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Le famiglie della Nardi dicono no alle 'nuove prime'. "Impensabile una classe di 30 alunni e le altre con 20. Servono soluzioni"

9 Luglio 2026

PORTO SAN GIORGIO -  Simona Laurenza è la portavoce dei genitori delle future classi prime dell'ISC Nardi. Ed è lei a sollevare una questione delicata, già approdata anche sul tavolo dell'Usr.

Una classe con quasi trenta alunni mentre le altre ne avranno meno di venti. Perché ritenete questa scelta inaccettabile?

«Perché crea una disparità evidente. Ci troveremmo con tre classi da 18-20 studenti e una da 28, inizialmente addirittura 31, nella quale sono inseriti anche due alunni con disabilità. Una situazione che rischia di incidere negativamente sulla qualità della didattica, sull'inclusione e sul benessere di tutti gli studenti».

La scuola ha proposto di ridurre il numero degli alunni a 28 spostando tre ragazzi nelle sezioni a settimana corta. Non basta?

«No. Ventotto alunni restano comunque molti di più rispetto alle altre classi. Inoltre, alcune famiglie dovrebbero rinunciare al tempo scuola scelto al momento dell'iscrizione, passando dalla settimana lunga alla settimana corta. Non ci sembra una soluzione né equa né rispettosa delle scelte delle famiglie.»

Tra le vostre preoccupazioni c'è anche quella della sicurezza. Che cosa chiedete?

«Chiediamo che venga verificata la capienza dell'aula alla luce della normativa vigente. Una classe con 28 studenti, ai quali si aggiungono gli insegnanti curricolari e quelli di sostegno, deve garantire tutti i requisiti previsti in materia di spazi, sicurezza e gestione delle emergenze. È un aspetto sul quale non possono esserci dubbi.»

Vi siete rivolti anche all'Ufficio scolastico regionale. Che risposta avete ottenuto?

«Abbiamo rappresentato la situazione chiedendo un intervento, ma ci è stato spiegato che la formazione delle classi rientra nelle competenze del dirigente scolastico, che può assumere le decisioni organizzative nel rispetto della normativa».

Contestate anche il metodo seguito negli ultimi giorni. Perché?

«Durante l'incontro del 6 luglio ci era stato detto che entro il 13 luglio sarebbero state convocate le famiglie delle classi a settimana corta per individuare una soluzione condivisa. Il giorno dopo, invece, alcuni genitori della settimana lunga sono stati contattati singolarmente per chiedere il trasferimento volontario dei figli. Questo ha generato confusione e ci è sembrato in contrasto con quanto era stato comunicato».

Qual è la soluzione che proponete?

«Chiediamo innanzitutto che venga perseguito lo sdoppiamento della classe attraverso gli uffici scolastici competenti. Se ciò non fosse possibile, chiediamo una diversa organizzazione che distribuisca gli alunni in modo equilibrato tra tutte e quattro le sezioni, garantendo pari dignità sia alla settimana lunga sia alla settimana corta.»

Che messaggio volete lanciare alla scuola e alla città?

«Non siamo contro la scuola, né contro il dirigente o gli insegnanti. Il nostro unico obiettivo è tutelare il diritto dei ragazzi a frequentare una classe inclusiva, sicura ed equilibrata. Crediamo che questo interesse debba essere condiviso da tutta la comunità scolastica e ci auguriamo che si possa arrivare rapidamente a una soluzione nell'interesse degli studenti».

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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