
MONTEFORTINO – Per i canali ‘normali’ non sono mai arrivate risposte puntuali e chiare. E così, ci prova il consigliere regionale Fabrizio Cestti a chiedere un chiarimento sulla situazione dell’eremo di San Leonardo, la chiesa costruita mattone su mattone da padre Pietro Lavini.
Danneggiato dal sisma, l’eremo è in attesa da anni del recupero. Inizialmente avverato, poi ‘digerito’ alla fine, sembrava, apprezzato e quindi bisognoso di recupero. Il commissario alla ricostruzione Guido Castelli in più di una occasione ha chiarito che per lui è una priorità, essendo un luogo di culto ma anche turistico, all’interno di una elle valli più belle dei Sibillini. Ed è quindi pronto a firmare una ordinanza straordinaria per il finanziamento. Quello che è sempre mancato, però, è il progetto.
A dieci anni dalla scossa, “i ritardi che ancora gravano su troppi interventi della ricostruzione post-sisma, impongono un monitoraggio costante e rigoroso da parte delle istituzioni regionali. Servono risposte” sottolinea presentando la sua interrogazione in consiglio regionale, che è stata sottoscritta da tutto il gruppo PD.
“Il progetto di ricostruzione è stato depositato sulla piattaforma informatica Gestione digitale sisma per l'ottenimento di autorizzazioni e finanziamenti. Inoltre, una nota dell'Arcidiocesi di Fermo del 24 agosto 2025 stimava l'emissione del decreto di finanziamento entro il marzo del 2026. Il recupero di San Leonardo non è più rimandabile: è un atto di rispetto verso la nostra storia e una necessità vitale per le nostre comunità” scrive il consigliere.
Che omette un dettaglio. Il progetto, redatto dallo studio dell’ingegner conti, è fermo sul tavolo della Sovrintendenza delel belle Arti, da quanto fa sapere l’ufficio ricostruzione. “Per questo – conclude il consigliere - vogliamo sapere se siano state completate tutte le procedure autorizzative e se sia stato emanato il decreto di concessione del finanziamento. La giunta ci dica i tempi precisi per l'affidamento dei lavori, l'apertura del cantiere e la conclusione dell'opera. Il recupero di San Leonardo non è più rimandabile: è un atto di rispetto verso la nostra storia e una necessità vitale per le nostre comunità”.
Raffaele Vitali
