
FERMO – Foto e parole per far emergere il degrado in cui, alcune zone del cimitero di Fermo, si trovano. “Infiltrazioni, copriferro staccati, ringhiere arrugginite, ferro disintegrato, acqua vicino ai fili elettrici, cordoli dei marciapiedi staccati con annesse fessure pericolose per le persone. Ma ancora, mura intrise d’acqua, scale inagibili, bagni pieni di muffa e in condizioni indecenti, pezzi di strade interne sprofondate. Cos’altro dobbiamo documentare prima che il Comune intervenga?” si domanda il consigliere comunale Leonardo Tosoni, facendosi portavoce di tutto il gruppo.
Con il 2 novembre alle porte, quello che chiedono i consiglieri è in primis garantire la sicurezza dei visitatori. “Vale o stesso per i cimiteri di Torre di Palme e Capodarco. Spetta cl Comune provvedere alle manutenzioni e di controllare la corretta esecuzione dei lavori di ampliamento” prosegue sottolineando lo stato del blocco I, quello terminato nel 22021. “Ci sono già infiltrazioni, umidità di risalita, distaccamenti di intonaco, e non va bene”.
Ad aiutare l’amministrazione Scarfini arriva, come in tanti comuni, il commissario Guido Castelli con ‘ordinanza che stanzia fondi per il cimitero, ma per la parte monumentale. “Per la civica serve la volontà politica”.
Dopo il sopralluogo, durato ore, i consiglieri hanno scritto la mozione. “Vorremo impegnare sindaco e giunta, ci attendiamo un rapido sopralluogo peer poi pianificare gli interventi necessari. Che – concludono devono essere pluriennali”. La chiosa in realtà è verso il ‘ma ci son altre priorità’. Su questo Tosoni non traballa: “Il valore di una civiltà si dimostra da sempre anche per come questa riesce a rispettare chi non c’è più. Le condizioni del cimitero di Fermo non ammettono scuse. Bisogna intervenire”.



