
ASCOLI PICENO – Il sogno diventa realtà: l’Ascoli calcio è promosso in serie B. Ci credevano in tanti, ci ha creduto da inizio stagione il tecnico Francesco Tomei.
Una squadra che arriva in B non per fortuna, ma perché ha meritato, a cominciare dalla doppia finale contro il Brescia. In B arriva il bel calcio di Tomei, fatto di passaggi rapidi, verticalizzazioni e tanti gol. E tre ne ha fatti anche oggi, in finale, facendo correre sotto la curva Rizzo Pinna, Silipo e Milanese.
Vola in A quindi il Picchio del patron Bernardino Passeri che poche settimane fa aveva chiesto ai suoi giocatori “onestà, trasparenza e lealtà”. Le ha trovate e ha aggiunto ‘gloria’. Perché questa non gliela toglierà nessuno nella città delle cento torri, dove il pubblico sa criticare, ma è capace di far vivere emozioni uniche soprattutto a gruppi come quello capitanando da Curado capace con dieci vittorie consecutive di ripartire anche la stagione regolare, vinta poi dall’Arezzo all’ultima giornata.
La partita
“Non sarà un’avventura”…. Inizia così, con le note di Battisti - con il ritornello che diventa ‘Ascoli Calcio, sempre per te’ - in sottofondo la sfida promozione tra Ascoli Calcio e Brescia. Oggi non ci sarà pareggio, una delel due andrà in serie B, l’altra si porterà a casa i complimenti.
Il colpo d’occhio è irreale, lo stadio Dell Duca è strapieno, perfino la curva ospite, vietata ai tifosi del Brescia come accaduto all’andata per i bianconeri, è stata alla fine aperta per poter ospitare 500 baby tifosi. La ‘sciarpata’ è quasi perfetta, la ammira anche Matteo Marani, presidente della serie C in tribuna con tantissimi vip, da Ossini a Vagnozzi, fotografati con il senatore Castelli.
E poi tanti ex giocatori che hanno fatto un pezzo di storia, come bomber Cacia e Pasinato. Per loro applausi fino a che non arriva il fischio d’inizio e gli occhi sono tutti per il campo. Che è in condizioni perdette. Mattia Drigo è il fischietto designato per questa partita, anche per lui è una finale che lo proietterà al pano di sopra, in quell’olimpo che fa dell’arbitro un vero professionista.
Primo tempo
Dopo alcuni minuti di studio, all’8’ il primo brivido con la punizione di Silipo che punta l’angolino ma Gori è bravissimo ad allungarsi e a parare. Occasione seguita dopo pochi secondi da un’altra chance con Guiebre che però calcia il rigore in movimento alle stelle.
È il momento del Picchio, il pressing cresce e con una perfetta ripartenza, la palla arriva a Rizzo Pinna che avanza veloce, osserva il portiere e poi la piazza nell’angolino lontano. È il 10’ e l’Ascoli è in vantaggio, lo stadio esplode, il bomber ricambia con una corsa sotto la curva.
Il Brescia no traballa, pian piano riprende metri e cerca di affondare, aprendosi così alle ripartenze del Picchio. Un paio di gialli per parte riportano calma, fino a che al 30’ arriva il primo vero tiro in porta delle rondinelle con Zennaro. Ma il suo tiro a giro si perde nelle mani di Vitale.
Mentre si perde sui cartelloni pubblicitari il tiro di Mallamo, un’occasione perfetta per pareggiare, visto che si trova tutto solo davanti a Vitali dopo il passaggio no look di Lamesta. Ma ci pensa troppo o forse è un gol già scritto, che alla fine sbaglia la conclusione. Respira miste romei in panchina e si prepara per l’intervallo.




Secondo tempo
L’Ascoli entra guardingo, lascia per cinque minuti sfogare il Brescia, ma non rischia tenendo la linea difensiva bassa. Questo fino al 52’, quando Silipo spiega perché nel calcio se hai piedi e tecnica puoi fare la differenza. Dribbling sulla linea di fondo e poi un tiro sotto la traversa con angolo impossibile per chiunque altro. È il 2-0 che manda in estasi il pubblico.
Quando i bianconeri riescono a tenere la palla a terra, il Brescia va sempre in difficoltà. Ma sa anche ripartire e così il colpo di testa di Curado al 58’ vale come un gol, perché crespi avrebbe avuto vita facile a due metri dal numero uno bianconero.
Per non farsi schiacciare, mister Tomei cambia gli attaccanti: fuori Gori e Rizzo Pinna, dentro Milanese e Chakir. Un messaggio al collega Corini, il Brescia può anche pressare, ma l’Ascoli è pronto a ripartire con due dele pedine che hanno portato il picchio fino a questa finale.
La tensione è in ogni giocata, nei contatti, nella grinta di Alagna che abbatte due avversari prima di conquistare un prezioso calcio d’angolo. Un altro arriva dopo pochi minuti con Corradini che, come Guiebre, semina mezza difesa a pochi metri dalla riga di porta, prima che il Brescia riesca a fermarlo.
Ha capito cosa deve fare la squadra bianconera, addormentare il gioco e poi ripartire all’improvviso. Minuto dopo minuto, cresce il controllo del match e si vede anche nella animosità del tecnico Corini a bordo campo. Sembra finita, ma minuti ce ne sono ancora tanti e un gol potrebbe cambiare la storia. Almeno questo sperava il Brescia, invece il gol che la storia la chiude è di Milanese, il cambio azzeccato di Tomei che recupera il pallone dopo il palo di uno scatenato Silipo e infila Gori.
È il momento della liberazione, braccia al cielo per il patron Paasseri, tutta la squadra che corre sotto la curva, panchina inclusa, tranne Tomei, il condottiero che non perde l’aplomb anglosassone mentre tutto intorno diventa bolgia e festa.
Finisce così, vince l’Ascoli, vince la squadra, vince la città, core in campo anche il sindaco Fioravanti, e vince il calcio che vede salire in serie B la squadra ‘superBa’ come recita la t-shirt che indossano tutti i giocatori bianconeri dopo il triplice fischio mentre si prendono l'abbraccio dei tifosi che sfoggiano la super scenografia con la regina delle Marche, che ovviamente è bianconera.
Raffaele Vitali
