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Giro d'Italia nel segno di Nimbl. "Leggere, tecnologiche e fatte a mano: le scarpe fermane ai piedi dei grandi ciclisti"

14 Maggio 2026

di Raffaele Vitali

PORTO SANT’ELPIDIO – Sabato il Giro d’Italia vivrà una delle sue più belle tappe con l’arrivo a Fermo. Sotto il Girfalco, brilleranno i campioni, ma anche le loro scarpe marcate Nimbl.

Due anni fa lo spostamento nella nuova sede nella zona industriale nord di Porto Sant’Elpidio: nuovi spazi per produzione e uffici, una sala meeting e soprattutto la consapevolezza di essere passati da piccola realtà artigianale nata in garage a marchio internazionale del ciclismo professionistico. È il nuovo capitolo di Nimbl, azienda di Porto Sant’Elpidio specializzata nelle scarpe da ciclismo per alte, e comode, prestazioni.

A raccontare la crescita sono Luigino e Sara Verducci, padre e figlia (nella foto), anime del progetto insieme con il socio Francesco Sergio.

PRIMA IL GARAGE, POI LO STABILIMENTO

“Tutto è partito nel 2014 da un garage di appena 80 metri quadrati. Avevamo una produzione di 10-15 paia al giorno. Venivamo dal mondo del pattinaggio e abbiamo preso spunto proprio da quel mondo per realizzare il primo modello da ciclismo” racconta Luigino Verducci.

Inizia la crescita, con la nuova sede in via dell’Artigianato. “Lì è nata davvero Nimbl. Poi siamo passati in via del Lavoro e successivamente abbiamo raddoppiato gli spazi. Ma non erano vicini. Da qui l’esigenza di trovare uno stabilimento nuovo”.

Oggi la produzione raggiunge circa 80 paia al giorno. Numeri importanti per un’azienda che continua però a mantenere una forte impronta artigianale. “La nostra è una scarpa fatta a mano. La realizziamo con più persone e ogni dettaglio viene controllato. Abbiamo migliorato i processi mantenendo però l’anima artigianale”.

Anche il personale è cresciuto nel tempo. “All’inizio eravamo in tre, poi è arrivata un’orlatrice. Nella seconda sede eravamo sei, oggi siamo 19 persone. Abbiamo trovato figure di esperienza, perché questo lavoro non si impara in poco tempo e purtroppo mancano giovani già formati e anche quelli che sono pronti a calarsi nella realtà”.

DAL PATTINAGGIO AL CICLISMO

L’idea della scarpa nasce dal pattinaggio, ma trova nel ciclismo il terreno ideale per esplodere. Molto lo si deve anche alla voglia di crescere di Sara Verducci. “Quando sono rimasta incinta del terzo figlio ho perso il lavoro. A quel punto ho deciso di puntare sul ciclismo, perché il pattinaggio non riusciva a sostenere tutta la famiglia. Poi con Luigino e Francesco Sergio è nato Nimbl”.

Che ha subito stupito. “La comodità e la calzata che garantivamo nel pattinaggio erano impensabili nel ciclismo. Abbiamo educato gli atleti a dare importanza alla scarpa. Per anni hanno pedalato con dita piegate e calzature sbagliate” riprende Luigino Verducci.

Da qui il successo di un prodotto costruito su misura, anche attraverso il calco del piede. “La personalizzazione è il nostro valore aggiunto per chi pedala tante ore. Un sistema sempre più efficiente, siamo in grado – ribadisce Luigino – di personalizzare la scarpa anche senza utilizzare il gesso”.

COMODITA’ E LEGGEREZZA

I SOCI Luigino Verducci e Francesco Sergio

Nimbl è ormai presente ai massimi livelli del ciclismo mondiale. “Abbiamo più di 200 atleti professionisti nei team che usano le nostre scarpe. alcuni esempi: i campioni come Jonathan Milan e Jonas Vingegaard. Ci scelgono perché noi, per policy, non paghiamo gli atleti”.

