
di Raffaele Vitali
FERMO - La campagna vaccinale antinfluenzale punta a incrementare le coperture, soprattutto tra gli over 60 e i bambini dai sei mesi ai sei anni. A fare il punto è Giuseppe Ciarrocchi, primario del Dipartimento Igiene e sanità dell’ospedale Murri di Fermo, che richiama l’attenzione sull’importanza della vaccinazione anche per le persone fragili e sul ruolo di medici di famiglia, specialisti e farmacie.
Quali sono gli obiettivi della campagna vaccinale di quest’anno?
“L’obiettivo è immunizzare il maggior numero possibile di persone appartenenti alle categorie individuate, a partire dagli anziani e dai bambini più piccoli. Attualmente la copertura tra gli over 60 è intorno al 60%, mentre per i bambini tra sei mesi e sei anni siamo su percentuali molto più basse, attorno al 15-20%. In questa fascia vacciniamo circa 1.200 bambini: c’è quindi un ampio margine di miglioramento”.
Perché gli anziani sono ancora poco propensi a vaccinarsi?
“Il problema è soprattutto la percezione del rischio. L’influenza viene spesso considerata una malattia banale, che provoca qualche giorno di febbre e malessere e poi passa. Per una persona anziana, invece, può avere conseguenze molto serie, fino a determinare un aggravamento delle patologie croniche o complicanze anche gravi. Gli anziani dovrebbero essere tra i primi a ricorrere alla vaccinazione”.
A quale copertura vorreste arrivare?
“Il nostro obiettivo è raggiungere almeno il 75% tra gli over 60, recuperando quindi una quota significativa rispetto ai livelli attuali. Per riuscirci è fondamentale informare correttamente i cittadini. In questo hanno un ruolo decisivo i medici, che devono spiegare i rischi dell’influenza e i benefici della vaccinazione”.
Il vaccino va ripetuto ogni anno. È questo uno degli ostacoli?
“La vaccinazione antinfluenzale deve essere ripetuta ogni anno perché il virus cambia e il vaccino viene aggiornato per rispondere ai ceppi attesi nella nuova stagione. Non basta, quindi, essersi vaccinati l’anno precedente”.
Oltre agli anziani, quali categorie devono proteggersi?
“Le persone fragili devono vaccinarsi indipendentemente dall’età. Penso, per esempio, ai pazienti diabetici, cardiopatici e a chi soffre di altre patologie croniche. È importante che siano gli specialisti ospedalieri e ambulatoriali a raccomandare la vaccinazione ai propri pazienti, affiancando il lavoro dei medici di medicina generale”.
Quest’anno è cambiata anche l’organizzazione della somministrazione?
“Abbiamo introdotto una modalità diversa di distribuzione dei vaccini: non vengono più consegnati direttamente al singolo medico, ma alle Case della comunità, diventando una risorsa a disposizione dei servizi territoriali. Questo può favorire una programmazione più efficace e anche il richiamo dei pazienti attraverso messaggi sul cellulare, in collaborazione tra Ast e medici di medicina generale”.
C’è chi ritiene che sia ancora presto per vaccinarsi.
“Il periodo non è più una variabile determinante come in passato. Oggi disponiamo anche di vaccini potenziati, ad alto dosaggio o con adiuvanti, pensati in particolare per gli anziani e in grado di garantire una risposta immunitaria più duratura. La protezione può mantenersi per diversi mesi, coprendo il periodo di maggiore circolazione del virus”.
Qual è il ruolo delle farmacie?
“È una collaborazione importante. Le farmacie possono somministrare il vaccino alle categorie previste, tra cui anziani e persone fragili, e contribuiscono anche all’approvvigionamento. Nelle Marche abbiamo sottoscritto un accordo per consentire ai medici di reperire attraverso le farmacie i vaccini necessari. L’intesa riguarda, oltre all’antinfluenzale, anche altre vaccinazioni, come quelle contro lo pneumococco e l’herpes zoster”.
E il Covid? È ancora necessario vaccinarsi?
“Il virus continua a circolare, anche se oggi se ne parla meno. La circolazione e la trasmissione tendono ad aumentare nei mesi freddi. Per le persone fragili la vaccinazione resta una misura di protezione da valutare in base alle indicazioni sanitarie, anche se la malattia, rispetto alle fasi iniziali della pandemia, ha cambiato caratteristiche e oggi si manifesta più spesso con forme meno gravi”.
I familiari delle persone fragili possono vaccinarsi gratuitamente?
“Solo in determinate situazioni, in particolare quando il familiare fragile non può essere vaccinato e occorre proteggerlo indirettamente. Per le altre persone, al di fuori delle categorie previste, la vaccinazione è a pagamento e può essere richiesta attraverso le farmacie”.
Quante dosi sono disponibili per la campagna?
“Abbiamo a disposizione circa 32mila dosi, con la possibilità di incrementare la fornitura del 20%. Dobbiamo però prestare attenzione anche agli sprechi. Nel territorio fermano siamo sotto il 10%: le dosi non utilizzate non possono essere conservate per la stagione successiva e rischiano quindi di andare perse”.
La campagna resterà limitata alle categorie individuate?
“L’obiettivo è raggiungere coperture elevate proprio tra le categorie più importanti per la prevenzione. Vaccinare i bambini, in particolare, significa ridurre la circolazione del virus: sono loro che spesso contraggono l’infezione e la portano a casa, trasmettendola agli adulti e ai familiari più vulnerabili. Se riuscissimo a raggiungere coperture molto alte nella fascia pediatrica, potremmo ottenere una riduzione significativa delle infezioni”.
Per i bambini c’è anche una novità nella somministrazione?
“Sì, è disponibile anche un vaccino in spray nasale, una modalità più semplice e generalmente meglio tollerata dai bambini. Può contribuire a rendere la vaccinazione meno impegnativa e ad aumentare l’adesione delle famiglie”.
