
PESARO – Si rafforza il rapporto tra la Victoria Libertas e Banca Pesaro. Un legame storico che si rinnova con un accordo triennale e un investimento importante, quasi da primo sponsor.
LA SCELTA DELLA BANCA
“Con l’ingresso di Marcello Tommassini come main sponsor si rafforza anche la banca. Siamo vicini alla VL da sempre. È un imprenditore che ha fatto bene a fare questa scelta, è la figura adatta». Così Massimo Tonucci, presidente di Bcc Banca Pesaro, sottolinea il valore dell’intesa che porta nelle casse biancorosse più di 200mila euro.
“Noi siamo partner dalla nascita del Consorzio. Ho avuto anche l’onore di presiederlo per alcuni anni”. Un’esperienza che Tonucci ricorda con un sorriso: «Eravamo in tre, uno si stava dimettendo e uno chiese di cambiare il presidente. Si sono girati e c’ero solo io. È stata una grande esperienza, perché ho lavorato con persone importanti, che oggi sono cresciute”.
Dietro le spalle del presidente campeggia un’immagine con scritto 2029. “Noi vogliamo programmare, per questo abbiamo sottoscritto un contratto triennale. Sono cifre importanti, quasi da primo sponsor. Vogliamo sostenere una società che per la città è importante, che ha un palasport che tutti ci invidiano. Vogliamo aiutare la società a fare quel salto che manca e che ci riporti dove dobbiamo stare”.
La Bcc sta ottenendo risultati importanti e questo consente di destinare risorse anche al territorio. «Non usiamo cifre che devono andare ai risparmiatori. Noi siamo una Bcc che ha come compito quello di fare bene banca sul territorio. Se siamo bravi e i risultati crescono, do merito al direttore generale, che ha cambiato il metodo di lavoro, e possiamo investire in diversi settori. Abbiamo scelto lo sport e il sociale come ambiti sui quali concentrarci. Vogliamo far crescere il territorio”.
Una filosofia che riguarda anche il rapporto con i clienti. “Siamo concorrenziali e manteniamo una vicinanza che ci permette di crescere insieme a chi rende la banca viva. Non miriamo a espanderci fuori dalla nostra zona. Attenzione, quindi, a puntare su chi ha la testa in molte province” ribadisce il presidente.
Si definiscono una banca sana che mette risorse in campo. “Se da 20 anni siamo al fianco del Consorzio un motivo c’è: crediamo nella VL e nei suoi dirigenti”. Aggiunge Paolo Benedetti, direttore generale della Bcc: “L’arrivo di Dalla Salda ha portato managerialità nella società. Riprendo tre parole del presidente: territorio, comunità e identità. Tre valori che si stanno perdendo, mentre dominano egoismo e dinamiche geopolitiche che cambiano gli equilibri. Sponsorizzare la VL significa essere nella storia. Noi portiamo passione, risorse e fiducia”.
La scelta arriva nell’anno del 120° anniversario di Banca Pesaro. “Difendiamo la nostra autonomia e siamo contrari alle fusioni. Sono mancate diverse banche del territorio, noi come credito cooperativo, ci siamo fatti trovare pronti”. Anche in questo caso, come per Cmt, Tonucci riconosce un ruolo importante a Franco Arceci.

ARCECI: «CANESTRI A LUNGO TERMINE»
Franco Arceci, presidente del Consorzio Pesaro Basket, non perde il suo aplomb: “Con questo contratto si parla di canestri a lungo termine”. Una battuta per introdurre un accordo che considera strategico: “Questo non è un semplice rinnovo, è un salto di qualità, con un impegno triennale e un aumento rispetto al contratto precedente. Significa che la banca crede nel progetto. Banca Pesaro è un pilastro per il territorio, per le famiglie e per le imprese”.
Come sempre, Arceci alza l’asticella: “Vorrei che questo accordo fosse un punto di partenza. Insieme dobbiamo costruire iniziative per i giovani e per l’economia territoriale. Noi, come dice Tonucci, vogliamo fare sempre meglio”.
LA VISIONE DELL’AD
Per l’amministratore delegato di Cmt Orange Tools Pesaro, Alessandro Dalla Salda, il triennio è fondamentale: “Tre anni sono un periodo giusto, è programmazione. Per noi resta complicata, ma la stiamo concretizzando. Mai come oggi è giusto dire che oltre la banca c’è di più. Non è un semplice sponsor: la Bcc è un compagno di viaggio che ci aiuta in ogni passaggio della gestione, dai flussi di cassa al credito necessario per agire”.
Dalla Salda aveva pensato alla banca anche come possibile title sponsor, ma l’idea dell’istituto guidato da Tonucci si sposa perfettamente con il ruolo di secondo partner, anche alla luce della scelta della Bcc di mantenere un forte radicamento territoriale senza mire espansive.
Il tema delle risorse si lega inevitabilmente alla sostenibilità del progetto sportivo. Tonucci sottolinea l’importanza della stabilità gestionale: “Avere il manager ha dato stabilità e programmazione. Ma il rapporto ha sempre avuto conti in regola. Ci sono stati anni difficili, ma sempre con i conti in ordine. Se i giocatori consigliano l’anno dopo ai rookie di venire a Pesaro, è perché qui si cresce tecnicamente e perché la società paga. Noi ci siamo perché la società è di primo livello dal lato manageriale e amministrativo. Poi i risultati li vedremo. Vogliamo essere seri, perché solo così si attirano sponsor”.
E con Dalla Salda alla guida della struttura manageriale, la prudenza resta la parola d’ordine. “Non basta avere i soldi per comprare i giocatori”. Sul budget, L’Ad non nasconde le difficoltà: “I conti sono in ordine, con perdite che i consorziati hanno sempre ricoperto, insieme con l’azienda Valli. Oggi possiamo programmare, ma c’è ancora da sistemare. Per questo continuo ad andare con i piedi di piombo. I livelli di spesa sono quelli e stiamo attraversando una fase complessa, tra infortuni e decisioni complicate”.
“Abbiamo serenità, ma non è che si siano spostati gli equilibri. Di soldi ne servirebbero decisamente di più, proprio per coprire al meglio ogni perdita, come accade in tante realtà professionistiche. A Pesaro, però, le valutazioni sono sempre state molto corrette. Anche quest’anno abbiamo un budget medio. Questa deve continuare a essere la nostra filosofia: non vanno cambiati i programmi. Dobbiamo mantenere la programmazione giovane, affiancandola a giocatori esperti. Sono certo che arriverà il nostro momento per andare a vincere”.
E conclude con un messaggio chiaro, carico di pragmatismo: “Cambiare le carte in tavola per 300mila euro in più non ha senso. Non possiamo commettere errori”.
