
FERMO – “Il campo largo a Fermo può iniziare a indicare una strada: quella dell’alternativa”. Così Giacomo Martelloni, volto di punta di Sinistra Italiana a livello nazionale, commenta la coalizione di centrosinistra che sostiene Angelica Malvatani, definendola “una figura eccezionale” capace di unire anime diverse anche in una città tradizionalmente moderata e cattolica. Il tuto mentre sorseggia un calice di vino in piazza del Popolo con Buondonno, i vertici fermani del partito e i componenti della lista.
Il campo largo è ancora un esperimento o ormai una realtà politica?
“Credo che a Fermo possa iniziare a indicare concretamente una strada alternativa. La candidata sindaca è una figura eccezionale. Talmente forte e incisiva che attorno a lei si stanno consumando anche attacchi obliqui, come spesso purtroppo accade alle donne impegnate in politica”.
Quali sono i temi che più vi rappresentano all’interno della coalizione?
“Angelica Malvatani ha messo in campo un programma coraggioso, anche grazie alle sollecitazioni di Alleanza Verdi e Sinistra. Ha parlato chiaramente di salario minimo da 10 euro negli appalti pubblici, affrontando un tema che il governo nazionale non ha avuto il coraggio di risolvere pienamente”.
Il recente decreto del Governo sul salario giusto non è un passo avanti?
“Sicuramente il decreto del 30 aprile rappresenta un passo avanti, perché riprende una proposta che il centrosinistra aveva avanzato già nel settembre del 2023. Però resta incompleto. Combatte la contrattazione pirata, ma non affronta il problema dei tanti settori in cui la contrattazione collettiva non riesce a garantire stipendi dignitosi. Esistono comparti, soprattutto quelli a basso valore aggiunto, dove le retribuzioni sono ancora molto inferiori ai 10 euro l’ora”.
Un Comune può davvero intervenire su questi aspetti?
“Può fare molto più di quanto si pensi. È chiaro che un Comune non può modificare le norme nazionali sul lavoro, ma può incidere attraverso appalti, concessioni e linee guida. Ma un Comune come Fermo, che è uno dei principali datori di lavoro indiretti del territorio, può imporre standard più alti nelle gare pubbliche, soprattutto nei settori socio-sanitari ed educativi”.


Anche nelle concessioni pubbliche?
“Certamente. Penso, ad esempio, alle concessioni di suolo pubblico. Se un’attività utilizza spazi pubblici in una piazza importante della città, il Comune può subordinare quella concessione al rispetto di determinati standard di tutela del lavoro. Il lavoro povero purtroppo è molto diffuso nei pubblici esercizi, nel turismo e nella ristorazione. Proprio da lì si possono dare segnali importanti”.
Angelica Malvatani è una delle poche candidate sindache donna nelle Marche. È ancora un problema culturale?
“Direi di sì. Gli attacchi personali rivolti a una candidata donna, magari passando dal marito per colpire lei, sono un grande classico. È un riflesso condizionato che ha a che fare con il patriarcato, e non riguarda solo gli uomini. Credo però che Angelica saprà dimostrare che questi residui del vecchio mondo devono essere superati, nell’interesse di tutte le donne, anche di quelle che oggi criticano”.
Le donne devono avere più spazio nella politica?
“Assolutamente sì. E mi sembra che Angelica stia già dimostrando un forte protagonismo. Anche il consenso che cresce intorno alla sua candidatura lo conferma. Avremo modo di parlarne dopo il voto, ma io credo che questa candidata farà molto bene”.
r.vit.
