l’inserimento delle aree di crisi marchigiane nel decreto agosto, poco importa, ma i nostri onorevoli devono raggiungere l’obiettivo” ribadisce.

IL DISTRETTO ‘UNITO’

Fenni ci crede, almeno che la pandemia abbia stimolato i colleghi imprenditori a ragionare in maniera più collettiva. “Lo sblocco dei licenziamenti, se non supportato da politiche di sostegno al reddito ma anche attive verso le imprese, avrà conseguenze irreparabili sulla filiera artigianale del calzaturiero. Il sistema imprenditoriale deve fare squadra. Insieme, nel giro di pochi mesi, dovremo fornire un piano alla Regione su come usare i fondi del Recovery Fund nel settore moda”.

Politiche mirate per un settore unico nel suo genere e unico nelle Marche: “Come Confindustria Centro Adriatico stiamo lavorando insieme con le altre territoriali, perché è evidente che per ripartire noi devono tornare a correre le Marche” conclude il presidente.

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