
PESARO – Nicola Egidio, direttore sportivo della Vl Pesaro, partiamo dalle certezze. Tambone resta?
“Mi ha espresso la volontà di restare e poter competere”.
Contratto blindato?
“Quando è tornato, ha firmato un 2+1. Il che significava biennale con uscita per il terzo anno. Dirò di più, il mio obiettivo è trasformare l’1+1 che resta in un biennale”.
A fine stagione Miniotas ha mostrato dei limiti, ma resta una priorità?
“È arrivato scarico psicologicamente. Non ha mai davvero recuperato dall’infortunio e no perché è stato accelerato. Se posso, sia chiaro, lo confermo. Lui ha una uscita da esercitare entro il 30 giugno, al momento non ha espresso volontà di non proseguire con noi”.
Chiaramente servirebbe mettergli a fianco più peso, non crede?
“La componente fisico atletica è sempre più importante, lo sappiamo. Ancora di più inA2, dove avere giocatori atleti fa la differenza. Mi piacerebbe ricreare la verbalità di questa stagione, ritrovando altri Bertini. Paradossalmente, nel basket di oggi meno ruolo hai e meglio funzioni”.
Una sfida.
“Voglio ricreare un giusto mix tra gioventù ed esperienza, questo vale anche per il nuovo allenatore”.
Coach, quel è l’identikit?
“Se per i giocatori abbiamo tempo, peer l’allenatore vogliamo chiudere presto. Ho delle idee, qualcuna perfino esotica”.
Un turco?
“E’ un mercato che mi piace, ma intendo che non per forza deve arrivare da qui vicino”.
Qualche dettaglio?
“Sto valutando anche dei profili giovani, uno che mi piaceva però non lascerà la squadra che allena. Voglio un coach motivato e con fuoco dentro, uno che deve cogliere l’opportunità di Pesaro. Una opportunità perché è una vetrina o magari perché vuole un pieno rilancio dopo una brillante carriera con qualche stop”.
Sembra che parli di uno tra Vali e Bechi.
“Sono nomi interessanti, che conosco bene, sia io sia Dalla Salda. Ma è presto per fare nomi”.
IN qusto, che fine faranno Trucchetti e Virginio?
“Le sirene americane sono innegabili. Credo che uno dei due alla fine potrebbe rimanere”.
Egidio, ultima domanda. cosa dire a Leka?
“Il coach, con lo staff, è riuscito nel difficile ideale di coniugare il bel gioco con i risultati. Hanno saputo creare un vero gruppo in cui le caratteristiche dell’uno hanno completato l’altro e viceversa. Ma ora è giusto cambiare”.
r.vit.
