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Fermo, tra utili e quote la verità di Scarfini sulla Solgas: "Fusione giusta, fatta nel momento ideale”. Ercoli: così si valorizza la società

13 Ottobre 2026

FERMO – “Una fusione giusta per la città, fatta nel momento giusto, utilizzando i dati di dicembre 2025 che hanno consentito di ottenere un concambio più favorevole. Siamo e dobbiamo essere contenti”. Il sindaco Alberto Maria Scarfini difende la scelta di portare Solgas dentro Astea Energia, dopo l’approvazione del progetto di fusione da parte dell’assemblea dei soci, riunita dal notaio Varriale. Per la conclusione dell’operazione bisognerà attendere altri 60 giorni, trascorsi i quali si procederà alla sottoscrizione dell’atto definitivo.

Una strada che ha la benedizione di Filippo Ercoli, lo storico direttore che ha reso la Solgas il gioiello di Fermo. Scarfini ripercorre le tappe dell’operazione, partendo dalla cessione del 49% delle quote nel 2016 per oltre cinque milioni di euro. “Da allora gli utili sono più che raddoppiati. Sono dati, non confutabili”.

Per il sindaco, la fusione rappresenta il completamento di un percorso avviato anni fa e una scelta che l’amministrazione ha affrontato con responsabilità e attenzione ai tempi.

“Garantiamo gli utili e inseriamo il Comune di Fermo in un contenitore più grande. Entriamo in una struttura in crescita, capace di assicurare servizi, tecnologia e competitività, in una fase complessa per il mercato energetico”.

Scarfini afferma di essersi confrontato con diversi esperti, anche fermani, prima di arrivare alla decisione. Tra le garanzie indicate dall’amministrazione ci sono il mantenimento dello sportello sul territorio, la continuità delle azioni condivise e la tutela dei dipendenti.

Il nodo del 5% e le critiche della minoranza

Il sindaco risponde anche alle contestazioni sollevate dall’opposizione, accusata di aver concentrato il dibattito su aspetti formali. “Prima si è parlato dei giorni a disposizione per studiare la documentazione, che sono stati dieci e non sei. Poi delle mille pagine, che in realtà non arrivano a 200, e infine della questione dello 0,0002. Non è questo l’approccio giusto. Sia nell’assemblea di Astea sia in quella di Solgas è stato definito il 5%”.

Scarfini chiede quindi alla minoranza di chiarire quale alternativa avrebbe proposto: “A parte l’improponibile richiesta di trattare di nuovo tra otto mesi, ci dicano cosa avrebbero voluto fare. Altrimenti si finisce per confondere questioni diverse, alimentando una polemica che distoglie l’attenzione dalla sostanza dell’operazione”.

Sul nodo tecnico relativo alla quota del Comune, il sindaco parla di un chiarimento intervenuto tra i notai. Le due assemblee dovevano deliberare sullo stesso progetto: “Il punto – precisa Corradi - è stato risolto intervenendo sull’arrotondamento del concambio, con il riconoscimento di una azione aggiuntiva”. Se pi non bastasse, il sindaco batte sul rappresentante di Fermo nel collegio sindacale, “e anche questo non è scontato”.

Corradi: “Il mercato richiede strutture più grandi”

A spiegare le ragioni industriali della fusione è l’amministratore di Solgas, Corradi, che richiama le trasformazioni del settore energetico. “Le piccole società dell’energia non ci sono più. Anche altre realtà hanno ceduto le proprie attività. Oggi la concorrenza è tale che è difficile stare sul mercato senza far parte di un gruppo strutturato”.

L’aggregazione, secondo Corradi, potrà tradursi in vantaggi anche per i cittadini, grazie a una maggiore capacità di intervento sulle tariffe e ai servizi legati all’efficientamento energetico e al fotovoltaico. “Solgas conta quattro dipendenti, ma ha operato per anni con tre persone, incontrando difficoltà nell’affrontare un mercato in cui la vendita di energia si è progressivamente estesa oltre i confini territoriali. Facevamo fatica a gestire il nuovo scenario e perdevamo clienti” ribadisce.

Corradi richiama anche i dati utilizzati per il concambio: il bilancio di dicembre 2025, preso come riferimento per l’operazione, ha consentito di evitare una riduzione dello 0,60% rispetto a un calcolo basato su dati successivi. E da qui anche il chiarimento sugli utili, che la minoranza ha più volte avanzato: “Nel primo semestre – aggiunge - Astea Energia ha registrato un bilancio di 6,9 milioni di euro. Da qui la previsione che il prossimo risultato annuale possa permettere poi di superare gli utili conseguiti da Solgas nell’ultimo esercizio”.

Ciarrocchi: “Il tempismo era fondamentale”

L’assessore Alessandro Ciarrocchi torna a qualche meso fa, quando segnalò alla fine della legislatura precedente la necessità di affrontare la scelta sul futuro della società. “In queste settimane si è perso di vista il focus sulla sostanza, fermandosi sulla forma. Il tempismo era fondamentale. Dovevamo decidere se proseguire da soli, esercitare la put oppure procedere con la fusione”.

La prosecuzione dell’attività in autonomia, secondo Ciarrocchi, non sarebbe stata una strada sostenibile in un mercato sempre più complesso e competitivo. “Anche l’attesa di un altro anno avrebbe potuto comportare la necessità di esercitare l’opzione put. Abbiamo scelto di non monetizzare e di puntare su una realtà più strutturata. Questa era la finestra migliore”.

Sulla documentazione ammette che alcuni aspetti avrebbero potuto essere gestiti meglio, ma ribadisce che la decisione va valutata soprattutto per i suoi effetti industriali ed economici.

Luciani ed Ercoli: “Tutela dei cittadini e competitività”

Eleonora Luciani, assessora al Bilancio, sottolinea il lavoro svolto per arrivare all’accordo e la compattezza della maggioranza. “Ci abbiamo lavorato tantissimo perché volevamo tutelare i cittadini. Abbiamo costruito una base che consente di mantenere un presidio sul territorio e di salvaguardare i dipendenti”. La consigliera evidenzia anche le opportunità legate ai servizi di efficientamento energetico, ambito nel quale Astea dispone di competenze più ampie, con possibili iniziative anche nelle scuole.

Infine, Filippo Ercoli che ricostruisce invece l’evoluzione del settore, ricordando le indicazioni che già nei primi anni Duemila spingevano verso l’aggregazione delle società energetiche. “L’obiettivo era ridurre il numero degli operatori e creare realtà in grado di gestire meglio il mercato. Abbiamo cercato il concambio più favorevole possibile e scelto un gruppo solido, con il quale fosse comunque possibile mantenere un rapporto diretto”.

Per Ercoli, l’accordo permette a Solgas di rafforzarsi e di competere in un contesto dominato da operatori di dimensioni maggiori. “Abbiamo dato alla società la possibilità di stare sul mercato e di sviluppare attività collegate all’energia. Oggi abbiamo concentrato le nostre risorse in una realtà con grandi potenzialità, nell’interesse della popolazione”.

Conclusione

La fusione sarà formalizzata dopo i 60 giorni previsti. Per l’amministrazione, tutta presente tranne il vicesindaco Torresi alla conferenza stampa del sindaco, il passaggio a Astea Energia dovrà tradursi nella continuità del servizio locale e in nuove opportunità sul fronte energetico, mentre restano al centro del confronto politico le modalità con cui è stata condotta l’operazione.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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