
di Raffaele Vitali
MONTEGIORGIO - Dalla provincia di Fermo decolla la tecnologia capace di entrare negli aeroporti, nel settore della difesa e nelle grandi infrastrutture. È la sfida di Rafla Tech, startup fondata da Raffaello Cesoni, insieme con Flavio Tonelli, che sviluppa sistemi robotici autonomi in grado di operare in ambienti e contesti particolari, combinando robotica, intelligenza artificiale e tecnologie avanzate. L’azienda è stata premiata per la categoria ‘Innovazione’ durante la Notte dell’orgoglio marchigiano a Francavilla d’Ete.
Se fino a ieri l'eccellenza italiana nel mondo era percepita prevalentemente attraverso la moda, il cibo o il design, oggi il paradigma sta subendo un'accelerazione decisiva: la scienza e la tecnologia sono, a tutti gli effetti, la nuova frontiera del made in Italy. A confermarlo sono i numeri reali di un settore, quello della robotica, che sta vivendo un nuovo ciclo vitale in cui la creazione di valore si sposta dalla precisione meccanica ai livelli di intelligenza artificiale, percezione e autonomia.
L'Italian Tech Landscape 2026, lo studio realizzato da La Tech Made in Italy in collaborazione con Altermind, che dal 2024 mappa, classifica e valorizza l'eccellenza tecnologica italiana, fotografa un ecosistema robotico che vanta una maturità commerciale di livello, raggiungendo 1,1 miliardi di euro di ricavi totali.
Il settore è supportato da una forza lavoro specializzata di 2.954 dipendenti, impiegati nello sviluppo di 22 soluzioni censite. Un dato che spicca e che testimonia l'alto valore aggiunto del comparto italiano è la sua redditività e forza commerciale: il ricavo medio per singola soluzione si attesta infatti a 21,9 milioni di euro, accompagnato da un rendimento medio per addetto pari a 356.000 euro.
Le prime tre regioni sono Lombardia, Toscana e Puglia. La Lombardia guida il settore confermandosi il vero polo propulsore della robotica italiana: domina sia per numero di soluzioni (6) sia per giro d'affari, generando 187 milioni di euro, pari al 26,1% dei ricavi nazionali. Le Marche generano 5,7 milioni di euro e un 4,3% con 1 soluzione.

In questo quadro, ecco Rafla Tech, con il suo fondatore che ha avuto il coraggio di lasciare un lavoro alla Nasa per avviare con l’amico l’azienda a Piane di Montegiorgio. "Il premio dell'Orgoglio marchigiano è un riconoscimento importante perché valorizza il lavoro che stiamo facendo. Noi produciamo sistemi robotici autonomi, capaci di svolgere attività all'interno di infrastrutture e ambienti particolari. Utilizziamo l'intelligenza artificiale insieme a tecnologie robotiche per creare soluzioni innovative e concrete" spiega Raffaello Cesoni mentre stringe in mano il Guerriero Marchigiano, l’Oscar delle Marche.
Innovare partendo dalla provincia. “Non è semplice, ma ci aiutano il bagaglio delle esperienze maturate negli anni e la possibilità di far conoscere quello che facciamo anche al di fuori del nostro territorio. Questo ci permette di attirare l'interesse di nuovi interlocutori e di portare avanti il progetto".
I clienti sono diversi. “Ci rivolgiamo soprattutto a grandi aziende. Leonardo e l’Enav sono tra i nostri principali clienti e forniamo sistemi destinati agli aeroporti: le nostre soluzioni sono presenti in diversi aeroporti italiani, soprattutto nel Nord Italia”.
Sfida nella sfida è attirare e tenere i giovani sul territorio, sono fondamentali per una start up diventata impresa: “I giovani li cerchiamo e sicuramente vogliamo attrarli, ma non è semplicissimo, soprattutto nelle Marche, dove trovare alcune competenze molto specialistiche può essere complicato. Allo stesso tempo ci sono persone che hanno fatto esperienze fuori e che desiderano tornare. Avere un'azienda capace di offrire loro un percorso professionale interessante può essere un elemento importante per favorire il rientro".
Quel rientro che Cesoni non ha esitato a cogliere. “Montegiorgio ha i suoi vantaggi, poi chiaro che uffici in grandi aree urbane sono necessari. Ma qui possiamo utilizzare spazi per i testing delle soluzioni, dei nostri sistemi. Stiamo crescendo, giuridicamente siamo ancora una start up, ma contiamo già su 25 dipendenti. E siamo in una fase di crescita importante, diciamo che siamo nell'ultima parte della staffetta che porta una startup a diventare un'azienda strutturata".
