Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

La pasta che racconta il territorio, il maccherocino di Campofilone ha il suon festival: ecco FILO. "I produttori vogliono crescere insieme"

4 Novembre 2026

FERMO - Si allunga un "Filo" lungo la Valdaso. Ed è il Consorzio del Maccheroncino a metterlo in campo. "Un prodotto che dà lustro alla regione Marche, un unicum in Italia che con FILO, con il primo Festival del Maccheroncino di Campofilone, si mette in vetrina" esordisce Gino Sabatini, presidente della Camera delle Marche.

Per la Camera di Commercio il supporto era obbligato. "Il valore aggiunto provinciale conferma la vitalità del settore. Fermo è la prima provincia in Italia per la crescita del valore aggiunto in agricoltura, +22,27% nel 2025. Un risultato importante che testimonia la forza del settore imprenditoriale marchigiano e fermano. Rappresenta quel mondo di produttori e comunità che supportano l’identità" prosegue Sabatini.

Un mondo che attira anche i giovani: sviluppo, occupazione e attrattività sono le parole chiave che troviamo dentro Filo. "Siamo eccellenti in più settori e lo siamo grazie al fatto che c'è chi mette il cuore nel lavoro". Per Gino Sabatini Fermo resta un punto di riferimento. "E con Filo siamo pronti a dare il via a una nuova era, aperta dalla nuova segretaria generale Giraldi che vedrà la Camera sempre più protagonista per il bene delle aziende".

Angelo Concetti, vicesindaco di Campofilone, è al fianco del Consorzio: "Sabato e domenica (7-8 novembre) saranno due giorni importanti. I maccheroncini sono il nostro territorio. Parliamo di un luogo, di una qualità, non solo di una pasta. Tutto nasce nelle nostre case: prima del disciplinare c'erano le massaie che sapevano tirare la sfoglia in maniera sottilissima, tagliandola in fili millimetrici. E lo hanno fatto solo con mani, sapienza e pazienza".

Annuiscono in sala i produttori, da Enzo Rossi a Marilungo, passando per Marcozzi e De Carlonis. La capacità del territorio è stata quella di raccogliere il sapere delle massaie, portando i maccheroncini nel mondo. "Ogni confezione che parte da Campofilone porta con sé un pezzo del paese" ribadisce il vicesindaco.

Era maggio 2008 quando è iniziato il cammino verso l'Igp, che oggi ha come braccio operativo il Consorzio oggi guidato da Gabriele Marcozzi. Si celebra il percorso con un convegno e un festival in cui la degustazione diventa un appuntamento centrale.

Marcozzi parte dai ringraziamenti a Gino Sabatini, che è sempre stato vicino al Consorzio, supportato anche da Copagri e dalla Pro Loco. "Parliamo di storia, territorio, tradizione artigianale, ecosostenibilità e turismo. Siamo l'unica pasta all'uovo che viene asciugata su un foglietto di carta. Siamo unici, ma pieni di imitazioni che speriamo di riuscire a limitare".

Il Consorzio ha ufficialmente tre anni di vita. "Abbiamo un marchio comunitario che andrà sulle confezioni. Abbiamo ottenuto il disciplinare nel novembre 2013. Per questo abbiamo scelto lo stesso periodo per il Festival, che vogliamo diventi un appuntamento fisso". Il Consorzio ha firmato anche un accordo con il Masaf per i controlli. Le aziende che l’hanno fondato sono sei e rappresentano un unicum: “Tutte le aziende produttrici hanno aderito al consorzio. Ora sta nascendo un'altra azienda, vedremo se entrerà il prossimo anno".

Le sfide future

"Vogliamo crescere nell'internazionalizzazione, portare le nostre produzioni in tutto il mondo, abbinandoci ad altri Consorzi delle Marche che saranno presenti alla prima edizione di Filo. La sfida è far crescere la filiera agroalimentare. Avendo una tradizione di sfogline, premieremo una massaia storica che ha dedicato 60 anni della sua vita alla produzione dei maccheroncini", prosegue il presidente, che ha al suo fianco in questo percorso la Regione, come ha garantito il consigliere Andrea Putzu. La speranza è di favorire anche l'apertura di nuove attività di produzione di pasta, coinvolgendo i giovani.

C'è un dato del Masaf che dà la misura delle ricadute economiche: per ogni euro di prodotto Igp venduto, nelle comunità locali dove c'è sinergia tra pubblico e privato se ne generano 18 attraverso le attività turistiche. E il territorio punta ad attirare visitatori anche con un percorso di cene nei locali del paese.

Il marchio è registrato a livello europeo e la speranza è che venga inserito sulle confezioni. "Auspichiamo che avvenga e che diventi un'evoluzione naturale". Come la crescita di Palazzo Morelli, dove d’estate si trova il punto vendita di tutti pastifici e delel eccellenze territoriali, che sarà apetto in occasione di Filo.

Accanto al Festival c'è Copagri, con Maranesi: "Dal campo di grano alle galline, se c'è una cosa che collega Campofilone alla sua storia è la massaia che sa tagliare fili di un millimetro. Ma dietro quelle mani ci sono i produttori agricoli che consentono la produzione. Speriamo che, crescendo il maccheroncino, cresca anche il ritorno per le imprese che lavorano alla base della filiera".

"Insieme produttori ed esperti del settore: noi crediamo nella valorizzazione del prodotto, ma ancora di più nel supporto a chi lavora ogni giorno. Sono certo che sarà la prima di tante edizioni. Non è semplice mettersi insieme per promuovere un prodotto straordinario. Grazie a chi porterà il proprio supporto, valorizzando il Filo che tutti vogliamo provare".

L’esperto

La chiusura è affidata a Daniele Paci, agronomo che ama comunicare la qualità del cibo: "La certificazione garantisce la credibilità del prodotto e del territorio. L'Igp è anche reputazione. Esistono più attori, ma l'Igp tutela davvero un'area e chi ha investito per portare la tradizione su ogni tavola".

Per Paci, "Filo fa giocare tutti la stessa partita, creando sabato pomeriggio anche un'interlocuzione tra i nove Igp delle Marche. Saranno presenti anche il Consorzio del Grana Padano e quello del Prosciutto di Parma, perché il Filo è sottilissimo ma ha una forza incredibile". Domenica spazio alla convivialità e a momenti più pubblici e meno tecnici, per conoscere ogni aspetto del mondo che ruota attorno al maccheroncino. "Se avete fretta – la saggia provocazione di Paci - mangiate i maccheroncini, non un panino al fast food. Si cuociono in un minuto e sono sani".

r.vit.

Raffaele Vitali - Viale della Carriera 109 - 63900 Fermo (FM) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram