
FERMO – Indennità troppo alte. La Città che vogliamo, minoranza di centrosinistra in Consiglio, va all’attacco dell’amministrazione Alberto Scarfini: “Si va dai 5796 degli assessori ai 7245 del vicesindaco. Numeri importanti, soprattutto se messi a confronto con una città che continua ad avere un reddito medio tra i più bassi delle Marche” spiega la coalizione che ha supportato Angelica Malvatani alle elezioni.
Cifre lorde, sia chiaro. “Noi avevamo proposto di destinare il 30% a un fondo per progetti dedicati ai servizi sociali, alle fragilità e alle famiglie in difficoltà. Per noi era una scelta naturale: la politica come servizio e la politica come occupazione di spazi”.
Da sempre, rivendicano, non siamo interessati alle poltrone. A riprova citano le dimissioni di Trasatti da presidente del Consiglio comunale e l’uscita della Lanzidei dal gruppo. “Oggi, invece, ci troviamo davanti a un nono assessore rispetto al quale è difficile comprendere quali siano le deleghe strategiche per la città, mentre è molto più facile leggere il significato politico dell'operazione: un aggiustamento di poltrone tra partiti” prosegue il team guidato da Nicola Pascucci.
Che poi conclude con una stoccata politica: “Calcinaro e Scarfini oggi governano dentro un'area politica chiaramente collocata a destra, mentre quel progetto civico e trasversale che per anni aveva promesso di superare gli schemi tradizionali sembra ormai aver cambiato completamente natura. Oggi la trasformazione appare evidente: da progressisti a conservatori della poltrona il passo è stato sorprendentemente breve”.
