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"I cristiani non si dividono sull'antifascismo". Il vescovo di Ascoli chiude le polemiche: è un insegnamento coerente con la nostra fede

27 Luglio 2026

ASCOLI PICENO - Non una presa di posizione politica, ma un richiamo alla storia, alla Costituzione e al Vangelo. Con un lungo intervento diffuso in occasione della Pastasciutta Antifascista di Ascoli Piceno, il vescovo Gianpiero Palmieri è tornato sulla vicenda che nei giorni scorsi aveva alimentato un acceso dibattito pubblico, dopo il diniego iniziale all'utilizzo di uno spazio parrocchiale per ospitare l'iniziativa e le successive polemiche.

Palmieri, impossibilitato a partecipare personalmente all'evento perché impegnato nelle celebrazioni della Madonna della Marina a San Benedetto del Tronto e di Sant'Anna a Centobuchi, ha affidato il suo pensiero a un messaggio nel quale chiarisce le ragioni della scelta. “Il primo "no" – spiega - era legato alla consuetudine che vede le parrocchie non ospitare iniziative promosse da partiti, movimenti o collettivi politici”.

Per evitare però che quel rifiuto fosse interpretato come una presa di distanza dal tema dell'antifascismo, il vescovo ha autorizzato, in via eccezionale e grazie alla disponibilità di don Daniele, lo svolgimento della cena nella parrocchia di San Marcello. Il cuore del suo intervento è però un'affermazione che suona come un monito: “I cristiani non si dividono sull'antifascismo”.

Per Palmieri la Chiesa non deve identificarsi con alcuna forza politica, ma esistono valori comuni, sanciti dalla Costituzione italiana e profondamente radicati nel Vangelo, sui quali è possibile e doveroso convergere. Tra questi indica proprio l'antifascismo, ricordando come il regime abbia negato libertà fondamentali e perseguitato anche il mondo cattolico.

Il vescovo ripercorre quindi alcune delle pagine più drammatiche della storia italiana: le leggi "fascistissime", la soppressione dello scoutismo, le limitazioni all'Azione Cattolica, le leggi razziali del 1938 e l'ingresso dell'Italia nella Seconda guerra mondiale. Ricorda inoltre le persecuzioni subite da sacerdoti del territorio ascolano, il sacrificio di don Delfino Angelici e il ruolo svolto dal vescovo Squintani nel salvare vite umane e difendere la città durante il conflitto.

Ampio spazio ha dedicato a figure come Giorgio La Pira, Tina Anselmi, Aldo Moro e papa Pio XI, richiamate per sottolineare come il rifiuto dell'ideologia fascista appartenga alla tradizione del cattolicesimo democratico. “Non possiamo non dichiararci antifascisti - scrive Palmieri -. Eventuali rigurgiti di quell'ideologia derivano da una scarsa conoscenza della storia e rappresentano un tradimento dell'identità del Paese”.

Il monsignore interviene anche nel dibattito nato sui social, dove alcuni avevano accusato la Chiesa di una vicinanza alla sinistra su temi come immigrazione e accoglienza. Palmieri respinge questa lettura, precisando che possono esistere convergenze su singole questioni senza alcuna identificazione politica. “L'obiettivo della Chiesa – ribadisce -  resta quello di promuovere la dignità della persona, il bene comune, la solidarietà e il dialogo”.

Il messaggio si conclude con un richiamo al dovere dei pastori di ribadire questi principi senza fare propaganda per alcun partito. “L'antifascismo – conclude il vescovo - non è un'ideologia di parte, ma uno dei fondamenti della democrazia italiana e un insegnamento coerente con la fede cristiana”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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