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Il Murri assume, ma non basta. Livini: "Il tempo è il nostro unico alleato. Fermiamoci tutti o non reggiamo"

10 Marzo 2020

Il direttore dell'Asur: "Noi dobbiamo arginare il Coronavirus diluendolo. Non possiamo infettarci tutti, altrimenti non lo governiamo"

di Raffaele Vitali

FERMO - “L’ordinanza lascia della libertà di movimento, ma il sistema sanitario ha un’altra idea: bisogna stare fermi. Tuteliamo il benessere, tuteliamo chi sta bene. Non si può circoscrivere solo chi sta male, bisogna prevenire e tutelare chi sta bene. E attenzione, il virus prende tutti” tuona Licio Livini, direttore dell’Asur 4, che sul tavolo si trova un sesto positivo fermano che arriva da Montegranaro.

“Siamo preoccupati, inutile negarlo. Il quadro è pesante, la fronteggiamo al meglio, ma non si riesce a controllarla. Perché i numeri crescono e con le forze che abbiamo non possiamo superare tutto. Servono ospedali interi dedicati alla gestione del fenomeno. Secondo me sarebbe da individuare una struttura comoda, sulla costa, vicino alla viabilità importante. E che sia pronto, con rianimazione, posti letto, reparti strutturati solo da ampliare. Noi oggi curiamo con le attrezzature, senza ventilatori ci facciamo poco visti i problemi respiratori” prosegue snocciolando informazioni.

Al Murri, dove crescono i posti letto, servono 15 infermieri, due infettivologi, undici Oss e uno pneumologo: questa la richiesta all’Asur 4. “Per lo pneumologo ho due domande, domani faremo la selezione. Gli infettivologi sono mosche rare, per cui stiamo cercando anche tra i pensionati, sono pronto a fare il contratto. Ascoli Piceno ha un elenco di infermieri importante, da lì andremo a pescare, oggi arriveranno le risposte di chi è stato contattato”. Appaltato invece all’esterno, “abbiamo chiamato una cooperativa”, il servizio per il percorso speciale per chi arriva al Pronto Soccorso.

“Il sistema di lavoro ci impone due piani: l’organizzazione delle risorse disponibili e dei servizi; fronteggiare le emergenze. Siamo di fronte a uno scenario eccezionale dovuto a una epidemia in corso da qui decisioni importanti che non lasciano spazio a condivisioni e trattative, oggi non c’è tempo” ribadisce Livini.

L’Asur prova a fare chiarezza: l’ammalato e la sicurezza degli operatori restano i pilastri anche al tempo del Coronavirus. “Oggi abbiamo 20 malati in malattie infettive, è stato occupato anche l’ultimo letto. Poi abbiamo sei pazienti in rianimazione, anche qui siamo al completo”. Ora l’obiettivo è creare altri due letti di rianimazione entro lunedì. “Fuori dall’ospedale abbiamo in sorveglianza 91 persone, di cui una positiva. E circa 200 persone dell’area del pesarese a cui diamo supporto per la sorveglianza a distanza”.

Il tasso di mortalità del Coronavirus cresce, dal 2 è arrivato quasi al 5%. Il Paese si è fatto trovare impreparato, tra l’altro nella regione modello per la sanità, ovvero la Lombardia. “Nessuno pensava che ci fosse questa violenza dentro il Coronavirus, che ora si sta allargando in tutta Europa. Noi dobbiamo arginarlo diluendolo. Non possiamo infettarci tutti, altrimenti non lo governiamo. Per questo il blocco necessario ai contatti umani, perché il virus possiamo anche contrarlo tutti ma non in un momento solo. Il tempo fa la differenza e in questo caso possiamo condizionarlo”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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