
FERMO – Eletto consigliere, ma a rischio esclusione dal consiglio per incompatibilità. Saturnino Di Russcio, forte delle sue mille preferenze, giovedì dovrebbe sedersi tra i banchi della minoranza in consiglio a Fermo. dovrebbe, perché studiando le carte personali di ogni singolo eletto, in Comune è emerso che l’ex sindaco ha una causa pendente.
“Per lealtà e trasparenza, ritengo doveroso rendere pubblica la questione” esordisce Di Ruscio. La data chiave è il 2022, Di Ruscio da poco in pensione, avvia, insieme con le sorelle e la madre, un contenzioso civile contro il comune di Fermo per occupazione illegittima di porzioni di terreno di loro proprietà”.
Di Ruscio era consapevole che in caso di elezione il caso sarebbe esploso. Per questo, racconta, ha fatto una serie di passi ‘legali’ verso il Comune, tra l’altro dopo aver vinto il 28 maggio in primo grado, “con il Tribunale di Fermo che ha condannato il Comune di Fermo a risarcire il danno”.
Nel dettaglio, “dopo essermi consultato con i miei legali, ho rinunciato agli atti e ho chiesto al Comune l'estromissione dalla lite". Per Di Ruscio, quindi, la questione era chiusa. Almeno per ora. Non è così per il Comune di Fermo che, spiega Di Ruscio, attraverso il segretario generale Dino Vesprini ha respinto la richiesta: “La soluzione da me proposta – secondo il Comune - non è sufficiente a rimuovere l'incompatibilità con il ruolo di consigliere comunale, per questo parte la procedura di decadenza”.
Il motivo di fondo è che D Ruscio rinuncia agli atti, non al giudizio. Il che significa che tra 5 anni potrebbe proseguire la richiesta del rimborso, con un aggravio di interessi. E questa sarebbe la ragione dietro il rigetto della richiesta. Ma è materia complessa e quindi in fase di analisi approfondita da parte dei legali delle due parti.
“Appare indubbio che per rimuovere efficacemente la causa di incompatibilità prevista dall'art. 63 primo comma punto 4 sarebbe necessaria la rinuncia all'azione ossia una rinuncia al diritto al risarcimento del danno così come accertato dalla sentenza n. 260/2026 del tribunale di Fermo” è quanto ha scritto il segretario generale all’ex candidato sindaco. Parole che vogliono tutelare le casse comunali dal dover pagare cinque anni di interessi sulla somma al momento dovuta.
Di Ruscio si trova così di fronte a un bivio: essere eletto consigliere o rinunciare a un proprio diritto, vista la sentenza di primo grado. Contro cui, però, il comune ha presentato appello. Per Di Ruscio il bivio sa di “do ut des: io Comune ti permetto di svolgere il tuo mandato di consigliere così come 1000 cittadini hanno liberamente chiesto, a patto che tu, Saturnino Di Ruscio, rinunci per sempre a vedere riconosciuto un tuo diritto costituzionale, peraltro, già sancito dalla sentenza di primo grado”.
Quale linea vincerà? Di Ruscio si affida alla giurisprudenza, al fatto che “la rinuncia agli atti del giudizio è idonea a far venire meno la condizione di incompatibilità. Sotto tali profili, la circostanza che la causa prosegua tra il Comune e i familiari del consigliere comunale è priva di rilevanza giuridica in relazione agli effetti sostanziali della rinuncia”. Dato questo, non vorrei che – conclude Di Ruscio - mi si voglia estromettere. Si tratta di una battaglia di giustizia e verità, a cui, sicuramente, non rinuncerò”.
