
FERMO - È troppo grande la voglia di Saturnino Di Ruscio di rappresentare i suoi elettori e sedere all'interno del Consiglio comunale, il luogo dove si decidono le politiche di sviluppo della città.
Il desiderio di continuare a svolgere il proprio ruolo ha prevalso anche sul contenzioso con il Comune e ora il famoso caso di incompatibilità è a un passo dalla conclusione. Se il procedimento arriverà a compimento, il consigliere comunale potrà continuare a svolgere pienamente il proprio mandato.
La Giunta comunale di Fermo ha approvato un atto di indirizzo con cui esprime parere favorevole all'accettazione della rinuncia agli atti del giudizio proposta dal consigliere comunale Saturnino Di Ruscio nell'ambito del procedimento civile che lo vede contrapposto al Comune.
Si tratta di un passaggio significativo nell'iter avviato per verificare la sussistenza della causa di incompatibilità prevista dal Testo unico degli enti locali.
L'origine della vicenda risale alla sentenza n. 260 del 28 maggio 2026 del Tribunale di Fermo, che ha riconosciuto a Di Ruscio alcuni diritti relativi all'occupazione di aree di sua proprietà da parte del Comune. Proprio l'esistenza di questo contenzioso, non ancora definito in via definitiva, è stata ritenuta una situazione di "lite pendente", configurando la causa di incompatibilità prevista dall'articolo 63 del Tuel.
Nel corso del procedimento il segretario generale aveva evidenziato come la semplice rinuncia agli atti del giudizio non fosse sufficiente, da sola, a eliminare il conflitto di interessi, poiché il consigliere sarebbe rimasto titolare del diritto sostanziale nei confronti dell'ente, con la possibilità di farlo valere in futuro. Per superare realmente l'incompatibilità sarebbe stata necessaria una rinuncia che incidesse anche sulla pretesa sostanziale.
Successivamente Di Ruscio ha integrato la propria posizione con una memoria e con un atto unilaterale d'obbligo autenticato da notaio.
Nel documento il consigliere conferma la rinuncia agli atti del giudizio, rinuncia alle spese processuali liquidate in suo favore e agli interessi maturati e maturandi sul credito riconosciuto dalla sentenza. Si impegna inoltre ad alienare nel più breve tempo possibile, preferibilmente entro trenta giorni, i diritti sull'immobile oggetto del contenzioso, così da evitare future controversie.
Alla luce di questi impegni, la Giunta ritiene di poter accettare la rinuncia agli atti del giudizio, evidenziando che tale scelta, insieme al rispetto degli obblighi assunti dal consigliere, consente di tutelare le casse comunali da eventuali responsabilità erariali, lasciando comunque impregiudicata la possibilità per il Comune di far valere le proprie ragioni, anche attraverso un'eventuale azione per il riconoscimento dell'usucapione delle aree interessate.
La delibera precisa infine che sarà il Consiglio comunale, nell'ambito del procedimento previsto dall'articolo 69 del Tuel, a valutare se gli atti compiuti da Di Ruscio siano sufficienti a rimuovere definitivamente la causa di incompatibilità e a consentirgli di proseguire senza ostacoli il proprio mandato amministrativo.
