
FERMO – Una sanità sempre più vicina ai cittadini, capace di seguire i pazienti anche dopo le dimissioni dall'ospedale grazie alla tecnologia e a un modello di assistenza integrata.
È questo l'obiettivo del progetto pilota Sviot – Sistema Smart Village per la gestione integrata post-ricovero ospedaliero di anziani con patologie croniche ad alta prevalenza, presentato nella sala Amedeo Grilli della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo.
L'iniziativa, già approvata dal Comitato etico regionale, prenderà il via dopo l'estate grazie alla convenzione tra Università Politecnica delle Marche, Ast di Fermo e Fondazione Carifermo. Il progetto punta a creare un collegamento stabile tra ospedale e territorio, accompagnando i pazienti più fragili nel delicato periodo successivo al ricovero.
La sperimentazione partirà dall'analisi delle dimissioni dell'Unità operativa di Medicina Interna, con particolare attenzione a pazienti colpiti da scompenso cardiaco, insufficienza respiratoria, polmoniti, embolia polmonare e neoplasie. Patologie che presentano un rischio di riospedalizzazione entro trenta giorni di circa il 10%.
«L'obiettivo – ha spiegato il direttore della Medicina Interna e responsabile dello studio, Stefano Angelici – è garantire una reale continuità assistenziale dopo le dimissioni, monitorando il paziente nel proprio ambiente di vita e intervenendo tempestivamente quando i parametri clinici evidenziano situazioni di criticità».
Al momento del rientro a casa, i pazienti riceveranno un kit composto da dispositivi medicali digitali di semplice utilizzo per misurare temperatura, saturazione dell'ossigeno, pressione arteriosa, glicemia ed elettrocardiogramma a singola traccia. Tutti i dati saranno trasmessi alla piattaforma Smart Village, sviluppata dall'Università Politecnica delle Marche, e saranno consultabili sia dagli specialisti ospedalieri sia dai medici di medicina generale.
Un ruolo importante sarà svolto anche dal mediatore formativo, figura incaricata di affiancare pazienti e caregiver nell'utilizzo corretto delle apparecchiature.
«Dal punto di vista tecnologico – ha sottolineato Michele Germani, direttore del Dipartimento di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche – il progetto mette in rete competenze, strumenti digitali e dati clinici per realizzare un sistema semplice, efficace e realmente integrato».
La sperimentazione durerà dodici mesi e coinvolgerà circa 120 pazienti con più di 65 anni. La Fondazione Carifermo sostiene l'iniziativa con un contributo di 80 mila euro destinato all'acquisto di 30 kit e alla gestione della piattaforma digitale, mentre l'Ast mette a disposizione il personale della Medicina Interna e l'Università le competenze scientifiche.
«Sostenere questo progetto significa contribuire a costruire una sanità sempre più vicina alle persone», ha evidenziato il presidente della Fondazione, Giorgio Girotti Pucci.
Per il direttore generale dell'Ast di Fermo, Roberto Grinta, si tratta invece di «un'iniziativa che unisce istituzioni e mondo della ricerca per migliorare la presa in carico dei pazienti più fragili, prevenire nuovi ricoveri e rendere più efficiente l'utilizzo delle risorse sanitarie».