Una scelta precisa. “La reputazione è il valore aggiunto. Il passaparola tra professionisti conta tantissimo. Non abbiamo contratti vincolanti con i corridori: se vogliono possono cambiare in qualsiasi momento”.

Il 2024 è stato l’anno della definitiva consacrazione. “La vittoria alla Vuelta, al Giro e al Tour con le squadre che utilizzano le nostre scarpe ha trainato tantissimo l’azienda. Prima di trasferirci qui producevamo al massimo 50 paia al giorno, ma la domanda cresceva continuamente”.

Oggi Nimbl è presente anche nel triathlon e nel gravel. “Siamo campioni del mondo nel triathlon e collaboriamo anche con Peter Lange nel gravel”. La crescita del brand è stata accompagnata anche da una crescita societaria con l’ingresso nel 2024 della Pon Holding attraverso Pon Bike. “Hanno visto il potenziale e gli è piaciuta la nostra storia. L’intesa è nata grazie al rapporto con la Visma, che ci aveva cercato per avere una scarpa più performante”.

LA CRESCITA

Nonostante l’ingresso del gruppo internazionale, l’azienda mantiene autonomia operativa. “La nostra è una crescita continua. Siamo passati dai 100mila euro del 2018 ai 4 milioni del 2025”. Un prodotto fortemente legato alla tecnologia. “Usiamo materiali vegan e microfibra tecnica. La pelle non è performante per quello che vogliamo ottenere”.

Un mondo che innova costantemente: “Il processo di lavorazione del carbonio è cambiato molto. È un mercato in cui bisogna investire continuamente, perché la performance è il principale driver”. Ma la manualità resta centrale. “Ogni scarpa viene valutata in peso (90 grammi la più leggera, 180-200 la standard), rigidità e torsione. È una industrializzazione artigianale”.

Il mercato oggi è internazionale. “Italia, Europa e Asia – soprattutto Taiwan, Cina e Corea – sono i nostri mercati principali. Puntavamo molto sugli Stati Uniti ma lì il mercato sta soffrendo e per un prodotto di nicchia è più difficile entrare”.

Le vendite passano soprattutto dall’online, gestito internamente, ma sta crescendo anche la rete commerciale. “Con Pon Bike stiamo entrando nei negozi più belli e specializzati”. E il Made in Italy continua a essere un elemento decisivo. “Conta tantissimo. Più del Made in Fermo conta però la performance. Noi non compriamo nulla dall’estero, tranne alcune chiusure tecniche”.

Per il futuro l’obiettivo è chiaro: crescere ancora, soprattutto nel mercato femminile. “Vogliamo aumentare l’attenzione verso il pubblico femminile. È un settore che deve crescere”.

VERSO IL GIRO

Non manca il rapporto diretto con i campioni. “A volte arrivano qui in bicicletta, vedono la produzione e restano conquistati. Le squadre vengono in ritiro tra novembre e gennaio: consegniamo le scarpe, loro le provano e poi facciamo tutti i controlli”.

In occasione della tappa del Giro d’Italia Chieti-Fermo del 16 maggio, Nimbl ha organizzato una tre giorni di eventi dedicati a buyer, clienti, distributori che arrivano da tutto il mondo. Il programma si apre stasera con una cena di benvenuto. Il 15 spazio alla visita all’interno dell’azienda, a una pedalata lungo la costa e alla presentazione delle novità del marchio, tra nuove scarpe e linea apparel. Previsti anche incontri privati con media e rivenditori.

Il 16 maggio sarà invece interamente dedicato alla corsa rosa, con due percorsi ciclistici verso Fermo, con kit personalizzati Nimbl: uno da Cupra Marittima di 80 chilometri e uno più breve da Monterubbiano. Gli ospiti potranno poi vivere il finale del Giro da un’area Vip esclusiva a pochi metri dall’arrivo della tappa.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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