
di Raffaele Vitali
SERVIGLIANO – Forza Italia si riorganizza, amplia la propria rete sul territorio e guarda già alle prossime sfide politiche. A Servigliano, Jessica Marcozzi ha riunito amministratori, consiglieri, imprenditori e rappresentanti del partito, portando al tavolo anche l’europarlamentare Salvatore De Meo, prima tappa del percorso che lo ha poi condotto ad Amandola per la Sibillini Europa Summer School.
Con Marcozzi, il sindaco di Servigliano Marco Rotoni, il primo cittadino di Monte Vidon Corrado Elio Vincenzi e diverse figure del coordinamento provinciale, oltre ai Maccarone, perno del partito nel Fermano. Ma anche ‘i simpatizzanti’ Lauro Salvatelli, Ubaldo Belletti e David Cinti. Un incontro che ha avuto un obiettivo preciso: spiegare il ruolo di Forza Italia e rafforzarne la presenza nel territorio fermano.
“La sburocratizzazione è una priorità”
Marcozzi parte dai temi amministrativi. “Partiamo dalla sburocratizzazione, per noi è una priorità”. La presidente della Prima commissione regionale rivendica il lavoro sulla semplificazione, annunciando per settembre la discussione di una proposta che prevede “l’eliminazione di alcune leggi regionali e la modifica di altre”.
Parallelamente il partito continua a strutturarsi. “Crescono gli amministratori che scelgono Forza Italia”, spiega Marcozzi, annunciando l’obiettivo di arrivare a un coordinatore in ogni Comune, scegliendo però “figure convinte e determinate”.
Rotoni e Vincenzi entrano nel direttivo regionale
Tra le novità, l’ingresso nel direttivo regionale di Marco Rotoni ed Elio Vincenzi. Nel direttivo provinciale entrano invece Erica Trasarti e Marco Mancini da Pedaso e Roberto Roberti da Monterubbiano.
Una crescita che Marcozzi lega anche alle scelte compiute nei Comuni. “A Fermo abbiamo sostenuto il candidato Scarfini, oggi sindaco. Abbiamo proseguito quanto scelto cinque anni fa, quando appoggiammo Calcinaro con una civica. Non abbiamo candidato persone di partito, ma siamo in maggioranza”.
Il riferimento è dunque a una strategia che punta a consolidare la presenza azzurra attraverso il sostegno a candidature civiche e amministratori moderati.
Il nodo Calcinaro: “Ottimi rapporti”
Ed è proprio la posizione di Paolo Calcinaro uno dei passaggi politicamente più interessanti dell’incontro. Marcozzi chiarisce che, al momento, non ci sono ragionamenti definiti sulle candidature per le prossime Politiche, ma conferma il rapporto con l’ex sindaco di Fermo.
“Con l’assessore Calcinaro abbiamo ottimi rapporti, è un moderato”. Un rapporto che, viene sottolineato, resta aperto anche in prospettiva futura. “Anche con Calcinaro ci sentiamo spesso”.
Marcozzi ricorda inoltre che Calcinaro ha dichiarato di non volersi candidare alle Politiche, almeno per il momento. “Poi si vedrà in futuro, intanto condividiamo idee e programmi”.
Il messaggio è quindi quello di una porta ancora aperta, senza però trasformare il dialogo in una candidatura già definita.






Il lavoro sul territorio
In sala c’era anche Lauro Salvatelli, assessore del comune di Fermo non tesserato, insieme ad altri amministratori, imprenditori e rappresentanti del mondo produttivo. È Marcozzi a sottolineare il percorso di crescita del partito e il lavoro svolto sul territorio, ricordando le diverse realtà amministrative nelle quali Forza Italia ha sostenuto candidati civici e moderati. A cominciare da Fermo con il sindaco Scarini e il predecessore Calcinaro.
“Crescono gli amministratori che scelgono Forza Italia”, ribadisce Marcozzi, evidenziando come questa crescita permetta ora al partito di strutturarsi con maggiore capillarità nei Comuni.
Anche il tema della Zes entra nel confronto. Forza Italia rivendica l’impegno sul credito d’imposta e Marcozzi annuncia la volontà di lavorare a una proposta per evitare che il beneficio venga penalizzato dalla tassazione. Un tema particolarmente rilevante per il tessuto produttivo del Fermano.
