
FERMO – I sassolini in tasca diventano pietre una volta tirati fuori. “In troppi parlano di Fratelli d’Italia Fermo: di quello che oggi è o dovrebbe essere, e di quello che farà. Spesso lo si fa senza comprendere le dinamiche politiche, senza cogliere i dettagli, senza conoscere la storia politica recente” spiegano i neo consiglieri comunali guidati da Leonardo Tosoni.
Il centrodestra, ora che si è riconsolidato anche se con l’assenza di Forza Italia che ha scelto di stare al fianco del sindaco Scarfini, non vuole farsi schiacciare. Anzi, fa chiarezza su passato e presente. Partendo dal 2015, l’anno della candidatura di Mauro Torresi in alternativa Paolo Calcinaro e Pasquale Zacheo. L’ultima volta che Fratelli d’Italia ha presentato il simbolo a Fermo.
“Al ballottaggio, vinto da Calcinaro, Torresi fece l’accordo, entrando in Giunta con il suo gruppo Non mi Fermo. Per Fratelli d’Italia era il suo uomo all’interno della squadra di assessori. Peer questo – spiegano i neo eletti tra cui il coordinatore comunale Romagnoli – nel 2020 si è deciso di rinunciare a FdI. Purtroppo, le sinergie sono progressivamente venute a mancare, nel secondo mandato, specie con Torresi, che ha di recente voluto marcare le distanze rivendicando la presenza di molte persone di sinistra, ostili a FdI, nella sua lista”.
Critiche dure sul vicesindaco uscente, che da sempre era l’uomo più vicino al governatore Acquaroli. “Eppure, in questo contesto, il sindaco uscente Calcinaro si è avvicinato al centrodestra candidandosi con ‘I marchigiani’. Per questo eravamo convinti che si sarebbe raggiunto un accordo per correre insieme”.
Accordo poi saltato, con la conseguente candidatura di Tosoni. “A parole – ribadiscono i quatto consiglieri, Leonardo Tosoni, Giacomo Alesiani, Gianluca Tulli, Rossano Romagnoli – Calcinaro aveva dato il suo assenso, ma alcune componenti della coalizione civica, paradossalmente proprio quelle che fino a dicembre 2025 erano state più affini a Fratelli d’Italia, hanno deliberatamente deciso di porre il veto, non solo sul simbolo di partito, ma anche sulle singole persone considerate rappresentative del partito stesso”.
Si è arrivati così al recente passato, ovvero alla nota congiunta di gennaio 2026, con i vertici di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e Udc che annunciavano la presenza del proprio simbolo nella competizione elettorale cittadina. “C’è chi ha disatteso, l’impegno e ci dispiace. Ma noi in 40 giorni abbiamo raggiunto il 20,16% e si è ricostruito il centrodestra nel capoluogo fermano”.
Certo, senza Forza Italia. “Ufficialmente non era in corsa, ma poi la consigliera Marcozzi era in prima linea nei festeggiamenti di Scarfini e della lista “Insieme per Scarfini”, composta da forzisti, improvvisamente venuti allo scoperto, e che ha eletto 4 consiglieri comunali”.
Inqueto quadro è impensabile per FdI qualunque accordo. Ma questo era stato già escluso dallo stesso Scarfini appena eletto. “Saremo all’opposizione, senza alcuna ambiguità. Lo faremo rimanendo coerenti con il nostro essere, con il nostro stile, con il nostro modo di intendere la politica. Lo faremo senza pregiudiziali ma anche senza sconti”.
L’ultimo passaggio è indirettamente dedicato a Paolo Calcinaro, dato dai rumors cittadini papabile candidato alle Politiche con Forza Italia: “Auspichiamo che la scelta civica di alcuni rimanga tale anche nelle prossime elezioni nazionali e regionali, senza approdi nei partiti politici per mera convenienza” concludono i consiglieri mandando un ultimo chiaro messaggio: “Nessuno detta le linee a Fratelli d’Italia a Fermo: c’è un gruppo di fermane e di fermani, competenti e appassionati, dentro e fuori il consiglio comunale, che non rinunciando mai al dialogo, inteso come metodo primario di azione politica, sapranno individuare la linea opportuna da tenere, per il bene della città”.
