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Intervista all'onorevole Lucentini: "Ecco come sono diventato parlamentare. Salvini ha voluto dare un ruolo chiave al Fermano"

16 Ottobre 2020

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – Vi ricordate il film ‘Il Diavolo veste Prada’. L’ultima mezz’ora era tutto un susseguirsi di voci, di anticipazioni, di ipotesi di fine carriera per la super direttrice della rivista di moda protagonista del film. Voci che lei, Miranda Priestley, neppure considerava, nonostante intorno tutti si preoccupassero. Ecco, la Miranda del Fermano ha il volto di Mauro Lucentini, il leader locale della Lega che da consigliere regionale eletto, mentre tutti parlavano di un suo siluramento ed esclusione dal board del comando (LEGGI), si è ritrovato parlamentare.

Lucentini, come è nata la scelta di diventare onorevole?

“La volontà di Matteo Salvini e Augusto Marchetti (commissario regionale Lega, ndr) di dare una rappresentanza forte al territorio fermano. Nel momento in cui non c’era la possibilità di avere un assessore in Regione, hanno trovato la miglior soluzione”.

Quindi…

“Hanno scelto una persona competente per la Cultura in regione, Giorgia Latini, e un parlamentare locale da mandare a Roma, il sottoscritto”.

Perché non c’è stata la possibilità di un assessore fermano?

“Ogni possibilità di scelta non sarebbe servita a esprimere le deleghe sperate, ovvero le attività produttive. Per il Fermano c’era la Cultura, a questo punto si è scelto la migliore figura possibile”.

È sicura per lei la commissione attività produttive della Camera?
“Sono destinato alla commissione Affari sociali e sanità. Ma appena possibile verrò spostato alle Attività produttive, che è quella che abbiamo utilizzato per arrivare alla firma dell’area di crisi complessa anche grazie a Giorgia Latini. Questo per far capire che non era di Fermo neppure allora, eppure ha lavorato per noi”.

Cosa risponde a chi dice che era stato eletto per la Regione?

“Che è vero, ma nel momento in cui c’è stata la necessità di dare un ruolo importante al Fermano, che non ci sarebbe stato stando ad Ancona, non ho esitato. La posizione è prestigiosa non per me, ma per il territorio”.

Parlamentare di minoranza, quale utilità?

“Intanto l’essere presente e il poter stare sui temi chiave. Anche la minoranza propone leggi. Spesso le nuove proposte passano lo stesso. L’importante è esserci quando conta”.

Le fa strano sentirsi chiamare onorevole?

“Abbastanza. Ma al momento io sono ancora consigliere regionale. Lunedì sarò in Consiglio, all’insediamento, mi insedierò e non appena la Latini si dimetterà (ha 60 giorni dalla firma come assessore, ndr) io prenderò il suo posto a Roma”.

Come giudica la squadra di Acquaroli?

“Molto bilanciata sulle competenze. Sanità, presidente e delega al sisma stanno nelle Marche del sud. Forse il nodo è Ancona, ma il presidente ha modo di rivalutarla, come accaduto per il Fermano con il parlamentare. E poi, sia chiaro, che un assessore non è legato alla carta d’identità. Non per niente tra una settimana Carloni, che guida lo Sviluppo economico regionale, sarà qui e incontrerà gli imprenditori, grazie alla mia mediazione”.

Però sa bene che il Fermano e le associazioni di categoria volevano altro e pensavano anche di avere ricevuto promesse. Hanno investito su di lei, eppure…

“Non si ritrovano con Lucentini assessore, ma parlamentare che collaborerà con l’assessore di Pesaro. Se una scarpa è a Roma, una resta in provincia di Fermo”.

‘Lucentini a Roma perché Salvini vuole farlo fuori’, cosa risponde a chi dice questo?

“Salvini non fa queste cose. Non gli serviva mandarmi a Roma. Lo avrebbe fatto da tempo. Qui invece mi pare che ogni volta che si è incrociato come, mi ha fatto crescere”.

Lucentini, ma domani sarà alla partita della Sutor come sempre?

“Certo, il mio posto da speaker è speciale. Senza spillette, la Sutor è qualcosa di unico a cui non rinuncerò mai”.

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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