Rotoni: “Ora dobbiamo andare oltre le parole”
Marco Rotoni sottolinea la necessità di trasformare la crescita organizzativa in capacità politica. “Non ci fermiamo mai. Abbiamo una chiara impostazione politica, ora dobbiamo andare oltre le parole e ridare a Forza Italia il suo ruolo, anche per dare autorevolezza alla politica”.
Per Rotoni il partito deve essere “una risorsa per poter stare nei luoghi dove si prendono decisioni”, affrontando questioni come energia, filiere manifatturiere e innovazione. “Sono felice che Servigliano per un giorno sia capitale programmatica”.
De Meo: “Molte scelte nascono da Bruxelles”
La parte europea è affidata a Salvatore De Meo, che richiama il peso delle decisioni comunitarie sulla vita quotidiana. “Molte scelte che poi impattano sui cittadini nascono da Bruxelles”.
Il punto centrale è la competitività. “Dobbiamo dare un vero senso alla parola competitività, non fermandoci alla relazione Draghi”. E sul Green Deal aggiunge: “Siamo consapevoli che dobbiamo trovare una sostenibilità economica e produttiva”.
Difesa, sicurezza, energia e tecnologia diventano così parte di una stessa strategia europea. “La difesa non è solo impegno militare, è sicurezza energetica, è tecnologia, è un mercato unico europeo completo”.
De Meo: “Vannacci? Le sue posizioni vanno in un’altra direzione”
Inevitabile anche il passaggio politico sugli equilibri del centrodestra e sulla crescita delle posizioni più estreme a destra. A De Meo viene chiesto se sia preoccupato e se Forza Italia possa aprire le proprie porte a Roberto Vannacci.
La risposta è netta: “Noi siamo l’ancora di salvezza per tantissimi. L’Europa si sposta a destra? Non è vero. Il Ppe trova convergenze verso il centro. Gli estremismi non mi sono mai piaciuti, di entrambi i lati”.
De Meo rivendica quindi la linea di Forza Italia, a partire dal sostegno all’Ucraina, dalla difesa comune e dalla costruzione di un’Europa con maggiori competenze, non più debole.
Quanto a Vannacci, precisa: “Se il generale debba o meno fare parte della coalizione, lo dirà il tempo. In questo momento le sue dichiarazioni, posizioni e voti vanno in una direzione opposta”.
E aggiunge un riferimento particolarmente duro alle posizioni espresse dal generale: “Non si accettano persone che parlano della ghettizzazione dei disabili e di un passo indietro nei diritti”. Per De Meo, quindi, oggi non ci sono le condizioni per immaginare una convergenza politica, anche se riconosce che “lui, come altri in passato, usa temi per prendersi il centro della scena, poi una volta al governo spesso si cambia”.
Infrastrutture, la sfida per le Marche
Uno dei passaggi più importanti riguarda il divario infrastrutturale delle Marche. De Meo richiama la necessità di utilizzare meglio le risorse europee e di superare i vincoli burocratici.
“Usiamo poche risorse europee, ci diamo più vincoli. Se ci spostiamo in Spagna e nell’Est Europa le risorse sono state messe a terra ed è cresciuta la competitività”.
Nel Fermano il ragionamento si traduce nella necessità di collegare costa e aree interne, con particolare attenzione alla Pedemontana e al collegamento Servigliano-Amandola.
Mare-monti e ospedale di Campiglione
Rotoni indica proprio nelle infrastrutture uno degli assi strategici per il futuro del territorio. “La Pedemontana è un binario fondamentale”. L’auspicio è che “nell’arco di un mese o due inizi il lotto da Servigliano ad Amandola”.
Un collegamento che viene considerato decisivo anche per raggiungere il polo ospedaliero di Campiglione di Fermo e mettere in relazione le diverse vallate. “È un elemento infrastrutturale decisivo, muove merci e opportunità”.
La sfida del territorio e lo Smart Village
Nel confronto trova spazio anche il tema dei servizi nelle aree interne. “Vorrei che Marcozzi ci aiutasse per potenziare il progetto Smart Village, che coinvolge dieci Comuni e punta sulla prevenzione e sui servizi rivolti agli over 65. Possiamo farlo con maggiori risorse, con attività diagnostiche, presenza infermieristica e laboratori”.
La conclusione è affidata a una prospettiva politica che guarda contemporaneamente al territorio e all’Europa. “Possiamo arrivare lontano. Noi come Forza Italia abbiamo l’Europa accanto”, è il messaggio lanciato da Servigliano.
