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L'autismo ha la sua 'Isola che non c'è'. A Fermo il centro invidiato da tutta Italia. "Venite a conoscerci, domenica porte aperte"

16 Maggio 2026

di Raffaele Vitali

FERMO – “L’Isola che non c’è” vive una fase di intenso lavoro e continua a rispondere a richieste sempre più complesse, spesso legate a situazioni che altri servizi non riescono ad accogliere nel campo dell’autismo".

È il quadro tracciato dal presidente Sandro Ferri durante la presentazione delle iniziative per i 30 anni della cooperativa sociale fermana. un giorno di festa, di conoscenza, di scoperta quello che viene offerto: appuntamento domenica, 17 maggio, dalle 1530 fino a sera.

“Siamo in una condizione di super lavoro – ha spiegato – e stiamo rispondendo a richieste di inserimenti complessi che in molti rifiutano. Ogni giorno dobbiamo fare scelte non solo professionali ma anche etiche. Noi abbiamo scelto di non rifiutare nessuno, pur aggravando ogni impegno”.

La cooperativa conta 93 soci lavoratori, una ventina di soci volontari e diversi consulenti esterni, soprattutto medici e neuropsichiatri. “Abbiamo una collaborazione con la Pediatria del Salesi per le valutazioni – ha aggiunto Ferri – e seguiamo casi provenienti non solo dalle Marche ma anche da Lombardia, Campania e Piemonte, per citarne alcune”.

Tra le storie raccontate, anche quella di una madre palestinese arrivata nelle Marche con il figlio gravemente ferito a causa di un bombardamento. “È stato preso in carico grazie alla rete delle neuropsichiatrie” ha spiegato Ferri, un caso difficilissimo “a cui non potevamo dire di no”.

Il cuore dell’Isola è l’autismo. La struttura ospita bambini e ragazzi provenienti da diverse città italiane, perché quello che fa il team Ferri, non lo fa nessun altro. “In trent’anni abbiamo costruito una rete capace di rispondere a molte necessità dei minori. Dove non arriviamo, ci fermiamo e non prendiamo in carico le persone. Perché ogni persona merita di essere seguita nel modo migliore”.

Attualmente “L’Isola che non c’è” segue persone dai 2 ai 50 anni. Nelle varie strutture residenziali sono presenti 84 ospiti tra mamme, bambini, comunità educative e residenze dedicate all’autismo. Oltre alla sede fermana di via Tornabuoni, la cooperativa opera anche a Civitanova Marche con un centro ambulatoriale per l’autismo e in Campania nell’ambito dei minori stranieri non accompagnati. Complessivamente coinvolge circa 250 persone.

Un lavoro difficile, che segna anche personalmente gli operatori, ma che regala anche emozioni uniche, come racconta Jacopo Orsolini, direttore generale della struttura, raccontando il percorso di un bambino seguito fin dai primi segnali di possibile autismo: “Era un bambino non verbale. Intervenendo precocemente, oggi riesce a dire alcune parole. Ricordo ancora il primo ‘ciao’, con la madre in lacrime dopo due anni di lavoro. Ora prova a imitare e presta attenzione a ciò che gli viene detto”.

Renzi ha sottolineato quanto l’autismo rappresenti “una delle patologie più destabilizzanti per i genitori”, spiegando che spesso il primo passo del percorso terapeutico passa dalla costruzione della fiducia.

Le iniziative per il trentennale culmineranno domenica 17 maggio con una giornata aperta alla città nella sede del Bambin Gesù di Fermo. “Abbiamo sempre scelto di stare nel cuore della città – ha detto Ferri – perché è anche una scelta di socialità. Vogliamo far capire ai fermani chi siamo davvero e spiegare che certe urla che a volte si sentono sono legate alle problematiche dei nostri ospiti, non certo ad altro”.

Durante la giornata di domenica verrà approfondita anche la storia dell’edificio che ospita la cooperativa. Celeste Petrini, che fa parte dello Studio Firmano, ha anticipato un passaggio della ricerca storica dedicata a Caterina Azzolino, figura femminile del Seicento che destinò i propri beni alla creazione di un istituto assistenziale. “Da quella ricerca è nata anche una pubblicazione” ha spiegato.

L’appuntamento con la storia è nella chiesa del Bambin Gesù, un altro luogo che all’open day permetterà di ammirare, e vedrà anche la partecipazione dell’arcivescovo i Rocco Pennacchio. Sono previsti inoltre percorsi espositivi con i lavori riabilitativi realizzati dai ragazzi insieme agli educatori e momenti musicali con Lucio Maricardi e culturali, grazie a Celeste Petrini, oltre che un aperitivo.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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