
FERMO - Le vicende giudiziarie, i controlli sui cantieri e gli strumenti di prevenzione. Il commissario straordinario non si nasconde: "Non possiamo mettere in discussione il lavoro delle tante imprese e dei professionisti corretti. Rafforziamo il sistema senza fermare la ricostruzione".
Castelli, quali sono le priorità emerse dall'incontro con la Rete delle Professioni Tecniche, gli Ordini e Collegi professionali e Ance Marche?
“L'obiettivo è rafforzare ulteriormente i presidi di legalità e trasparenza, valorizzando gli strumenti di monitoraggio già disponibili e garantendo la continuità del processo di ricostruzione. Le recenti vicende giudiziarie che hanno interessato il settore impongono un approfondimento serio e rigoroso. Abbiamo voluto fare il punto sullo stato delle conoscenze, sulle possibili ricadute e sulle ulteriori misure di prevenzione e verifica che possiamo mettere in campo, nel pieno rispetto dell'attività della magistratura e delle competenze degli organismi preposti ai controlli”.
C'è il rischio che l'inchiesta finisca per rallentare la ricostruzione?
“Le criticità emerse richiedono la massima attenzione, ma non devono compromettere il lavoro svolto in questi anni. La ricostruzione ha conosciuto una significativa accelerazione grazie alla collaborazione tra istituzioni, professionisti e imprese. Non possiamo permettere che le vicende giudiziarie mettano in discussione l'impegno e la correttezza delle tante realtà che ogni giorno lavorano per restituire un futuro ai territori colpiti dal sisma. Il nostro compito è continuare a ricostruire, rafforzando gli strumenti di prevenzione e controllo”.
Legalità e velocità della ricostruzione possono convivere?
“Devono procedere insieme. La ricostruzione è il risultato di un grande lavoro di squadra e proprio attraverso questo metodo intendiamo continuare a operare. Servono attenzione, rigore e strumenti efficaci, ma anche la consapevolezza che non possiamo disperdere quanto costruito finora. Legalità e solerzia della ricostruzione non sono obiettivi alternativi: sono due condizioni indispensabili per il futuro dei territori”.
Quali strumenti possono essere introdotti per rendere più efficaci i controlli sui cantieri?
“Uno dei temi affrontati riguarda la possibilità di mettere a disposizione delle imprese strumenti conoscitivi più efficaci per verificare l'affidabilità dei soggetti coinvolti nelle attività di cantiere. Possiamo farlo attraverso una maggiore integrazione delle informazioni già disponibili presso i diversi organismi competenti. È importante valorizzare il patrimonio informativo delle Casse Edili e delle Edilcasse, insieme ai dati delle professioni tecniche, delle associazioni imprenditoriali e della Struttura commissariale. L'obiettivo è sviluppare strumenti innovativi di monitoraggio, capaci di individuare tempestivamente eventuali anomalie nell'andamento dei cantieri”.
Quale ruolo potranno avere le Casse Edili e gli strumenti di verifica della regolarità del lavoro?
“Abbiamo previsto un incontro specifico con le Casse Edili, le Edilcasse delle Marche e la Commissione nazionale paritetica per le Casse Edili (Cnce). Vogliamo approfondire le potenzialità degli strumenti di verifica della congruità della manodopera, del badge di cantiere e dei sistemi informativi a supporto della regolarità del lavoro. Sono strumenti che possono offrire un contributo importante alla trasparenza e alla capacità di prevenire situazioni irregolari”.
Il confronto coinvolgerà anche le istituzioni e le organizzazioni sindacali?
“Lunedì, alle 15, saremo alla Prefettura di Macerata per il Tavolo permanente già convocato dal prefetto, anche a seguito dell'incontro del 2 novembre con CGIL, CISL e UIL. Intendiamo inoltre promuovere un ulteriore confronto con le organizzazioni sindacali di categoria a livello regionale, per estendere l'approfondimento all'intero cratere marchigiano, che interessa circa un terzo del territorio regionale”.
