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Intervista a De Matteis, presidente Pitti: "La moda sa reagire. Mercati? L’India va seguita. Il Made in Italy è la vera forza”

17 Giugno 2026

di Raffaele Vitali

FIRENZE – Un flusso continuo di persone all’interno della Fortezza da Basso, il Pitti Uomo si conferma formula vincente e attrattiva. Inevitabile la soddisfazione di Antonio De Matteis, sia come presidente di Pitti Immagine, sia come ceo di Kiton, azienda leader nel menswear, che con la nuova collezione guarda con interesse ai giovani, scegliendo linee morbide e leggere.

Presidente De Matteis, il mercato internazionale vive una fase complessa tra conflitti e incertezze economiche. Come guarda al futuro?

"Bisogna sempre essere positivi. La storia ci insegna che il mondo non si è mai fermato. Occorre capire la direzione dei cambiamenti e adattarsi velocemente. Oggi viviamo nella complessità, ma la moda ha sempre saputo rispondere con rapidità alle difficoltà e credo che anche questa volta sarà così. Speriamo naturalmente che i conflitti possano concludersi presto, ma ormai dobbiamo essere preparati a qualsiasi scenario”.

Tra i mercati emergenti si parla molto dell'India. Quali prospettive vede?

"Ci credo. Come azienda siamo già presenti da alcuni mesi e abbiamo aperto un corner nel novembre 2025. È un mercato destinato a crescere nei prossimi dieci anni, ma non va confuso con quello cinese. Ha caratteristiche proprie, tradizioni e una cultura molto diverse. Le aziende devono imparare ad ascoltare quel mercato e rispettarne le specificità. È un mercato ancora da costruire, come lo erano la Cina di qualche anno fa o Dubai nelle sue prime fasi di sviluppo”.

Ci sono altre aree del mondo che osservate con interesse?

"Sicuramente il Sud America offre prospettive interessanti, soprattutto se alcuni accordi commerciali internazionali (Mercosur) andranno nella direzione auspicata. Detto questo, l'Italia resta un mercato fondamentale: rappresenta oltre il 15% del nostro fatturato e continua a essere un punto di riferimento mondiale in termini di gusto e stile”.

La sostenibilità è ancora una priorità per il settore moda?

"Assolutamente sì, ma bisogna affrontarla con equilibrio. Esiste anche una sostenibilità sociale che non può essere trascurata. Abbiamo visto nel settore automobilistico cosa può accadere quando si impongono cambiamenti troppo rapidi: oggi molte aziende si trovano a gestire situazioni difficili e importanti esuberi di personale. Le trasformazioni devono accompagnare il mercato, non forzarlo”.

Le dimensioni delle imprese italiane rappresentano un limite?

"Al contrario, sono una grande risorsa. Oggi tutti vogliono produrre in Italia perché il Made in Italy è percepito come un valore aggiunto. Dobbiamo difenderlo con serietà, valorizzando le nostre maestranze e i nostri artigiani. Il vero rischio sarebbe inseguire i volumi sacrificando la qualità. Se accadesse, il Made in Italy perderebbe la propria forza”.

Che ruolo avrà l'intelligenza artificiale nel mondo della moda?

"E’ già presente e sicuramente rappresenta un'opportunità. Anche noi l'abbiamo utilizzata nelle campagne pubblicitarie. Può essere un supporto importante in molti processi, ma continuo a credere che la vera differenza la facciano l'intelligenza umana, la creatività e soprattutto il saper fare delle persone. Le mani e le competenze degli operatori restano insostituibili”.

Qual è oggi il ruolo di Pitti Immagine e delle fiere di settore?

"Pitti è fondamentale, soprattutto nella moda maschile. Credo sia l'unica manifestazione al mondo con una rilevanza internazionale di questo livello. Lo dimostrano sia la qualità dei buyer presenti sia quella degli espositori. Oltre il 40% delle aziende partecipanti arriva dall'estero e più dell'80% dei buyer è internazionale”.

Quanto conta il collegamento con la Milano Fashion Week?

"È un connubio strategico. Pitti e Milano offrono due momenti diversi ma complementari: a Firenze si sviluppano relazioni, confronto e networking; Milano è il luogo delle sfilate e degli acquisti. In una sola settimana i buyer possono avere una visione completa dell'offerta italiana”.

Molte fiere tradizionali stanno attraversando una fase difficile. Qual è il segreto di Pitti?

"La qualità. Pitti ha sempre puntato su una selezione rigorosa all'ingresso. Crediamo che una manifestazione debba mantenere standard altissimi sia nella proposta espositiva sia nel profilo dei visitatori. È questa attenzione alla qualità che continua a fare la differenza”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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