
CORRIDONIA - Basito, amareggiato e incredulo. Tre parole utilizza il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, per descrivere quello chesta vivendo davanti all’inchiesta sulla ricostruzione post-sisma.
Con il senno di poi i segnali c’erano e non erano neanche passati inosservati. A dirlo, a poco più di 24 ore dagli arresti per la maxi inchiesta sulla ricostruzione che vede otto persone arrestate e 51 indagati, sono, ognuno per quanto di sua competenza il presidente della Regione Francesco Acquaroli e il commissario straordinario per la ricostruzione Guido Castelli. Nel corso della conferenza stampa per fare il punto sulla Ricostruzione, convocata già lunedì, ma mantenuta in essere per scelta delle istituzioni.
In particolare, Acquaroli parla del suo capo di Gabinetto fino a dicembre 2025 Fabio Pistarelli, ricostruisce i rapporti non idilliaci con lui negli ultimi periodi e conclude: “Ero stato raggiunto da voci e illazioni, non mi fate dire, non voglio essere accusato di diffamazione ma avevo avvertito gli organi di vigilanza della Regione e non avevano trovato riscontro”.
Poi incalzato precisa: “Avevo avvisato la dirigenza generale. Comunque i miei conoscono le regole di ingaggio, anche voci e illazioni bastano per non poter fare parte della squadra. Sia chiaro, io non ho scaricato nessuno”.
D’altra parte Castelli ha evidenziato come l’Anagrafe Tributaria abbia tenuto in più casi lontane le infiltrazioni mafiose: il sistema di prevenzione previsto dal decreto 189 del 2016 abbia già consentito, negli ultimi tre anni, di adottare “ben 102 interdittive antimafia nei confronti di altrettante imprese che avevano tentato di accedere alla ricostruzione, oltre a 13 misure di vigilanza collaborativa. "È un meccanismo che in sé ha prodotto esiti operativi efficaci”.
Anche il commissario parla di stranezze: “Anche se avevamo pagato gli anticipi, dei cantieri andavano a rilento e questo mi era sembrato strano, così come il fatto che nonostante gli stanziamenti, ogni tanto qualche operaio salisse sulle gru per chiedere di essere pagato. Ne avevo parlato anche con il prefetto di Macerata. Noi avevamo diffuso gli anticorpi, come i badge di cantiere, le limitazioni agli anticipi Sal0 e ne abbiamo intercettate diverse di infiltrazioni ma non è bastato”.
Non si fanno nomi, né di Pistarelli, né dell’azienda coinvolta, la Crucianelli rest Edile, il cui amministratore unico, Enrico Crucianelli, tra l’altro presidente di Ance Macerata, da cui si è autosospeso, è stato anche lui arrestato.
Con 400 cantieri in attivo, 300 dipendenti e un indotto notevole in tutta la Regione, la maxi inchiesta rischia di diventare un nuovo terremoto per le Marche. “Abbiamo chiesto la convocazione - spiega Castelli - di un incontro urgente con la Direzione Antimafia per capire come procedere. Dobbiamo garantire che la ricostruzione non si fermi e che tutti quei terremotati che attendono una casa da dieci anni, non subiscano ulteriori ritardi”.
Al tempo stesso va avanti la procedura prevista in questi casi: “Naturalmente non sarà più erogato un euro verso l’azienda”. Non è poi trascurabile l’emergenza economica. Oggi gli operai erano al lavoro nei cantieri interessati che non si sono fermati. Ma parliamo di un numero di persone e famiglie significativo che pone questa azienda al pari della Beko di Fabriano per dirne una.
Dal suo punto di vista Acquaroli si dice provato e amareggiato e afferma fin d’ora che “la Regione è pronta a costituirsi parte civile”. Sulla scelta del suo ex capo di gabinetto chiama in causa un noto imprenditore che gli ha scritto ieri sera: “Quando scegliamo i nostri collaboratori pensiamo che abbiano la nostra stessa voglia, motivazione e missione”.
Il presidente dice che anche per lui è stato così: “Questa indagine riguarda una persona in tutta la Regione Marche. Nessun altro è coinvolto. Se una persona ha sbagliato è giusto che paghi ma e non è giusto che si vada a cumulare il sacrificio, lo sforzo di presidente, Giunta e consiglieri ma anche di tutti i collaboratori che hanno lavorato per sostenere chi il sisma lo aveva subito ma anche per ricostruire l’economia, alla ricostruzione e alle infrastrutture con gli errori eventuali di qualcuno”.
ale.p.
