
PONZANO DI FERMO – Una serata speciale per Ponzano di Fermo. questa sera, ore 2130, arriva Federico Buffa, ormai ambasciatore del Festival Storie.
“La sua partecipazione, anno dopo anno, è diventata quasi un dono al territorio, Buffa torna nelle Marche con la generosità di chi sceglie di condividere il proprio talento con luoghi e comunità che hanno imparato a riconoscerlo e amarlo” sottolineano gli organizzatori.
Al centro del racconto ci sarà “Il mito Diego Armando Maradona”, un campione diventato simbolo per intere generazioni, amato non soltanto per ciò che riusciva a fare con un pallone, ma perché sembrava incarnare la possibilità, per chi nasce ai margini, di sfidare il destino. Dietro il mito, però, restava un uomo esposto a pressioni immense, attraversato da contraddizioni e fragilità che rendono la sua vicenda ancora oggi potentemente umana.
A fare da cornice al racconto sarà il suggestivo sagrato della Chiesa di San Marco a Ponzano di Fermo, luogo nel quale la parola di Buffa assumerà un sapore ancora più intimo e sospeso: appuntamento alle ore 21.30. Biglietti su ciaotickets.com o rivendite autorizzate del circuito: 18 euro intero, 10 euro ridotti under 14 anni (info 348.2423174). Ad accompagnarlo sarà il fisarmonicista Christian Riganelli, chiamato a intrecciare musica e narrazione e a dare ulteriore profondità emotiva alla serata.
“Non vedo l’ora. Torno sempre molto volentieri. I piccoli teatri, i borghi sono luoghi preziosi da salvare e custodire. E io sono davvero felice di essere ambasciatore, ma soprattutto amico, del Festival Storie che va esattamente in questa direzione”.
Dopo Jordan, ecco Maradona. “Un personaggio dalla presenza fuori dal comune. Cerco sempre di raccontare l’uomo che sta dietro al giocatore: mi sembra più corretto partire dagli esseri umani, perché è da lì che nascono i fuoriclasse. Hanno angoli speciali, tratti unici, ma anche una componente che spesso li accomuna: quella quasi ossessivo-compulsiva, quello spasmodico desiderio di emergere” prosegue Buffa che ha apprezzato la scelta del sagrato della chiesa di San Marco come location.
“Quel sagrato ha una potenza tutta sua. Spero che si riesca a creare un contesto armonico, perché è un luogo che ispira e mi auguro possa essere altrettanto ispirante lo sguardo che proveremo a posare su un uomo capace di generare una passione, ma anche astio, come pochissimi altri. Sono esseri umani che attraversano l’umanità una volta ogni tanto e lasciano un segno destinato a durare molto oltre la loro esistenza. Di Diego, ne sono convinto, si parlerà ancora tra cent’anni”.
