
FERMO – Un piccolo passo avanti, ma non c’è da fidarsi. È questo il sunto dell’incontro al Mimit, dedicato all’Electrolux, a cui ha preso parte il governatore Francesco Acqauroli.
“Abbiamo avuto un segnale di apertura. Per la prima volta si è discusso di un nuovo piano industriale che esclude la chiusura degli stabilimenti e supera l’ipotesi dei licenziamenti unilaterali, prevedendo per il sito di Cerreto d’Esi un percorso di reindustrializzazione supportato da un advisor” spiega il presidente.
Acquaroli è pragmatico: “Continuo a ritenere questa soluzione non soddisfacente e ho chiesto all’azienda di riconsiderare la propria posizione, valutando la prosecuzione dell’attività produttiva Electrolux anche nello stabilimento marchigiano”.
Al tavolo c’era anche il ministro Urso. “Continuiamo a ritenere che l'obiettivo debba restare quello di mantenere la presenza produttiva di Electrolux a Cerreto d'Esi. Il nostro timore è che la reindustrializzazione del sito possa tradursi in una perdita di certezze per i lavoratori e per il territorio. Quando una grande realtà industriale viene sostituita da un soggetto di dimensioni più ridotte, infatti, non sempre possono essere garantiti gli stessi diritti e le tutele occupazionali” aggiunge.
Nel corso dell’incontro Electrolux ha presentato un piano industriale aggiornato che prevede, a livello nazionale, 1.250 uscite volontarie e incentivate nell’arco di tre anni, suddivise tra 600 impiegati e 650 operai, accompagnate da un programma di investimenti in Italia di 90 milioni di euro destinati anche allo sviluppo di nuove linee produttive. Se ne riparlerà di nuovo al Mimit il 29 ottobre.
