
FERMO – Il 2 giugno non è semplicemente il giorno che celebra la nascita della Repubblica Italiana: è anche il momento in cui dal territorio emergono modelli da seguire, cittadini che, per motivi diversi ma accomunati dal valore del loro impegno, sono arrivati all’attenzione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Sono i nuovi Cavalieri dell’Ordine al Merito della Repubblica. "E' la massima onorificenza della Repubblica ed è simbolo dei valori fondanti del nostro Paese: dedizione, responsabilità, spirito di servizio e impegno per il bene comune" ha introdotto la capo di gabinetto, Ilaria Tanoni che ha condotto la cerimonia insieme con i viceprefetti Annunziata e Di Rollo.
Quest’anno il Fermano ne ha celebrati 12, un numero significativo, frutto di un’approfondita selezione. Arrivano da ogni angolo del territorio, come hanno confermato i sindaci che hanno consegnato le onorificenze insieme con il prefetto Edoardo D’Alascio. Un prefetto che, come spesso accade, non si è limitato a fare gli onori di casa, ma ha pronunciato parole destinate a lasciare il segno, anche per il grazie alla vicaria Alessandra De Notaristefani di Vastogirardi, prossima alla pensione..
«Vorrei dire ai ragazzi di diventare prefetti: è un lavoro che non pesa, perché permette di mettersi al servizio della collettività». È il primo messaggio lanciato da D’Alascio, dopo aver letto il discorso del Presidente Mattarella, rivolgendosi a chi sarà chiamato a guidare il territorio nel futuro.












Due, secondo il prefetto, i principi fondamentali che non possono mai essere dimenticati, partendo dal riconoscimento della dignità della persona. «Il primo è la solidarietà. Chi oggi viene insignito di questa onorificenza è qui perché gli viene riconosciuta un’attività svolta non per sé stesso, ma per la collettività».
Il secondo principio amplia ulteriormente l’orizzonte: «È la sussidiarietà. Un principio che non è entrato subito nella Costituzione, ma che si è sviluppato a livello europeo, all’interno di quell’Europa che unisce davvero e che, come ci ha ricordato l’ex premier Draghi, deve diventare più forte. La sussidiarietà, sia verticale sia orizzontale, è fondamentale. Dobbiamo appoggiarci al volontariato per superare le difficoltà, ricordando sempre che ogni persona ha pari dignità. Su questi due principi celebro ancora di più la Festa della nostra Repubblica».
È poi arrivato il momento delle onorificenze. Un lungo elenco di persone meritevoli, ciascuna con una storia e una motivazione particolare. Ma è stata proprio l’ultima a essere chiamata, Marina Lupacchini, a incarnare forse nel modo più evidente il senso di questo anniversario, che celebra anche la conquista del voto alle donne e il riconoscimento di un ruolo che ogni giorno deve essere riaffermato.
Oggi alla guida dell’Archivio Notarile di Ascoli Piceno, Lupacchini ha affrontato un percorso professionale complesso, soprattutto durante il periodo della pandemia. «Durante l’emergenza Covid-19 è riuscita a portare a termine un complesso trasloco e a potenziare il sistema di conservazione. Non solo: dopo appena due mesi dalla terza gravidanza, rientrata in servizio, ha accettato l’incarico di reggente dell’Archivio di Pesaro e, da gennaio 2021, anche di quello di Macerata. Ha dimostrato un profondo senso del dovere e una piena consapevolezza della funzione istituzionale, gestendo contemporaneamente tre archivi notarili», si legge nelle motivazioni.
Una vita fatta di impegno, sacrificio e soddisfazioni, sottolineata anche dal prefetto D’Alascio, che ne ha evidenziato la capacità di garantire il miglior servizio possibile all’amministrazione in una fase particolarmente difficile, senza mai mettere in secondo piano il proprio ruolo di madre.
Insieme alla dottoressa Lupacchini sono diventati Cavalieri della Repubblica la vicequestore della Polizia di Stato Maria Raffaella Abbate, «distintasi per l’attività di contrasto alla violenza di genere»; la prima dirigente della Polizia di Stato Maria Rosaria Traino, oggi direttrice del Caps di Cesena; il tenente di vascello Angelo Picone, accompagnato dalla moglie e da una figlia emozionatissima, insignito «per le elevate competenze tecnico-giuridiche e le spiccate qualità di leadership»; il maresciallo dei Carabinieri Stefano Cruciani, «per l’impegno profuso durante il Covid, anche come operatore Unitalsi».
L’imprenditore e ideatore del Sant’Elpidio Jazz Festival Alessandro Andolfi, che si è commosso durante la cerimonia dedicando l’onorificenza ai genitori; l’imprenditore Giuseppe Gallucci, «per la capacità di coniugare tradizione e innovazione nel settore calzaturiero»; Sante Gasparroni, per il modo in cui ha svolto il proprio ruolo di agente delle imposte di consumo; il medico Francesco Bernetti Evangelista, «pioniere nella diagnostica vascolare e autore di oltre seimila interventi»; Giuliano Persechini, per le sue collezioni sartoriali e per il ruolo svolto nella Federmezzadri; e Bruno Rastelli che, da imprenditore, ha dato vita al Museo degli Antichi Mestieri di Massa Fermana, «un luogo espositivo che rappresenta una testimonianza viva del passato».
Ai Cavalieri si è aggiunto anche un nuovo Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica: l’ispettore capo della Polizia Franco Giuliani.
A tutti loro è andato il lungo applauso che ha concluso una intensa mattinata iniziata con la messa in Duomo, proseguita con la deposizione della corona al Monumento ai Caduti di Fermo e culminata, in serata, a Moresco con la consegna della Costituzione alle giovani generazioni.
Nel mezzo, anche un momento particolarmente suggestivo grazie alla chitarra di Andrea Chiarini, partito da Marina di Altidona e diventato, con il suo talento, una piccola stella negli Stati Uniti, reduce dalla partecipazione al programma Rai Dalla strada al palco.
Raffaele Vitali





