
FERMO – Fabrizio Cesetti, consigliere regionale del PD, lei ha sollevato il problema dell’abuso di sostanze stupefacenti nelle Marche. Quale è la situazione?
"I numeri non lasciano spazio a rinvii o a sottovalutazioni: le Marche sono di fronte a un'emergenza che richiede il massimo rigore e una risposta istituzionale compatta. Gli ultimi dati sul rischio di morte per overdose ci collocano stabilmente come la terza regione in Italia, con un incremento dei decessi tra il 2023 e il 2024 venti volte superiore alla media nazionale”.
Fermo?
“E’ la provincia che impone un cambio di passo immediato e l'esame urgente della proposta di legge depositata che è stata sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione e prevede una lotta concreta alle dipendenze”.
Come procede la questione?
“L'iter è avviato, il testo ha effettuato il passaggio in Commissione e ha visto la nomina dei relatori: io stesso per la minoranza e il capogruppo di Fratelli d'Italia, Andrea Putzu, per la maggioranza. Il fatto che entrambi i relatori designati provengano proprio dal Fermano dimostra come vi sia una piena e condivisa consapevolezza della gravità della situazione in questo territorio. Invitiamo dunque tutto il consiglio regionale ad assumersi la responsabilità di discutere finalmente questa legge in Aula”.
Ci sono dati utili?
“I dati della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Ministero dell'Interno sul decennio 2013-2022 rivelano che l'area del Fermano ha registrato il tasso di mortalità da overdose più alto d'Italia, con l'impressionante cifra di 19,7 decessi ogni 100.000 abitanti. Un dato drammatico se paragonato a metropoli come Roma (5,2) o Milano (1,8)”.
Cosa la preoccupa di più?
“Di fronte a questo scenario, su cui oggi pende anche l'ombra inquietante del Fentanyl che inizia ad affacciarsi nel nostro Paese minacciando effetti devastanti, non è più tempo di interventi sporadici. È necessario potenziare l'azione di contrasto, la repressione dello spaccio e il presidio fisico del territorio per eradicare i circuiti dell'illegalità che alimentano questo mercato di morte, perché chi specula sulla vita dei nostri giovani distruggendo intere famiglie non merita alcuna tolleranza”.
Basta reprimere?
È chiaro che occorre prima di tutto mettere al centro la prevenzione nelle scuole e il supporto alle famiglie, perché la battaglia contro le dipendenze si vince sul campo dell'informazione e della consapevolezza, non solo con la repressione. E la mia proposta di legge va proprio in questa direzione. Credo sia doveroso destinare più fondi alla tutela della salute pubblica e alla prevenzione. Dobbiamo attivare iniziative capillari con il servizio sanitario regionale e il terzo settore per dare risposte certe ai sindaci e alle comunità locali che ogni giorno si trovano a gestire questo dramma sociale".
