
FERMO – Formazione, competenze e rapporto sempre più stretto con il mondo delle imprese. È questa la sfida degli ITS nelle Marche, un sistema che punta a intercettare le vocazioni dei territori e, soprattutto, quelle dei giovani. A Fermo il tema è stato al centro di un confronto, all’interno del progetto Next In, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo scolastico e delle Fondazioni ITS.
A tracciare il quadro è Gabriele Marchetti, coordinatore degli ITS regionali: “Stiamo passando da una piazza all’altra per parlare di filiere tecnologiche correlate alle filiere produttive delle Marche. Vogliamo che i giovani di ogni territorio possano seguire la loro vocazione e trovare le competenze di cui hanno bisogno”.
Un sistema che, secondo Marchetti, deve essere costruito attraverso una rete sempre più solida. “L’ITS crea competenze, non Pil. Per questo mette in rete ogni presidente di Fondazione e l’Ufficio scolastico regionale. Bisogna lavorare in maniera collettiva: insieme si raggiungono i risultati”.
I numeri confermano la crescita del settore. Sono oltre 2.000 gli studenti coinvolti nelle Marche e circa 500 quelli che ogni anno completano il percorso. Di questi, l’80% trova lavoro, in gran parte coerente con gli studi effettuati. “Sarebbero percentuali ancora più alte, ma servono studenti. È più facile trovare posti di lavoro che studenti” ha aggiunto Marchetti.
Fermo investe sull’ITS
Tra i territori che hanno scelto di puntare con decisione sull’alta formazione tecnologica c’è Fermo. Il sindaco Alberto Maria Scarfini ha ricordato il percorso avviato insieme con Paolo Calcinaro e l’assessora Annalisa Cerretani, fino alla scelta di dedicare all’ITS il mercato coperto.
“Noi ci crediamo e continuiamo a investire – ha detto Scarfini –. Sono quattro i corsi avviati con il Montani. Dobbiamo promuoverli e farli conoscere. Insieme possiamo aiutare i nostri ragazzi a fare la scelta giusta. L’ITS è un percorso sicuro, che sa parlare alle imprese”.
Attualmente sono 130 gli alunni distribuiti sui sette corsi dell’ITS fermano, un’offerta che punta ad ampliarsi anche attraverso nuovi spazi.
Le imprese chiedono competenze nuove
Il rapporto con il mondo produttivo è uno dei punti centrali del progetto. Paolo Silenzi, vicepresidente dell’ITS Smart di Fermo affiancato dal direttore Cna Fermo Caranfa, ha parlato di un’opportunità che deve essere costruita quotidianamente insieme alle aziende.
“Rispondiamo alle esigenze delle imprese – ha spiegato –. Sono tanti gli imprenditori che fanno parte del sistema, tutti desiderosi di trovare percorsi funzionali. Il quadro geopolitico impone di cambiare percorsi e processi. Bisogna digitalizzare, creare nuove logistiche, cambiare sistemi produttivi”.
Una trasformazione che riguarda anche gli stessi ITS, chiamati ad aggiornare costantemente i propri percorsi. “Le esigenze cambiano e gli ITS cambiano in base alle esigenze. In questo modo tuteliamo i giovani e chi dà lavoro”.
Il mercato, ha aggiunto Silenzi, è alla ricerca di numerose figure professionali: “Trovarne di formate aiuterebbe tutti”.
Una necessità confermata anche da Marchetti, che individua nell’attrazione degli studenti una delle principali criticità. “Il vero gap da risolvere è legato all’attrazione per gli studenti. Ogni presidente sa che un corso deve essere aggiornato. Oggi le aziende chiedono programmatori che sappiano muoversi con gli agenti di AI. Se non hai queste competenze, le imprese si tirano indietro. Abbiamo però la capacità di adattarci costantemente”.


Il ruolo della scuola e il percorso 4+2
Sul rapporto tra formazione e territorio è intervenuto anche Mario Andrenacci, rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale e una delle figure storiche dell’ITS Made in Italy.
“Dobbiamo ragionare sulle vocazioni delle persone, non solo su quelle del territorio” ha evidenziato, indicando nel modello 4+2 uno dei principali strumenti per costruire un percorso formativo in grado di rispondere alle necessità del sistema produttivo.
“Il filo conduttore è il 4+2, un percorso formativo che per il sistema è diventato cruciale. È un vero canale di accesso nelle aziende. L’USR si confronta ogni giorno con le Fondazioni per fornire i percorsi più qualificati possibili”.
Per Andrenacci, però, la programmazione deve partire ancora prima della scelta delle superiori. “È importante coinvolgere anche le scuole medie nella programmazione che poi porta gli studenti e le famiglie a scegliere il 4+2”.
Un passaggio sul quale ha insistito anche l’assessora Annalisa Cerretani. “La scuola secondaria di primo grado è il collante per fare un tavolo di lavoro e iniziare un percorso, con famiglie accompagnate. Dobbiamo iniziare a parlare dell’ITS come di un master, perché questa è una vera specializzazione”.
Dieci milioni dalla Regione, ma resta il nodo del diritto allo studio
La Regione Marche ha stanziato quasi dieci milioni di euro per il sistema ITS e i corsi restano gratuiti. Rimane però il tema dei costi indiretti che gravano sulle famiglie, a partire da vitto e alloggio per gli studenti che frequentano lontano da casa.
“Le famiglie devono pagare il posto in convitto – ha spiegato Marchetti –. Stiamo cercando di trovare convenzioni mirate e sempre più funzionali. In alcuni territori ci stiamo già muovendo”.
Un ulteriore passo avanti potrebbe arrivare attraverso l’accesso alle borse di studio. “Se l’Erdis desse la possibilità di accedere alle borse di studio, che oggi vanno a università e scuole superiori, potremmo fare passi avanti. Ne stiamo parlando per una pari opportunità: il diritto allo studio è per tutti”.
Il mercato coperto verso una nuova vita
A Fermo, intanto, il progetto guarda anche agli spazi. Il recupero del mercato coperto potrebbe concludersi nel 2027, consentendo di completare gli ambienti e trasferire i corsi oggi ospitati al Montani. Almmeno questo auspica il sindaco. L’obiettivo è creare un vero polo della formazione nel centro cittadino. “Se crei una grande opera, poi devi agire e dare spazi, anche per dormire” ha aggiunto il sindaco.
Una prospettiva condivisa da Cerretani: “Lavoriamo anche noi in questa visione, avendo spazi che potranno diventare un ulteriore convitto. A questa amministrazione fa piacere allargare nel centro storico, tra università e ITS, tenendoli qui in centro”.
La scommessa, dunque, è duplice: da una parte formare giovani con competenze immediatamente spendibili, dall’altra rendere il territorio capace di trattenerli e offrire loro opportunità. Perché, come emerge dalle parole dei protagonisti, il problema non sembra essere soltanto trovare lavoro: sempre più spesso la vera sfida è trovare i giovani preparati per i lavori che le imprese stanno già cercando.
Raffaele Vitali
