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La rivolta dei cinesi, le ragioni della società: Toolk tra debiti e voglia di pagare

4 Giugno 2020

MONTE URANO – Ci sono due motivi per cui ha fatto rumore la vicenda che ha coinvolto la Toolk, azienda calzaturiera tra Fermo e Monte Urano.

Il primo è perché si parla di una realtà che negli ultimi anni è cresciuta e che si era affermata non solo per la produzione di sneakers, realizzate per brand dell’alta gamma, ma anche per i corsi di formazione finalizzati a creare le figure necessarie al distretto. Il secondo è che la protesta nei confronti dell’azienda è guidata dalla comunità cinese, da imprenditori che lavorano nel settore calzaturiero. Al centro del contendere ci sono, stando ai cinesi che hanno manifestato, pagamenti di lavoro e merce mai effettuati da parte della Toolk guidata da Luigi Gobbi. Cartelli, sit-in e parole per far emergere il proprio disappunto. A tenere tutto sotto controllo ci hanno pensato i carabinieri.

L’azienda, a fine giornata, ha diramato una nota per spiegare quello che stava accadendo. Tra l’altro in mattinata c’era stato anche un confronto con il sindaco di Monte Urano, Moira Canigola, che si è interessata della situazione.

Il primo dato è che l’azienda ha avviato una procedura di ristrutturazione del debito. Il che significa che oggi non paga, ma poi pagherà. O almeno si spera. “Al momento non deve passare l'idea che la società non vuole pagare i propri debiti, anzi, la Toolk attraverso i propri professionisti ha studiato un piano di risanamento in grado di consentire il pagamento in egual misura a tutti i creditori di pari livello” spiega Luigi Gobbi, che poi aggiunge: “Invito quanti protestano disordinatamente a sedersi intorno a un tavolo per cercare un confronto costruttivo che conduca reciprocamente a un risultato utile e che permetta quanto prima la ripartenza dell'intero settore e quindi delle nostre calzature”.

Insomma, i problemi sono reali, le commesse sono diminuite, quando lavori per le griffe i guadagni si riducono, ma l’azienda non vuole issare bandiera bianca. Come di certo non la isseranno i tanti che aspettano di essere pagati. "La crisi del settore è stata acuita dal Covid, stiamo trattando con tutti i nostri creditori al fine di raggiungere l'intesa necessaria come previsto dalla procedura di ristrutturazione" conclude Gobbi.

r.vit.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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