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La Cassazione dà ragione alla Sgds: nessun rimborso al 'direttore' Cuomo. Lanciotti: confermata la correttezza

7 Maggio 2026

PORTO SAN GIORGIO – “Chiarezza e correttezza dietro le nostre azioni”. L’amministratore delegato della Sangiorgio Distribuzione, Giovanni Lanciotti, ha atteso 24 ore dalla pubblicazione della sentenza della Corte di Cassazione che chiude la vicenda ‘Emilio Cuomo’ prima di parlare.

Un passo indietro. Il caso è iniziato con il ricorso del candidato arrivato secondo nella selezione indetta nel dicembre 2022 per l'incarico di direttore generale. Il ricorrente, pur non potendo subentrare nell'incarico, aveva avanzato in sede di appello pretese risarcitorie per la cosiddetta "perdita di chance". Una richiesta riconosciuta prima dal giudice del lavoro di Fermo (rimborso del 75% di quanto dovuto, ndr), poi dalla Corte di Appello di Ancona.

Da parte del comune di Porto San Giorgio e del sindaco Valerio Vesprini, nessuna esitazione nel supportare, invece, la Sgds nelle sue scelte, a cominciare dalla scelta del direttore generale Mognaschi e poi dell’Amministratore Lanciotti. L’avvocato fermano ha guidato, insieme con  il legale Simone Emiliani, che è anche docente universitario di Diritto del lavoro, il percorso che ha portato poi la società in Cassazione.

“La Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 12794 pubblicata il 5 maggio 2026, ha messo definitivamente la parola fine a un contenzioso che minacciava la società con richieste di risarcimento danni particolarmente pesanti” sottolinea Lanciotti.

È stato quindi accolta la tesi difensiva di Emiliani, tanto che la Cassazione ha annullato la sentenza della corte di Appello senza rinvio. In questo modo, si chiude questo percorso risarcitorio che teneva in scacco i conti della Partecipata. Anche perché era arrivata alla Sgds anche un precetto, contro cui era stata presentata opposizione che ha permesso la sospensione dell’azione esecutiva.

"Questa pronuncia chiude un capitolo lungo e complesso che pesava sulla nostra società a causa di richieste economiche decisamente consistenti. La Corte di Cassazione ha ristabilito chiarezza e correttezza, permettendoci di archiviare definitivamente questa spada di Damocle e di continuare a concentrarci serenamente sulla gestione dei servizi per la nostra comunità” conclude Lanciotti ringraziando a nome dell’azienda l’avvocato Simone Pietro Emiliani.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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