
ALTIDONA – Un nuovo Centro per la famiglia nascerà ad Altidona. Nel programma di sviluppo della Regione Marche, definito dall’assessore Paolo Calcinaro, aumenta l’iuto a domicilio per i neogenitori e il numero degli psicologi presenti nei luoghi frequentati dai ragazzi.
Il piano regionale di rafforzamento dei Centri per la famiglia vale 1.5 milioni di euro. Una parte significativa è destinata ai servizi di ascolto e counseling per adolescenti e genitori, con psicologi ed educatori presenti non solo nei Centri ma anche nei luoghi di aggregazione giovanile, grazie a unità mobili pensate per intercettare situazioni di disagio prima che diventino emergenze.
Tra le novità più rilevanti c’è il sostegno alla maternità e alla genitorialità nei primi mille giorni di vita del bambino. È prevista l’introduzione della figura dell’assistente materna, che affiancherà a domicilio le donne in gravidanza e i neogenitori, offrendo ascolto, orientamento e un aiuto concreto nella gestione della quotidianità. Il piano prevede inoltre iniziative di sensibilizzazione e percorsi formativi su affidamento familiare e adozione, con il coinvolgimento diretto di famiglie e operatori.
“Con questo stanziamento di 1,5 milioni vogliamo che nessun genitore o ragazzo marchigiano si senta isolato. Le risorse sono state assegnate per metà – spiega Calcinaro - alla copertura del territorio dei piccoli comuni. Noi vogliamo che l’assistenza a domicilio e gli interventi in strada sono le istituzioni a muoversi verso chi ha bisogno. Grazie alla collaborazione con il volontariato e il Terzo Settore, i Centri diventeranno punti di riferimento per orientamento ai servizi e supporto psicologico”.
È prevista l’apertura di 11 nuovi Centri per la famiglia nei comuni di Mondolfo, Ancona, Falconara, Osimo, Appignano, San Ginesio, Tolentino, Altidona - il comune che più cresce a livello di popolazione -, Monteprandone e Ascoli Piceno.
Il programma prenderà il via il 1° novembre 2026 e avrà una durata di 18 mesi. La progettazione è stata condivisa con gli Ambiti Territoriali Sociali, che gestiscono i Centri per la famiglia, sulla base dei bisogni emersi nei territori e in raccordo con la Consulta regionale della Famiglia.
