
PORTO SAN GIORGIO – Una vita dedicata alla calzatura, all'artigianato italiano e alla crescita di un marchio diventato simbolo di eccellenza nel mondo. Giuseppe Gallucci, fondatore e presidente dell'azienda che porta il suo nome, ha ricevuto l'onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, conferita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Un riconoscimento che premia un percorso imprenditoriale costruito nel segno della qualità, dell'innovazione e del legame con il territorio marchigiano” sono le motivazioni.
Cavaliere Gallucci, cosa rappresenta per lei questa onorificenza?

“Ricevere il titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana è un onore che non avrei mai immaginato quando ho iniziato questa avventura imprenditoriale. Lo considero il riconoscimento di una vita di lavoro, sacrifici e passione per il nostro mestiere”.
A chi dedica questo traguardo?
“Prima di tutto alla mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto. Lo condivido con mio figlio Gianni, che oggi porta avanti con entusiasmo il percorso aziendale, e con tutti i collaboratori che hanno contribuito alla crescita di Gallucci. Nessun risultato si raggiunge da soli”.
Qual è stato il segreto del successo della sua azienda?
“Abbiamo sempre creduto nella qualità artigianale italiana e nella capacità di innovare senza perdere il contatto con le nostre radici. La tradizione è stata la nostra base, ma non ci siamo mai fermati. Abbiamo investito in ricerca, nuove tecnologie e sviluppo dei mercati esteri, mantenendo però intatta l'attenzione per il prodotto e per i dettagli”.
Gallucci è oggi presente in mercati molto competitivi come Stati Uniti e Giappone. Quanto è stato importante l'approccio internazionale?
“Fondamentale. Fin dall'inizio abbiamo capito che il Made in Italy aveva un enorme potenziale all'estero. Entrare e consolidarsi in mercati esigenti come quello americano e giapponese è stato impegnativo, ma ci ha permesso di crescere e di portare nel mondo la cultura manifatturiera italiana”.
Il marchio Gallucci è riconosciuto anche per il suo caratteristico colore arancione.
“L'arancione è diventato nel tempo un simbolo della nostra identità. Rappresenta energia, creatività e personalità. È un elemento distintivo che racconta il nostro modo di interpretare la moda e la calzatura”.
Nel corso degli anni avete collaborato con realtà importanti, dallo sport agli eventi internazionali. Perché?
“Sono occasioni che permettono di mettere in mostra la capacità creativa e produttiva dell'azienda. Penso ai progetti legati alla Nba All-Star Game o al centenario del Cagliari Calcio: iniziative che hanno dato visibilità al nostro lavoro e dimostrato come l'artigianalità italiana possa dialogare con mondi diversi”.
Lei ha avuto anche un ruolo attivo nelle associazioni di categoria. Quanto è importante oggi difendere il comparto calzaturiero italiano?
“Il settore rappresenta una parte importante dell'economia nazionale e dell'identità produttiva dei nostri territori. Ho sempre cercato di contribuire alla valorizzazione della manifattura italiana e alla tutela delle competenze artigianali, che sono un patrimonio da preservare e trasmettere alle nuove generazioni”.
Quale messaggio vuole lasciare ai giovani?
“Di credere nel lavoro, nella formazione e nella passione. Le sfide non mancano, ma l'Italia ha competenze straordinarie. Bisogna avere il coraggio di innovare senza dimenticare le proprie radici. È proprio dall'incontro tra tradizione e futuro che possono nascere le migliori opportunità”.
r.vit.
