
GROTTAZZOLINA - «Il Festival Storie aiuta a promuovere non solo il mare e la costa. Abbiamo borghi vivi che danno alle aree interne un'identità precisa. Con queste iniziative facciamo conoscere la nostra cultura, le nostre piazze e i nostri teatri. Per noi ci saranno due eventi a dicembre, con l'obiettivo di inaugurare il teatro che stiamo recuperando. Siamo fiduciosi: porteremo Giorgio Pasotti e "La Locandiera" diretta da Saverio Marconi». Così il sindaco di Grottazzolina Combatte, Alberto Antognozzi, apre la presentazione del Festival Storie.
Al suo fianco Fabio Paci, anima della manifestazione, e Saverio Marconi, co-direttore artistico insieme a Manu Latini. Il regista, che ha portato l'Italia a Broadway con il musical, ha scelto di proseguire la propria attività anche nei piccoli borghi. «Da quando Fabio Paci mi ha chiesto di far parte di questo progetto ne sono rimasto subito affascinato. Abbiamo tante piccole città che propongono spettacoli diversi, dai libri al teatro, tutti accomunati dalle storie. E noi siamo fatti di storie».
Marconi guarda anche ai suoi anniversari artistici: «Nel 2027 Grease compirà trent'anni, lo spettacolo con Lorella Cuccarini e Gianfranco Ingrassia che ha fatto conoscere il musical in Italia. E saranno anche sessant'anni da Padre Padrone, con cui ho vinto il Nastro d'Argento a Cannes. Sono storie importanti che ognuno porta con sé». Il regista dà quindi appuntamento a Loro Piceno, dove sarà protagonista insieme a Raffaele Paganini.
Non manca mai il prefetto Edoardo D'Alascio quando si parla del Festival Storie. La presenza di Pietro Luchetti lo emoziona: «È un vero amico e racconta bene quella che considero la mia missione, che non è semplicemente un lavoro. Oggi non siamo più la Prefettura, ma l'Ufficio territoriale del Governo: siamo davvero un servizio sul territorio e questo ha modificato il rapporto con i luoghi, che il prefetto deve conoscere a fondo».
Da qui la scelta di essere presente anche in momenti non legati alla sicurezza o alle tradizionali iniziative istituzionali. «Le storie devono diventare uno stimolo soprattutto per i giovani e per le comunità. Bisogna ascoltare e andare oltre l'immagine televisiva».
Il prefetto lancia anche una proposta: «Mi piacerebbe creare una sezione del festival dedicata alle donne, con storie simbolo di forza, competenza, capacità e resilienza. Andiamo oltre la "history" e arriviamo alla "herstory"».
Ortezzano, con la sindaca Carla Piermarini, è da anni tra i protagonisti del festival con appuntamenti dedicati alle figure femminili. Anche quest'anno saranno ospiti Sofia Raffaeli e Gioia Bartali. «Tengo molto al racconto delle donne. Gioia Bartali ci farà conoscere la storia del nonno attraverso lo sguardo della nipote, con una sensibilità particolare. E poi ci saranno le storie dello sport femminile, che meritano di crescere. Avere Sofia Raffaeli con noi è qualcosa di straordinario».
«Questo è un festival che si costruisce insieme - aggiunge Piermarini - e vale per tutti e dodici i sindaci. Nessuno guarda con invidia il programma dell'altro: ciascuno prende spunti e magari prova a chiedere un ospite. Ma il vero valore è esserci. È davvero il festival dei piccoli borghi».
L'apertura sarà a Montefiore dell'Aso con Serena D'Amato, regina della pizzica, capace di richiamare ballerini da tutta la regione, seguita dall'anteprima di Federico Buffa dedicata al Grande Torino. «Il festival - spiega il consigliere Ciarrocchi - porta anche un importante indotto economico. Siamo un paese di duemila abitanti: proporre cultura con grandi nomi, anche fuori dai tradizionali flussi turistici, significa dare lavoro a bar, ristoranti e attività commerciali. Lo facciamo unendo tre province e dodici comuni, anticipando nei fatti quella collaborazione tra territori che prima o poi diventerà una necessità».
A Penna San Giovanni, nello splendido teatro ligneo da cento posti, arriverà una serata dedicata alle melodie napoletane con l'Orchestra Mercadante, che abitualmente accompagna Fiorella Mannoia. In programma anche un incontro dedicato a Carlo Urbani nell'anniversario della sua scomparsa. «Ragionare sull'unione è fondamentale. Questo festival racconta tutto ciò che rende una comunità davvero tale».
