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La Poderosa ci prova, ma Udine è troppo forte

2 Febbraio 2020

PORTO SAN GIORGIO – Tanti e grossi i giocatori di Udine, ma soprattutto con la mano dritta. In particolare Amato, che al PalaSavelli ormai odiano visto che fa canestro ogni volta che tira. Finisce 79-91 una partita strana che la Poderosa non ha mai avuto in mano, ma che ha a lungo pensato di poter vincere, prima del rush finale dei bianconeri di coach Ramagli.

Si mette subito male per la Poderosa, 7-14, ma Aaron Thomas è una furia. Segna da tre punti, segna in entrata, segna dalla lunetta. Solo che segna solo lui. per dieci minuti basta e i gialloblù riescono a impattare sul 18-18. Udine, però, è una squadra con tante stelle. Se non ingrana Cromer, ci pensa Strautins, come il neo arrivato scheggia il ferro arriva il tiro con braccio teso di Antonutti. Così facendo Ramagli costruisce break che costringono la Poderosa a faticose rimonte che riescono, da -14 -8, ma che scaricano gambe e testa, oltre che il canestro 'schiacciato' da Beverly che costringe gli arbitri a sospendere il match per quattro minuti per dare al custode Ciuti il tempo di rimediare allo strapotere fisico del pivot di Udine. La sosta scarica soprattutto Thomas che scompare totalmente dal campo nel terzo periodo, quello che poi decide la partita.

Di Carlo manda un po’ in confusione l’attacco di Udine con la zona, il problema è che poi non si trasformano le palle recuperate in canestri e il divario resta sempre sopra la doppia cifra. È micidiale l’ex Sutor Michele Antonutti, da un lato del campo con parole e contatti, dall’altro con canestri anche allo scadere che tagliano le gambe di Cucci. È del 9 in nero il break di 8 a zero personale nel terzo periodo (47-65).

Di Carlo ruota i suoi uomini, ma Miani produce solo falli e Delas, questa volta, non vede mai il ferro, anche se in difesa è l’incubo del colosso Beverly. Troppo forte Udine, anche nel gioco. Dopo trenta minuti le statistiche parlano di uno stellare 11 su 20 da tre punti per i friulani. Canestri quasi sempre realizzati perché ben costruiti con l’uomo tutto solo e con i piedi ben piazzati.

Chi non alza mai bandiera bianca è Marulli, da rivedere la sua tripla per l'incredibile 70-71, insieme a capitan Bonacini che riesce a costruire assist e giocate di livello altissimo per poi esagerare. Il canestro del play di riserva, diventato per Di Carlo l‘arma tattica da usare in attesa che risorga dalle tenebre Cortese, diventa un’amarissima illusione per un PalaSavelli semivuoto; Ma chi c’è urla e vive la partita, finalmente.

Il match finisce quando a poco più di tre minuti dalla sirena Thomas cade a terra e si tiene il polpaccio che già gli aveva fatto saltare la partita di Roseto. Urla, si dispera fino a quando non viene preso in spalla ed esce zoppicando sbattendo la testa. Lui voleva giocare e ha giocato, nonostante i problemi fisici che lo fermano da giorni. Il tempo per rimontare ci sarebbe anche stato, ma Udine è implacabile, Cromer si risceglia e giustifica il passaporto Usa, e non regala niente, anche dalla lunetta. Sarà per le urla senza sosta di Ramagli, sarà perché era l’ultimo treno per non perdere il contatto con le prime posizioni della classifica.

Alla Xl Extralight resta la prova gagliarda e la certezza che se i tuoi avversari tirano con il 50% da tre punti puoi solo perdere, anche se lotti.

Raffaele Vitali

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