
Sfuma la finale per l’Italia Under 18 agli Europei, sconfitta dalla Francia in semifinale 3-2, ma non la possibilità di medaglia. E non sfuma il successo dell’organizzazione che ha visto al centro Porto San Giorgio, la Yuasa e soprattutto il comitato Fipav Ascoli-Fermo guidato dal presidente Fabio Carboni.
Presidente Carboni, l’Europeo a Porto San Giorgio, quanto è stata complessa l’organizzazione?
“Siamo partiti da metà ottobre e abbiamo movimentato dall'inizio un manipolo di volontari e fidati collaboratori che si sono messi subito a disposizione di questa manifestazione. Abbiamo cominciato con le visite ispettive, prima da parte nostra, poi successivamente la federazione e ad ultimo la Commissione europea per la scelta dei vari alberghi, la scelta del palazzetto e delle varie situazioni che si sono create man mano. Abbiamo dovuto affrontare problemi collaterali che normalmente una manifestazione così grande prospetta e prevede. Ma alla fine siamo riusciti anche far conoscere il territorio di Porto San Giorgio. Ma soprattutto creare un gruppo unito di persone che si stanno adoperando in tutti gli aspetti per portare a casa questo evento”.
Feedback da parte delle squadre sulle location?
“Soprattutto le squadre nordiche come Finlandia e Islanda, hanno apprezzato tantissimo questa location il mare. Ma tutti hanno sottolineato qualcosa di buono, come Polonia e Slovenia che hanno parlato di una città accogliente”.
La Fipav è abituata ai grandi eventi, quanto è stato utile avere come partner una società come la Yuasa Battery?
“La Fipay è abituata a grandi eventi è vero ma anche attenta a portarli nei territori considerati poco abituati. Subito abbiamo accolto la proposta del presidente Manfredi che oltre ad averci gratificato ci ha reso orgogliosi di poter organizzare questa manifestazione in una struttura , quella del PalaSavelli che si presta ed ha visto negli ultimi due anni i campioni della Serie A. L'apporto della Yuasa , del presidente Romiti e soprattutto dell'allenatore Massimiliano Ortenzi è stato determinante per lo svolgimento di questa manifestazione. Loro sono abituati a gestire i protocolli e le varie situazioni, noi bravi a far sì che tutto fosse come chiesto”.
Le Marche stanno diventando una vera terra del volley?
“Le Marche non stanno diventando, sono la vera terra del volley. Non spetta a me decantare la storia delle Marche. Hanno sempre fatto manifestazioni ed eventi importanti, facendo crescere eccellenze: arbitri, allenatori squadre. Abbiamo sempre tirato fuori il meglio. Sia sul piano pratico e giocato, sia dirigenziale. Da anni abbiamo squadre di serie A. Anche le squadre del nostro territorio stanno solcando i palazzetti più importanti. Ormai siamo una regione che vive di luce propria”.
Dalla superlega all'A2 non mancano i team, che livello garantiscono?
“Tra Superlega, A2, a1 femminile, lo stato di salute delle squadre marchigiana mi sembra ottima. Pur con la sofferenza derivante dalla criticità economica che avvolge tutto il mondo, sportivo e morale, le nostre società si difendono bene anche lavorando in maniera egregia con i settori giovanili. Basta vedere i numeri. Certo, la Nazionale aiuta, ma c’è anche la storia della pallavolo che da 80 anni riempie le palestre, cominciando dalle scuole”
Gli iscritti?
“C'è una crisi un po' superiore nel mondo del maschile, siamo un paese di calciofili, e un po' soffriamo questo aspetto ma andiamo avanti. Bene il settore femminile”.
Ha visto durante l’Europeo (oggi le finali) qualche talento che meriterebbe di giocare nelle Marche?
“Di talenti ne abbuono visti tanti. Ci sono stati dei ragazzi, ma eviterei i nomi. Però prima di tutto punterei sui talenti della nazionale italiana che sono bravi ragazzi, persone serie, che hanno mostrato attaccamento alla maglia non indifferente”.
Europei Under 18 come prova generale per provare a portare magari gare della nazionale maggiore?
“L’Europeo per noi è risultato un avvenimento importante. E’ stato il riconoscimento alla serietà e alla capacità del comitato provinciale, ma soprattutto di tutti i collaboratori, società del territorio in testa. Abbiamo creato un vero gruppo di lavoro che ci ha permesso di avere anche tanti ragazzini a bordo campo per ogni necessità. Questa è la magia della pallavolo, anche per questo dico grazie a Massimiliano Ortenzi e al presidente Romiti, la Yuasa si è dimostrata società seria e disponibile”.