Montefalcone Appennino, con il suo teatro da appena 69 posti e 360 abitanti, ospiterà Alessandro D'Acquisto, fratello novantenne di Salvo D'Acquisto, e Barbara Capponi del Tg1. «Sono due storie preziose che arricchiscono questa rete e ci permettono anche di conoscerci meglio tra amministratori».
Nel Maceratese, Loro Piceno proporrà due appuntamenti: l'incontro con Saverio Marconi e Raffaele Paganini, moderato da Chiara Fermani, e lo spettacolo della compagnia Ariel dedicato alla tragedia di Marcinelle. «Ragioniamo per territori e non per confini amministrativi. Questo festival svolge un lavoro che spesso non si vede, ma produce risultati importanti».



Comunanza torna nel cartellone con una cena tra i sindaci, nella quale ciascuno porterà un prodotto del proprio territorio. Tra gli ospiti Marco Travaglio, che racconterà Indro Montanelli, e il gruppo La Rua, partito proprio dall'Auditorium Luzi. Per il sindaco Domenico Sacconi la cena in giardino è ormai un appuntamento irrinunciabile. «Questo festival non è solo qualità nei nomi, ma anche riscoperta dei legami. Non basta dire che siamo belli: dobbiamo raccontare le storie degli artigiani e delle persone, accogliendo con il calore del Sud e l'organizzazione del Nord».
Il vicesindaco Matteo Meschini, ideatore del Mazzumaja, aggiunge: «Travaglio permette di discutere e confrontarsi. È anche divisivo, ma proprio per questo stimola il pensiero».
Dopo Carla Piermarini interviene Pisana Liberati: «È vero, forse parliamo ancora poco di donne, ma sono certa che le parole del prefetto D'Alascio lasceranno il segno e aumenteranno le protagoniste femminili. Chi partecipa a questo festival ha superato ogni spirito campanilistico. Noi abbiamo scelto la leggerezza perché il nostro paese porta ancora le ferite del sisma. Ogni spettacolo è un filo che completa la tela del racconto del nostro territorio, che sia una chiesa o un teatro».
A Ponzano di Fermo si lavorerà molto anche sul prima e dopo spettacolo. In programma Federico Buffa con il racconto di Maradona e Natasha Stefanenko. «Condividere la tavola con gli ospiti dopo gli eventi rende davvero speciale il festival e offre ai giovani un motivo in più per vivere e restare nei borghi», sottolinea il sindaco Diego Mandolesi.
Ha chiesto di entrare nel festival Monsampietro Morico. Il sindaco Andrea Claudi metterà a disposizione il teatro da 78 posti che ospiterà Luca Pagliari e Andrea Zorzi. «Abbiamo capito lo spirito di Storie: è quello che ogni paese vive ogni sera, quando si trovano gli anziani seduti sui gradini della chiesa o al bar a raccontare episodi e ricordi. Le comunità vivono proprio di queste storie».
Santa Vittoria in Matenano, tra i comuni fondatori, conferma la propria vocazione musicale con il nuovo sindaco Francesco Agostini. Si parte con Julian e Pablo Corradini, protagonisti de "Il tango del ritorno", dedicato all'emigrazione che ha segnato la loro famiglia, per concludere con un recital lirico. «Nei piccoli borghi, quando qualcosa funziona, bisogna continuare a investirci. Noi comuni montani, oltre alla ricostruzione post sisma, abbiamo la missione di ricucire il tessuto sociale e solo la cultura può aiutarci a farlo».
Chiude la presentazione Marco Rotoni. «A Servigliano nacque la prima tappa del percorso di Federico Buffa da cui prese forma l'idea del Festival Storie. Oggi abbiamo un teatro da trecento posti che ospiterà Gianmarco Tognazzi e un appuntamento mattutino con Damiano Tommasi, sindaco di Verona, e Vincenzo Varagona, dedicato all'etica nello sport. L'associazione Progetto Musical, che ha dato origine al festival, ha saputo contaminare positivamente i borghi. Questo è il frutto di un lavoro costruito nel tempo. L'incontro con Federico Buffa, mentre immaginavamo la rinascita della sala cinematografica trasformata in teatro, ci diede la forza di andare avanti. Aveva promesso che sarebbe venuto e ha mantenuto la parola. Condividiamo il nostro Teatro Ideale soprattutto con le scuole e non abbiamo esitato a portare un modello come Damiano Tommasi a confronto con i giovani. Ci piace costruire iniziative pensando alle nuove generazioni: siamo sulla strada giusta».
Si chiude così la presentazione di un festival che da fine agosto a dicembre anima 12 comuni con 24 spettacoli: personaggi noti e meno famosi, tutti accomunati dall’aver qualcosa da dire e quindi da far ascoltare.
r.vit.
