
FERMO – Il giovedì di Fermo è davvero qualcosa di speciale. Il mercatino dell’antiquariato ovatta tutto, per qualche ora si dimenticano i negozi chiusi e i problemi che ogni centro affronta, per qualche ora i suoni cambiano. Le vetrine brillano, le serrande sono alzate, tranne un paio, i locali sfornano cocktail e aperitivi, i ristoranti raccontano il territorio.
In piazza del popolo, lungo la strada nuova, dentro gli ascensori e sul belvedere di piazzale Azzolino a dominare sono le voci. Da quelle squillanti e coinvolgenti degli espositori a quelle curiose dei passanti. Voci italiane, ma tante straniere, dall’inglese di giovani amiche al francese di famiglie in vacanza.

E poi il rumore dei piatti di ceramica spostati dai curiosi, che risuonano quando vengono appoggiati, e quello delle pagine dei libri sfogliate. Per arrivare poi alla voce calda e appassionata di Maria Chiara Leonori, la direttrice della biblioteca di Fermo che il giovedì sera diventa guida preziosa per chi entra e si ferma ad ammirare la piccola mostra allestita.
Quest’anno la scelta è caduta sulle rilegature, uniche e preziose, dei libri del 1500. Qualcuno in realtà è anche aperto, perché all’interno ci sono miniature imperdibili. Come quelle dei tre libri unici nel loro genere che in una teca dominano la sala mostrandosi nella loro antica meraviglia.
Fermarsi ad osservarli, perdersi tra i colori del Libro delle Ore o l’incredibile tratto della mandragola all’interno dell’Erbolario vale la visita. La spiegazione della direttrice, che ogni giovedì sera accompagna i visitatori più fortunati, è un unicum, mentre parla sembra quasi di toccarla la pelle usata per ricoprire i libri.
C’è poi sempre la loggetta a dominare la scena, il passaggio prezioso che dalla biblioteca porta alla sala del mappamondo e che permette di ammirare le bancarelle dall’alto, scrutando tra i volti degli appassionati che cercano il vinile sognato o la scatolina che non può mancare sulla mensola.
È la magia del mercatino del giovedì che poi lungo la strada nuova regala i migliori hobbisti della zona, con qualche novità che colpisce l’occhio. Come la bancarella di Maria Grazia. Per lei è la prima partecipazione a Fermo, “e se questo è l’inizio, ho fatto avvero bene a scrivere a Iacopini e a partecipare” racconta mentre spiega le sue creazioni, tutte di matrice femminile. Dei collage vintage che nascono dal recupero di riviste degli anni ’50 che raccontano una donna sicura di sé, pronta a mandare messaggi chiari e positivi, mai come oggi attuali. Attuali, come i giovedì del mercatino.
r.vit.






