
ASCOLI PICENO - Nelle Marche tornano a crescere gli infortuni sul lavoro e aumentano in modo ancora più marcato le malattie professionali. È quanto emerge dall'elaborazione dei dati Inail relativi al primo quadrimestre del 2026. Le denunce di infortunio presentate all'Inail sono state 5.552, con un incremento del 2,76% rispetto allo stesso periodo del 2025, pari a 149 casi in più.
A salire sono sia gli eventi avvenuti durante l'attività lavorativa, passati da 4.636 a 4.771 (+2,91%), sia quelli in itinere, che raggiungono quota 781 (+1,83%). Particolarmente significativo l'aumento degli infortuni con mezzo di trasporto in occasione di lavoro, cresciuti del 20,41%.
L'incremento interessa soprattutto la gestione Industria e Servizi (+3,55%) e l'Agricoltura (+5,83%), mentre il Conto Stato registra una lieve flessione. Tra i comparti più colpiti spicca la Sanità e assistenza sociale, che fa segnare un aumento del 78,8%, seguita dal Manifatturiero (+6,05%). Gli uomini restano i più coinvolti con 3.575 denunce (+3,8%), mentre la fascia d'età più colpita è quella tra i 50 e i 54 anni, con 691 casi. Sul fronte degli infortuni mortali, il numero delle vittime rimane stabile a sei, ma cambia la composizione del fenomeno.
Tutti i decessi riguardano uomini e, per la prima volta, tre vittime sono lavoratori extracomunitari. Le province di Ancona e Pesaro-Urbino concentrano l'intero dato regionale con tre casi ciascuna. Ancora più marcata la crescita delle malattie professionali. Le denunce passano da 2.595 a 3.078, con un incremento del 18,61%. L'aumento interessa tutte le province marchigiane e riguarda soprattutto le patologie osteomuscolari, che rappresentano oltre due terzi dei casi denunciati. In forte crescita anche le malattie del sistema nervoso e quelle dell'orecchio.
"L'aumento degli infortuni e il forte incremento delle malattie professionali mostrano che la ripresa produttiva non è ancora accompagnata da un adeguato livello di prevenzione", commenta Guido Bianchini past president Cocopro Inail Ascoli Piceno secondo il quale "preoccupa la fascia 50-54 anni e la crescita dei casi nella Sanità e nella Manifattura. Serve più formazione mirata, addestramento e vigilanza nei cantieri e nelle fabbriche".
