
FERMO – Cantieri da non fermare, legalità da affermare. La doppia sfida di Guido Castelli, commissario straordinario alla Ricostruzione. Per il senatore, dopo l’animato consiglio regionale in cui si è scontrato con Fabrizio Cesetti e tutta la minoranza, un pomeriggio romano per incontrare e il prefetto Stefano Gambacurta, della Struttura di prevenzione antimafia.
“Tre delle imprese coinvolte nell'inchiesta 'Ricostruzione' della Dda di Ancona, che ha portato alla luce un comitato d'affari e un sistema di subappalti illeciti nella ricostruzione post-terremoto, erano state già oggetto di specifiche misure antimafia”. È quanto è emerso dall'incontro.
"La legalità è una condizione imprescindibile della ricostruzione e non può essere oggetto di compromessi. Allo stesso tempo, abbiamo il dovere di agire con rigore e rapidità, distinguendo le eventuali responsabilità individuali dalla posizione delle tante imprese e dei lavoratori che operano correttamente" prosegue Castelli uscendo dall’incontro, un vero approfondimento sulle attività istruttorie avviate a seguito della recente inchiesta giudiziaria che ha interessato alcune imprese coinvolte nella ricostruzione post-sisma.
È fondamentale - ha aggiunto Castelli - che gli accertamenti facciano il loro corso senza determinare un blocco indiscriminato dei cantieri, che finirebbe per penalizzare innanzitutto i cittadini che attendono di tornare nelle proprie case".
Nessun rallentamento, al momento non ci sono blocchi alle attività della Crucianelli, che controlla oltre 400 cantieri. I sindacati hanno incontrato Luca Mira, l’amministratore unico dell’azienda dopo le dimissioni di Crucianelli per cercare di avere rassicurazioni. Quelle che Castelli dà ai cittadini: “Il confronto con il prefetto Gambacurta - ha concluso - conferma la piena attenzione delle istituzioni e la volontà comune di garantire legalità, trasparenza e continuità alla ricostruzione".
