
FERMO - La prima cosa che arriva sono i trent’anni di attesa, il sollievo di vedere un rudere che diventa, dopo tutto quel tempo, una struttura bellissima, con una piscina riabilitativa, la palestra, gli ambulatori.
È un taglio del nastro di quelli pesanti per Porto San Giorgio e non solo, finalmente è realtà la struttura dedicata alla riabilitazione, dopo appunto 30 anni di attesa, battaglie, proteste, rinvii. Il sindaco di Porto San Giorgio Valerio Vesprini parla di giornata storica, il direttore dell’Ast Roberto Grinta si dice grato per tutto il lavoro che ha consentito di concludere il progetto nei tempi del Pnrr, di non sprecare i due milioni e 800 mila euro a disposizione, di aprire una nuova possibilità per l’ospedale cittadino.
L’assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro è tra i primi ad arrivare, fotografa e commenta la nuova struttura, contro chi diceva che qui si sarebbero persi i soldi: “E invece abbiamo un impianto pubblico unico e di rilevanza regionale, per la riabilitazione e la fisioterapia, proprio accanto a quella che è una casa di comunità. Nella ‘vecchia’ palestra metteremo i medici di medicina generale, arriveranno gli specialisti, da qui a novembre tutto si definirà. Intanto è già attivo un ambulatorio per i bisogni indifferibili, i codici lievi che ci permettono di sollevare il pronto soccorso e che ottiene già un buon riscontro tra i cittadini”.
Il vescovo Rocco Pennacchio non è voluto mancare dedica la sua preghiera ai malati e a tutte le persone che qui li assisteranno, al taglio del nastro c’è davvero tutto il mondo che conta, l’intera giunta comunale sangiorgese, il presidente della Provincia Ortenzi, l’assessore regionale Consoli, i consiglieri Marcozzi e Putzu, Mauro Lucentini, Marco Marinangeli che si spese per la piscina in prima persona, da consigliere regionale.
“Questa è un’opera strategica" ha ribadito Grinta di fronte alla presidente dell’ordine dei medici Anna Maria Calcagni e a tanti primari, nel percorso di integrazione tra ospedale e territorio. "A Porto San Giorgio si effettuano più di 60 mila prestazioni annue, il 60 per cento copre riabilitazioni individuali. Grazie alla squadra, all’ingegner Rocco Tirabasso, siamo riusciti ad intercettare i fondi Pnrr e a portare a termine i lavori nei tempi giusti, ecco allora che sarà una struttura importante non solo per il fermano”.
L’assessore Calcinaro ha aggiunto: “E’ un orgoglio per la città ma anche la nostra sanità, oggi si compie qualcosa di molto atteso. È un tempo in cui ci aspettano molti passaggi epocali, dall’apertura del nuovo ospedale alla riconversione del Murri. Qui avremo un presidio che funzionerà con la forza di tanti, nella vera integrazione socio sanitaria. Ci vuole il tempo giusto, ne avremo da qui a novembre. Stiamo costruendo un’alternativa ad una sanità che da sola non ce la fa, non regge più”.
È una delle prime uscite pubbliche per il vice prefetto Marinella Iodice, a sottolineare il valore di un’opera pubblica che valorizza i fondi Pnrr e costruisce possibilità per le persone. Le conclusioni al presidente della Regione, Francesco Acquaroli, che parte da lontano: “La sfida della sanità è in divenire sempre, il nostro è un impegno di sei anni, siamo arrivati in piena pandemia, in una Regione che aveva centralizzato tutto. Non c’erano stati investimenti, non si faceva formazione, non si sostituivano i medici che andavano in pensione, semmai si chiudevano presidi sanitari. Noi abbiamo invertito da subito la rotta”.



Acquaroli sottolinea che le risorse spese non sono solo legate al Pnrr, ci sono fondi propri della Regione e sostegni statali: “Sono orgoglioso dei risultati che abbiamo messo in campo, per le infrastrutture sanitarie, per la formazione, per una sanità che non si ferma mai”.
Acquaroli parla di risultati che non sono ancora un traguardo ma che consentono un certo ottimismo: “Molto c’è da fare ma siamo tra le migliori regioni per quanto riguarda i livelli essenziali di assistenza, siamo secondi per le liste d’attesa e ripeto, anche qui c’è ancora molto lavoro. Abbiamo il miglior ospedale pubblico d'Italia. Risultati che arrivano in un quadro finanziario di attenzione ai costi senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Oggi vogliamo continuare ad investire, su prestazioni e efficientamento. Il tema è molto complesso, le persone vivono sempre più a lungo, le patologie cambiano e la scienza fa progressi a cui dobbiamo star dietro. Si deve far parte di una grande sistema, rimettere mano alla riforma dell’emergenza urgenza ma anche agli atti aziendali che quando siamo arrivati noi erano fermi al 2008, praticamente un secolo fa per la sanità. Dobbiamo restare efficaci ed efficienti e lo facciamo con un gioco di squadra importante”.
Alla fine davvero tutti a scoprire la nuova struttura, ci vorrà tempo per formare il personale e per cominciare davvero a erogare cure ma la direttrice della fisiatria, Maria Menichetti, è ottimista e mostra a tutti le infinite possibilità della struttura, vanto per il fermano e per le Marche tutte.
