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Fermana, pagellone di fine stagione: dal Gps di iotti al muro di Scrosta

10 Maggio 2021

di Valentina Sabelli

Pagellone semiserio di fine stagione per una Fermana che ha raggiunto la salvezza in anticipo e si prepara a una lunga estate fatta di cessioni, conferme e sogni di mercato.

PAOLO GINESTRA: per i follower “Polipo Paul”. La piovra. Dove c’è lui non passano i rigori.

EDOARDO SCROSTA: “Chiudi la valigia Beppe, andiamo a Berlino”.  Edoardo di Berlino, è il muro.

ILARIO IOTTI: vogliamo il GPS. A fine stagione i chilometri fatti dovranno essere documentati. Flashman

SAMUELE NEGLIA: in un’altra vita deve essere stato un cecchino, altrimenti non si spiega. Ci mancherà

NICCOLÒ BIGICA: ci siamo goduti un grande inizio. Ci sarà un grande futuro. Indubbiamente il capello più patinato del campionato.

LORENZO GROSSI: come fa girare la palla lui, nessuno mai. Doti fuori dal comune.

SAMUELE MASSOLO: non da tutti sapere di avere un cambio all’altezza del suo collega. La Fermana ha vantato questa certezza.

URBINATI: un capitano, c’è solo un capitano... un capitanoooo (l’avete letto cantando?)

LUCA COGNINI: Canarino nel cuore ... e nell’anima. In bocca al lupo Luca. Il rettangolo verde ha già nostalgia di Te. Una certezza gialloblù. Un fermano figlio di Fermo che ha dato tutto in ogni partita.

MANETTA: nota d’onore va alla sua più grande dote, la delicatezza.

LUCA CREMONA: che sia in campo o in panchina, senza i suoi acuti degni di Maria Callas, la squadra avrebbe vinto meno. Lo scarpino più fluo della serie C.

BOATENG: ma quali leoni e gazzelle, per lui cambio automatico e marcia alta. Da 0 a 100 in meno di un attimo.

SIMONE D’ANNA: Totti sta alla Roma come D’Anna sta alla Fermana

PAOLO GRBAC: il cognome più storpiato della stagione. Una cosa certa: che sia a destra o sinistra, è stato un centrocampo sopraffino.

ANDREA BONETTO: irremovibile gigante. Gol subiti nel campionato pochi. Non una difesa, una barricata! 

GRAZIANO: è stato un regalo di Natale del calciomercato. Una bella scoperta. L’Ambrosini de noialtri.

NICOLO' SPEROTTO: il custode dello stadio avrà sicuramente da lavorare sul prato della fascia. Dove passa lui non cresce più l’erba. 

VITTORIO FABRIS: frizzante come una bolla di Valdobbiadene, ogni riccio un capriccio. Fastidiosetto per gli avversari, ma troppo delicato.

DAVIDE CAIS: assomiglia a Cavani, ma gli assomiglia solo

CIRO PALMIERI: il nostro babà. Aggregato a un compatto comparto d’attacco.

ROSSONI e MOSTI: Incompiuti. Buona base su cui lavorare, Cornacchini sarebbe un buon maestro

CLAUDIO MANZI: abbiamo visto partite da capogiro. A braccetto con Scrosta, da muro di Berlino a muraglia cinese in un attimo.

DAVIDE MORDINI: quartetto di difesa. Se li avete invidiati durante il campionato, vi capiamo e ... avete fatto bene.

COLOMBO: non ha avuto la possibilità di spiccare il volo.

Mister CORNACCHINI: condor di nome e di fatto. Ha planato sulle prede avversarie quando serviva, colpendo senza pietà. Poi ha ripreso il suo volo Tranquillo una volta raggiunta la salvezza. Dargli fiducia per non smettere di volare.

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